Le Cronache Lucane

POTENZA: BASILICATACINEMA MOVIE AWARD

La consegna del riconoscimento ad Andrea Adriatico

Martedi 20 Ottobre ore 21:00 a Potenza consegna del BasilicataCinema Movie Award ad ANDREA ADRIATICO.

Proiezione del documentario “TORRI, CHECCHE E TORTELLINI” alla presenza del regista e Q&A con il pubblico al CineTeatro 2 Torri.

I direttori artistici degli eventi aderenti a BasilicataCinema conferiranno il terzo “Movie Award” di quest’anno ad Andrea Adriatico, poliedrico artista di cinema e teatro, architetto visionario e difensore dei diritti umani. L’evento patrocinato da Mibac e Regione Basilicata, nasce dalla collaborazione fra BasilicataCinema, le associazioni di promozione sociale Zer0971 e “Le Rose di Atacana”, quest’ultima realizza il progetto “Togheter Against”, e l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (Unar).

I “BasilicataCinema Movie Awards”, il cui ultimo premio a Luglio scorso è stato assegnato a Stefano Cipani per “Mio Fratello Rincorre i Dinosauri”, sono i riconoscimenti che gli associati del network lucano del cinema di qualità conferiscono ai lavoratori del mondo del cinema (registi, attori, direttori della fotografia ecc.) che si distinguono per portare nel mondo il “cinema nostrum”, ovvero quell’insieme filmico di saperi e valori etnici, artistici, civili e sociali, originati dal nostro mediterraneo che vengono apprezzati in tutto il mondo grazie al lavoro tenace di operatori culturali, creativi, artisti, che credono che le buone visioni cinematografiche di qualità possano ancora comunicare al mondo i nostri “positive values”. Fra i precedenti vincitori del premio vi sono Michele Russo, Letizia Lamartire, Alberto Negrin, Roberto Lacava, Stefano Cipani, Danilo Procaccianti, Sacha Biazzo, Paolo Muran, Ilaria Galbusera e Antonio Guzzardi.

Un altro appuntamento documentaristico da non perdere al termine del quale il pubblico potrà rivolgere, come di consueto nei “Movie Awards”, domande direttamente al regista e al produttore dell’opera. Il dibattito sarà moderato da Gabriele Di Stasio e Giuseppe Vendegna, rispettivamente presidente di BasilicataCinema e di Zer0971.

SINOSSI 

“TORRI, CHECCHE E TORTELLINI

“Torri, Checche e Tortellini” ci narra la storia dell’insediamento del movimento omosessuale nel primo circolo pubblico che l’Italia osò concedere in anni difficilissimi ad una comunità che cominciava una marcia di visibilità mai più arrestata. E lo fa con lo spirito della ricostruzione di un racconto che è al contempo testimonianza sociale e riflessione politica, intervistando i protagonisti di quel momento: politici come Walter Vitali o Sandra Soster, all’epoca assessori alla Cultura di Bologna, e ai Giovani della città, accanto ai primi presidenti del circolo 28 giugno che ebbe in gestione la struttura, Marco BarbieriBeppe RaminaDiego Scudiero, giornalisti come Domenico Del Prete, intellettuali comeStefano Casi, che fondò il primo Centro di Documentazione Omosessuale in Italia proprio al Cassero di Porta Saragozza e i tanti attivisti che attraverso una sovversiva attività culturale, guidata da un portentoso direttore artistico a tutti noto come la Cesarina, al secolo Stefano Casagrande, diedero vita ad una stagione senza precedenti che fece diventare Bologna anche una meta dagli omosessuali di ogni parte d’Italia. Su tutto il desiderio di mettere a fuoco testimonianze straordinarie, come una lettera su Bologna di Mario Mieli, grande ideologo del primo movimento omosessuale italiano morto suicida nel 1983, le cui parole tornano interpretate da Eva Robin’s, o la toccante attualizzazione cui si è prestato uno scrittore come Marcello Fois nel rileggere un fondo pubblicato da Roberto Roversi su l’Unità in quel fatidico 1982. Questa è la storia di un momento importante del movimento LGBT, quando si passò dalla rivolta alla rivendicazione di spazi pubblici. E’ la storia di una città, Bologna, che improvvisamente decise di investire sui diritti.

 

CREDITS:

– Regia: Andrea Adriatico;

Produzione: Daniela Cotti e Monica Nicoli per Cinemare;

  • Genere: Documentario;
  • Montaggio: Andrea Barberini, Roberto Passuti;
  • Premontaggio: Federico Tovani e Sarah Patanè;
  • Operatori: Giulio Maria Corbelli, Roberto Passuti, Raffaello Rossini;
  • Suono in presa diretta: Roberto Passuti, Riccardo Rossi, Francesco Bala;
  • Macchinisti: Francesco Bala, Francesco Massari, Rabii Sakri;
  • Canzone del film: “Bologna” di Francesco Guccini, 1981 EMI Music Italy Srl;
  • Materiale Iconografico: Fondo Fotografico “Stefano Casagrande” – Centro di Documentazione Arcigay “Cassero”, Enrico Scuro;
  • Grafica: Daniela Cotti, Albertina Lipari De Fonseca.

