Le Cronache Lucane

“L’INCANTESIMO DEL TEMPO NARRATO”

Nel cartellone eventi di Bella si viaggia sul filo del tempo, dal Castello alla Casa delle Fiabe, dal Bosco al Monte Santa Croce


Nell’XI secolo, un’orda di barbari invase l’Italia meridionale e nuove guerre si scatenarono. I Normanni non furono meno aggressivi dei Saraceni, percorrendo in lungo e in largo l’attuale territorio di Bella, seminando ovunque terrore ed impossessandosi degli averi dei cittadini indifesi. Secondo l’antica leggenda, la distruzione del paese fu impedita dal coraggio della bellissima Isabella che imbracciando una croce non solo riuscì ad evitare la triste sciagura, ma fu anche nominata dal capo normanno, Capitano del paese che, alla sua morte, in ricordo dell’eroico gesto, si sarebbe chiamato Bella.

Quest’anno il cartellone estivo ha visto tra i protagonisti anche il monumento-simbolo del paese, il Castello, grazie al protocollo sottoscritto tra il Comune di Bella e la Pro Loco Il Borgo, presieduta da Giovanna Roscigno, che ha visto la consegna e la gestione del Castello (e La Casa delle Fiabe) proprio alla Pro Loco per le sue molteplici attività di promozione e valorizzazione territoriale.

La narrazione storica svoltasi nel Castello ripropone la nascita leggendaria del Comune. Rievocatori, musiche, abiti confezionati da sarti locali con tessuti e modelli tipici del periodo storico, luci, suggestivi interni del Castello, hanno accolto il visitatore in un tempo che fu, avvolti dall’atmosfera surreale di un borgo medioevale. Sulla soglia della fortezza è la stessa Roscigno a accogliere i visitatori nei pressi dello Stemma di Bella: sormontato da una corona, contiene tre torri, da quella centrale si erge una donna armata, per tutti Isabella.

E se ci si sofferma in silenzio, persino le mura del Castello parrebbero raccontare la loro storia attraverso i secoli. Edificato come maschio con corte centrale ed ingresso, intorno al XIII secolo subì le prime modifiche con la costruzione di un corpo aggiunto con una grande scuderia e magazzini; ancora dopo, nell’epoca angioina, XV secolo, furono eseguite opere importanti che hanno trasformato la torre originaria in una vera e propria struttura di difesa, con rifinitura catalana di notevole interesse. Quasi certamente in quell’occasione furono realizzate anche le quattro torri angolari, ma l’intervento notevole databile, come riporta una iscrizione al 1567, riguarda la grande scala, con la quale fu capovolto l’ingresso dell’edificio, portando la sua posizione verso la valle e trasferendo l’arco Aragonese nel nuovo atrio. Nel settecento e nell’ottocento altri interventi minori trasformarono ancora la struttura in un vero e proprio castello residenziale. In epoca recente, fu però il terremoto del 1980 a distruggere buona parte del fabbricato, che oggi si presenta come un mix di storia e modernità ad opera degli interventi di restauro e ricostruzione dell’architetto Nicola Pagliara.

Nonostante oggi stupisca i visitatori per il suo aspetto, le sue mura continuano a raccontare di famiglie nobiliari quali, in ultimo, quella dei Caracciolo.

L’evento, dichiara la Presidente Roscigno, “vede la direzione artistica e curatore di parte dei costumi nella persona di Daniele Di Vito, le musiche ad opera del Maestro Vincenzo Izzi ed Angela Freno, i testi della narrazione e le note di regia di Veronica Turiello, l’allestimento della sala dove si è messa in scena leggenda  a cura dell’ “Associazione Io Isabella”, l’esposizione di Bella Contemporanea dell’Associazione “Ci Provo” presieduta da Battista Zanfino e dall’Associazione Filemone con Davide Di Vito; il Museo contadino è stato allestito da Carmine Parantino e Tonino di Vito. Un ringraziamento va ai parroci, per aver messo a disposizione i bellissimi paramenti cinquecenteschi per l’allestimento della cappella. Le voci narranti della storia di Isabella sono di Maria La Torre, Alessandro Angiolillo, Davide Di Vito e Maria Vittoria Naddeo. Audio video e luci di Digital Audio Service, e un ringraziamento va anche a tutti i figuranti e a tutto il gruppo teatrale “Noi Donne”.

Il Cartellone “L’incantesimo del tempo narrato – dal Castello alla Casa delle Fiabe”, realizzato grazie alla sinergia di molteplici associazioni, si snoda tra la passeggiata narrativa nel Castello Aragonese, le voci del Bosco animato Trolls, “il bosco delle favole impazzite”, “il cerchio fatato e i colori di madre Terra”, con cartoon e laboratori ed escursioni sul monte Santa Croce.

Condividi subito

Le Cronache Lucane
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com