Le Cronache Lucane

SE IO TRA QUATTRO ANNI AVRO’ RIUSCITO

Tacco&Spillo

Che Francesco Cupparo non avesse un’elegante dimestichezza con l’italiano parlato, soprattutto quello in versione prettamente istituzionale, era cosa risaputa, anche per via della sua propensione linguistica di accenti caducati ed interiezioni improprie con cui ha tramortito l’Accademia della Crusca e fatto strage delle regole grammaticali, ma chi l’avrebbe detto che avesse avuto anche l’ambizione dialettica di discettare sulla meritocrazia. Ai curiosi l’occasione della lectio magistralis l’ha fornita il comizio elettorale tenuto nel suo borgo natio, Francavilla sul Sinni, dove in un eccesso di altruismo di famiglia, ha candidato, pur in diversi ruoli, la sorella ed il cugino e subito, in un video divenuto ormai virale, declamato la solenne promessa pubblica “se io tra quattro anni avrò riuscito”. Ora tralasciando l’uso incatenato ed alquanto disinvolto dei verbi essere ed avere, la questione in campo è quella della delega assessorile all’istruzione che il governatore Bardi può avergli assegnato per l’ordine astruso di due motivazioni: la sua infinita magnanimità o la scommessa di qualità culturale del centrodestra. Il resto lo scriveva bene Nicolás Gómez Dávila: una grammatica insufficiente è la premessa di pensieri confusi!

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