Laureato in Scienze dell’Architettura e in Progettazione Urbana alla Università di Roma Tre e al Dams di Bologna, è diplomato all’Accademia Antoniana d’Arte Drammatica di Bologna nel 1988. Giornalista professionista dal 1992, consegue una specializzazione in videogiornalismo con Milena Gabanelli in un progetto del Fse. Ha insegnato cinema e videoarte presso l’Accademia di Belle Arti dell’Aquila, il Dams di Bologna e l’Accademia di Belle Arti di Roma.

Come attore debutta nel gennaio 1989 nella performance Piccola Orgia, ispirata a Orgia di Pier Paolo Pasolini, con la regia di Mauro Bertocchi, al centro La Morara di Bologna. È questa l’unica apparizione come attore. Nel maggio 1989 dà vita a Bologna al festival Loro del Reno, che avrà una seconda edizione nel 1990, e poi sarà ripreso dal 2006 al 2009 da Teatri di vita.

Nel 1989 costituisce con l’attrice tedesca Iris Faigle la compagnia teatrale :riflessi (che va letto “due punti riflessi”), il cui nome è ispirato al primo romanzo di Aldo Palazzeschi. Nel biennio 1991/92 la compagnia viene invitata in residenza creativa al Santarcangelo dei Teatri – Festival dal direttore Antonio Attisani.

Nel gennaio 1993 Adriatico fonda a Bologna un nuovo spazio aperto alla scena contemporanea del teatro, delladanza e della musicaTeatri di vita. Successivamente porta in scena una “trilogia della clonazione”, il cui primo spettacolo Ferita. Sguardo su una gente dedicato ad Adolf Hitler è anche l’ultimo che vede in scena Iris Faigle. Mentre nel 1997 Teatri di Vita apre lo sguardo alla scena internazionale, nel 1998 Adriatico crea l’ultimo spettacolo con la sigla: riflessi (dopo di allora la produzione si chiamerà Teatri di vita): Lotta d’angeli, con la drammaturgia di Milena Magnani, in coproduzione con il teatro francese La Fonderie di Le Mans e il centro tedesco Podewil di Berlino, con cui affronta per la prima volta un tour internazionale. L’anno successivo, mentre Teatri di vita trasloca in una sede più ampia diventando uno dei maggiori teatri di Bologna, Adriatico porta in scena Madame de Sade di Yukio Mishima. In questa occasione affronta per la prima volta il linguaggio cinematografico. Infatti, nel 2000 realizza (insieme con Anna Rispoli) il suo primo cortometraggio Anarchie, tratto da una scena di Madame de Sade. Il cortometraggio, un complesso piano sequenza di 11 minuti, partecipa a numerosi festival italiani.

Nel 2002 il terzo cortometraggio Pugni è presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, e in seguito in numerosi altri festival italiani e stranieri, dove si aggiudica diversi premi. Segue il primo lungometraggio Il vento, di sera, prodotto da Teatri di vita, sceneggiato con Stefano Casi, e interpretato da Corso Salani e Francesca Mazza, con la partecipazione tra gli altri di Alessandro FullinIvano Marescotti e Giovanni Lindo Ferretti. Il film debutta in prima mondiale nel 2004 al 54º Festival del Cinema di Berlino, riscuotendo grande attenzione, tra l’altro con una lunga recensione su Variety che definisce questo film “segno potente di un cinema italiano rinvigorito”. Nel 2007 esce il secondo lungometraggio All’amore assente, sceneggiato con Stefano Casi e Marco Mancassola, con la partecipazione di Massimo PoggioFrancesca D’AlojaMilena Vukotic e Tonino Valerii, presentato al London International Film Festival, premio speciale della giuria al festival Annecy Cinéma Italien.

Nel 2009 affronta l’opera di Samuel Beckett in una tetralogia dal titolo Non io nei giorni felici.

Nel 2010 esce il film + o – il sesso confuso. racconti di mondi nell’era aids realizzato in collaborazione con Giulio Maria Corbelli. Il lungometraggio è un film documentario nel quale vengono raccontate dai diretti protagonisti le proprie storie personali legate all’AIDS. Il documentario successivo, Torri, checche e tortellini, è dedicato alla nascita del Cassero, il primo centro lgbt italiano ospitato in uno spazio pubblico, a Bologna.

Nel 2016 è ideatore e regista dell’evento teatrale Bologna, 900 e duemila per le celebrazioni dei 900 anni del Comune di Bologna, su testi di tre scrittrici (Milena MagnaniGrazia Verasani e Simona Vinci) e allestito in tre spazi monumentali del centro storico. Nel 2018 inizia le riprese del film Gli anni amari sulla vita di Mario Mieli, che viene presentato in anteprima nella serata di pre-apertura della Festa del Cinema di Roma. Le riprese sono accompagnate dalle polemiche per la personalità di Mieli che arrivano a coinvolgere il Sottosegretario del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

TEATRO:

  • Ferita. Sguardo su una gente dedicato ad Adolf Hitler, di Andrea Adriatico, Arena del Sole di Bologna (1995)

FILMOGRAFIA:

  • Anarchie, quel che resta di liberté, égalité, fraternité, corto (insieme con Anna Rispoli), 2000
  • L’auto del silenzio, corto, 2002
  • Pugni e su di me si chiude un cielo, corto, 2002
  • Il vento, di sera, 2004

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