Le Cronache Lucane

ACTA, È IL GIORNO DI NABORRE

Continua a Potenza la “saga” della nomina dell’amministratore unico che sostituirà Spera e sui social scatta la polemica

Spera non è più formalmente amministratore unico dell’Acta. L’annuncio, dato dal Comune nei giorni scorsi, ha confermato quanto sin qui anticipato da Cronache Lucane. Oggi, però si saprà il nome del suo successore: sarà cambiamento? Come vi abbia narrato in questi mesi, l’iter per arrivare alla nomina è stato “tortuoso”. Ma torniamo all’addio di Spera. Un “lungo addio”, vista e considerata la proroga in extremis concessa all’au uscente per evitare lo spauracchio del commissariamento. Un addio che è stato salutato da un lungo messaggio dell’attuale assessore all’ambiente Galella, che qui riportiamo concisamente. «In attesa della nomina del nuovo amministratore, voglio ringraziare Roberto – ha dichiarato Galella rivolgendosi a Spera – per il suo incredibile lavoro svolto in questi tre anni. Grazie alla sua determinazione, al suo costante impegno, alle sue grandi capacità nel settore dei rifiuti, l’Acta e la nostra città hanno fatto passi da gigante.

C’è ancora tantissimo lavoro da fare per garantire al capoluogo e alla Basilicata le migliori condizioni per il ciclo e il trattamento dei rifiuti e tanto ancora di più c’è da lavorare per diffondere la cultura del rispetto dell’ambiente in cui viviamo, ma grazie a Roberto siamo finalmente usciti dal pantano in cui eravamo imprigionati».«Per superare gli ostacoli che in Basilicata il mondo dei rifiuti aveva costruito, ci voleva anche una grande coraggio e Roberto l’ha avuto tutto. Ho conosciuto Roberto da Consigliere Comunale di opposizione ed ho subito potuto apprezzare il suo grande senso di rispetto per le istituzioni. Per questo ho imparato ad apprezzarlo sin dal primo momento. Grande lavoratore e grande professionista, pur non essendo potentino ha imparato a conoscere la nostra città in ogni suo vicolo o contrada. Una lode, siamo certi, sincera e che, contestualmente, conferma anche quanto sostenuto più volte da Cronache nel corso degli ultimi mesi, ovvero che Spera non fosse proprio inviso all’attuale maggioranza. Galella, poi, parla del futuro: «Continueremo ad assicurare alla nostra municipalizzata un ruolo di fondamentale importanza per il trattamento dei rifiuti su tutto il territorio.

I fronti su cui abbiamo lavorato insieme in questo anno sono tantissimi ma sono certo che con il tempo li chiuderemo tutti, così come in questo anno insieme abbiamo sempre immaginato. Lavorare al tuo fianco è stata un’esperienza ricchissima, nella battaglia per la civiltà e per il rispetto di tutto ciò che è di tutti siamo stati ogni giorno fianco a fianco, abbiamo fatto tanto, ma tanto ancora rimane da fare e la mia promessa è che con il nuovo amministratore continueremo il grande lavoro fatto fin qui e assicureremo alla città pulizia e decoro. Ti faccio il mio più sentito in bocca al lupo per il tuo futuro lavorativo che sono certo sarà certamente ancora ricchissimo di soddisfazioni. Grazie di tutto» ha concluso Galella.

Anche il consigliere comunale Vincenzo Telesca ha espresso un suo accorato giudizio sull’era Spera: «Tutto e’ iniziato con una domanda: «Vorrei esporre una mia idea sui rifiuti al sindaco De Luca, puoi fissarmi un appuntamento?». Il colloquio – ha detto Telesca – che si sarebbe dovuto concludere in mezz’ora durò quasi tre ore. Si stavano ponendo le basi per una rivoluzione. Il tempo di far comprendere che la scelta non era politica ma basata sul valore intrinseco della persona e su di una visione futura dell’Acta, ed è partita l’era Spera. Un vero tornado, instancabile, sempre presente, dalle 6 alle 20. Riunioni fiume con cittadini in ogni angolo della città per esporre la raccolta differenziata. Notti passate ad organizzare gli interventi per le grandi nevicate, gomito a gomito con Albano e Claps e tutti gli autisti. Risposte e piani concreti su parcheggi, pulizie e manutenzioni immobili, tali da aiutare lo stesso ente proprietario a risolvere i problemi di bilancio. La città ha beneficiato dell’instancabile presenza e delle mille idee messe sul campo, non da ultimo le isole per la raccolta delle bottiglie di plastica. Risolvere il problema del ciclo dei rifiuti – ha scritto Telesca sui social – e portare l’Acta ad essere un punto di riferimento per tutta la regione, è stato il pallino fisso della gestione Spera. Una gestione che avrebbe potuto continuare a proporre, cambiare e rivoluzionare: ma la politica non ha voluto. La cosa che mi rammarica molto, non è solo la perdita di una figura dal valore indiscutibile, che sicuramente non faticherà a rivestire ruoli di pari importanza altrove, ma anche ciò che attende la città di Potenza al varco: una brusca frenata. Caro Roberto, da cittadino e da consigliere, ti ringrazio per tutto ciò che hai dato. Ad maiora» ha concluso Telesca.

