Le Cronache Lucane

LE PROMESSE DI SUMMA E DI BARDI

Tacco&Spillo

Chi alla bella festa della CGIL si aspettava una guerra d’età tra il sessantanovenne Vito Bardi ed il quarantunenne Roberto Speranza è rimasto deluso. Con doroteismo istituzionale i due si sono scambiati complimenti di ogni tipo, sminando le domande impertinenti di Ranucci, volto d’attacco di Report e facendo sbuffare di noia la platea con i loro accomodamenti linguistici. Così c’è voluto tutto il cipiglio dispettoso del padrone di casa, Angelo Summa a rimettere nel sonnolento dibattito le parole della critica militante sui tanti mali della sanità lucana. C’è da dire però che se l’urlo sindacale ha avuto la pecca di cestinare il bon ton istituzionale, ha anche prodotto l’effetto di un salutare risveglio. Il governatore, in posa senile ed acquattato quasi in meditazione criogenica, di colpo s’è messo a sparlare in pubblico della promessa di buona condotta fattagli da Summa. Eppure da quel pulpito di spocchia napoletana l’anziano governatore farebbe bene ad onorare anche le sue promesse ai lucani. Una volta per tutte si assicuri che i suoi ricordi siano nitidi e completi e sopratutto non paghino dazio all’età avanzata che pure c’è, perché si sa quello che scriveva Nietzsche:“per mantenere le promesse, bisogna avere buona memoria”.

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