Le Cronache Lucane

SCOMPARSA DI VIVIANA PARISI, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: PROBABILE “FUGA SENZA META” IN SOGGETTO IN DIFFICOLTÀ PSICHICA, ESCLUDO L’ALLONTANAMENTO VOLONTARIO

Potrebbero essersi nascosti in un posto molto vicino al luogo dell’incidente

UN CASO ALLA VOLTA FINO ALLA FINE

SCOMPARSA DI VIVIANA PARISI, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: PROBABILE “FUGA SENZA META” IN SOGGETTO IN DIFFICOLTÀ PSICHICA, ESCLUDO L’ALLONTANAMENTO VOLONTARIO

Da lunedì mattina si sono perse le tracce della DJ Viviana Parisi, 43 anni, e di suo figlio Gioele di 4.
Viviana e il bambino si erano allontanati da casa per raggiungere un centro commerciale distante pochi chilometri da casa.
La sua Opel Corsa è stata ritrovata a più di cento chilometri da casa nei pressi di Caronia, in provincia di Messina.

Dopo un piccolo incidente in autostrada, nel quale è stato coinvolto anche un furgone, la Parisi ha scavalcato il guard-rail insieme al bambino scomparendo nei campi.

Criminologa URSULA FRANCO

Ne abbiamo parlato con la dottoressa Ursula Franco, medico e criminologo, allieva del professor Francesco Bruno e del dottor Peter Hyatt, uno dei massimi esperti mondiali di Statement Analysis (una tecnica di analisi di interviste ed interrogatori).
La Franco si occupa soprattutto di morti accidentali e suicidi scambiati per omicidi e di errori giudiziari.
È stata consulente dell’avvocato Giuseppe Marazzita, difensore di Michele Buoninconti; è consulente dell’avvocato Salvatore Verrillo, difensore di Daniel Ciocan; ha fornito una consulenza ai difensori di Stefano Binda dopo la condanna in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Lidia Macchi.
Binda, il 24 luglio 2019, è stato assolto per non aver commesso il fatto.
La dottoressa Franco da anni si occupa di psicosi.

criminologa URSULA FRANCO
Dottoressa Franco il marito di Viviana Parisi, Daniele Mondello, ha riferito agli investigatori di non credere all’allontanamento volontario, lei che ne pensa?

Sono d’accordo con lui. Ciò che è trapelato in merito alle condizioni psichiche della Parisi dei mesi precedenti e le dinamiche della scomparsa mi fanno pensare ad una “fuga senza meta” in un soggetto in difficoltà psichica.
Credo che la Parisi abbia perso il contatto con la realtà non dopo l’incidente ma subito dopo essere uscita di casa, solo così si spiegano i 104 chilometri percorsi. La Parisi poi potrebbe aver male interpretato l’incidente inserendolo in un contesto delirante tanto da non riprendere la corsa, se, come credo, l’auto funzionava ancora, o farsi aiutare, se invece non ripartiva.

Dottoressa Franco, con “difficoltà” cosa intende?

Disturbo simil psicotico, psicosi.

Dottoressa Franco, dove sono Viviana e Gioele?

Potrebbero essersi nascosti in un posto molto vicino al luogo dell’incidente. Personalmente esplorerei ciò che appare inaccessibile, inarrivabile, impraticabile. I casi di Elisa Lam, Noah Donohoe, Larry Ely Murillo-Moncada, Gaia Pope ed Elena Ceste provano che gli psicotici si nascondono.

Possibile che i cani da traccia non li abbiano trovati?

Le ricerche dei dispersi eseguite con l’ausilio dei cani dei gruppi cinofili possono fallire per molteplici ragioni: l’invecchiamento della traccia olfattiva; le condizioni climatiche; la contaminazione della scena; la scelta del testimone d’odore; l’errata interpretazione delle indicazioni del cane (lettura del cane), che spetta all’uomo ed è quindi fallibile.

Negli ultimi anni le seguenti ricerche di soggetti scomparsi con l’ausilio dei gruppi cinofili si sono rivelate fallimentari:

• Nel tardo pomeriggio del 24 dicembre 2018 alcuni sciatori hanno avvistato nel bosco di Chiesa Valmalenco (Sondrio), in località Barchi, il corpo senza vita di Mattia Mingarelli, 30 anni, a poca distanza dal rifugio dove era stato visto per l’ultima volta il 7 dicembre in compagnia del proprio cane e da dove per giorni si erano concentrate le infruttuose ricerche con i cani.

• Nel caso dell’omicidio di Isabella Noventa, omicidio seguito dall’occultamento del cadavere della donna, a Noventa Padovana, una ruspa ha scavato senza esito in un punto indicato dai cani.