Due accorati ringraziamenti che hanno contribuito a spaccare i social in due fazioni distinte: da un lato, chi come l’assessore e il consigliere comunale, hanno ringraziato l’au uscente per quanto fatto in questi difficili anni. Altri, invece, hanno puntato il dito contro la gestione Spera sottolineando, non senza una punta di sarcasmo, tutti i limiti di una raccolta rifiuti che a Potenza avviene, da anni, con estrema difficoltà. Così come, in questi mesi, più volte vi abbiamo raccontato. Tra i commenti dei cittadini, si legge un po’ di tutto. Taluni propendono per presunti limiti tecnico-organizzativi. Altri, non risparmiano di puntare il dito contro l’indifferenza di tanti cittadini nel rispettare regole civili di conferimento dei rifiuti. Altri, invece, additano la radice del male ad una mala organizzazione dei controlli, alle volte assenti, alle volte insufficienti.Il tutto, condito da una disperata disillusione sul futuro a corto e lungo raggio dell’azienda.

Nonostante non vi sia ovviamente ancora certezza, le indiscrezioni sin da giugno, così come vi riportammo su queste colonne, puntano “unite” in un’unica direzione: l’avvocato Naborre, parrebbe essere il nome in pole (una pole che è però quasi una certezza) per vestire i panni dell’au. Una scelta fondamentale per gli equilibri politici interni alla maggioranza, da questa questione più volte messi duramente alla prova durante gli ultimi mesi (basti ricordare l’exploit del consigliere comunale di Fratelli D’Italia Napoli durante un recente consiglio comunale). Ma una scelta che, per un “plot twist” organizzativo, potrebbe non eliminare completamente i rischi politici ed un eventuale “capitombolo” dell’attuale giunta Guarente. Infatti, dopo lunghi mesi di “taglia e cuci” normativi ai danni del Regolamento fondamentale per la nomina, “epurato” da tutte le “trappole” normative che avrebbero potuto bloccarla, tra pre-requisiti “soppressi”, articoli “guastafeste” mutilati ecc., un altro problema parrebbe infatti, così come vi abbiamo raccontato, turbare le placide acque della maggioranza. Voci di corridoio riportano anche la volontà dell’amministrazione di “ampliare” la rosa delle figure apicali dell’Acta, andando quindi almeno in teoria a gonfiare ulteriormente la spesa pubblica, procedendo alla nomina di un direttore tecnico, sorta di “braccio destro” dell’ipotetico Au. Una scelta che, in teoria, servirebbe un pò a colmare le lacune settoriali dell’Au, a cui spetterebbe il difficile compito di controllare un’azienda che si spande in diverse aree e non tratta unicamente la (già per sua natura difficoltosa) gestione dei rifiuti. Ma, la nomina avrebbe l’effetto “invisibile” di bilanciare politicamente la presenza interna nell’Acta. Il posto, con il benestare delle altre liste della maggioranza, spetterebbe infatti ad un uomo della Lega. Ma è proprio questo il punto: il benestare degli altri colori del centro- destra potentino. Che potrebbero prendere malvolentieri quest’improvvisa “sub-spartizione” dell’Acta tra Forza Italia e la Lega, facendo presente, ebbene, d’aver anche loro un peso specifico visibile nei meccanismi della gestione della cosa pubblica. La qual cosa, potrebbe nella peggiore delle ipotesi, portare ad uno svantaggio numerico della giunta Guarente in Consiglio e, termine ultimo, ad un rimpasto.

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