• Christiane Seganfreddo, scomparsa da casa il 30 dicembre 2013, è stata ritrovata per caso, il 15 febbraio 2014, a soli 2 chilometri da casa in una zona già battuta senza esito dai cani da traccia e dai soccorritori.

All’indomani del ritrovamento, il questore di Aosta, Maurizio Celia ha dichiarato: “Saremo stati neanche a 50 metri di distanza, con noi avevamo i cani ma non hanno fiutato nulla” (16.2.2014, lastampa.it, Christian Pellissier), mentre Renato Guillet, marito di Christiane Seganfreddo ha affermato:

“È paradossale. Proprio stamattina ho avuto un’altra segnalazione e un attimo dopo mi dicono che Christiane è stata trovata nelle vigne sopra casa nostra dove era passato anche il cane da ricerca. Ho un po’ di rabbia addosso” (15.2.2014, ilmessaggero.it).

• Il corpo nudo di Elisa Lam, una studentessa canadese di 21 anni è stato trovato, il 19 febbraio 2013, moderatamente decomposto in una cisterna dell’acqua posta sul tetto del Cecil Hotel di Los Angeles. I genitori della ragazza ne avevano denunciato la scomparsa all’inizio del mese ma le ricerche svolte dalla polizia con l’ausilio dei cani non avevano dato i frutti sperati e solo dopo che gli ospiti dell’albergo si erano lamentati del sapore dell’acqua che usciva dai rubinetti, alcuni operai addetti alle cisterne fecero la macabra scoperta.

• Il cadavere di Eleonora Gizzi è stato ritrovato per caso da un tecnico della Società Autostrade che stava effettuando delle verifiche periodiche dei piloni di un viadotto, 5 mesi dopo la sua scomparsa, a soli 2 chilometri da casa ed a pochi metri dal luogo dove era stata avvistata l’ultima volta da un parente, ma soprattutto in una zona che era già stata battuta senza esito dai soccorritori e dai cani da traccia. I cani, addetti alle ricerche della Gizzi, erano passati più volte nella zona del ritrovamento nei giorni successivi all’allontanamento di Eleonora da casa, squadre di volontari avevano battuto l’area giorno e notte senza localizzarla, eppure lei era lì, a pochi metri di distanza dal punto in cui era stata vista l’ultima volta il giorno della sua scomparsa. Il padre di Eleonora, Italo Gizzi, all’indomani del ritrovamento, ha dichiarato: “Sono certo che sia lei, me lo sento. La cosa che mi tormenta è che è poco distante da casa ma soprattutto sono luoghi che sono stati battuti da chi la cercava. Non riesco a trovare pace ma io non mi muovo da qui, aspetto finché non mi daranno delle risposte” (24.8.2014, tgcom24.mediaset.it).

• Nel caso di Yara Gambirasio, le ricerche condotte con l’ausilio dei cani condussero al cantiere di Mapello fuorviando le indagini. Inoltre, i soccorritori ed i cani perlustrarono invano il campo di Chignolo d’Isola dove si trovava il cadavere di Yara dalla notte della scomparsa, il corpo della giovane venne invece individuato per caso da un appassionato di aeromodellismo tre mesi dopo l’omicidio, il 26 febbraio 2011. In seguito al ritrovamento dei resti di Yara non sono mancate le polemiche riguardo alle ricerche e le astruse giustificazioni dei soccorritori che hanno sostenuto di aver controllato l’area e di essere certi che il corpo della Gambirasio non fosse lì, nonostante l’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che si è occupata del caso, abbia dichiarato alla stampa: “Le indagini naturalistiche convergono nel concludere che il corpo di Yara Gambirasio è in via di elevata probabilità rimasto nel campo di Chignolo d’Isola dal momento della sua morte, avvenuta a poche ore dopo la sua scomparsa, fino al momento del suo rinvenimento. Si può prospettare, in termini di alta verosomiglianza, che la Gambirasio sia morta nel campo ove fu rinvenuta cadavere il 26 febbraio 2011″ (bergamo.corriere.it 4 marzo 2015).

• Nel caso dell’omicidio di Melania Rea, un cane da ricerca, dopo aver fiutato gli indumenti della donna, si diresse nei pressi del monumento ai Martiri della Resistenza, a Colle San Marco, in un percorso a metà tra le altalene ed il bar-chiosco verso il quale il marito aveva detto essersi diretta la donna il giorno della scomparsa, le indagini hanno appurato, invece, che la Rea, quel giorno, non era stata in quella zona.

• I cani Bloodhound impiegati nelle ricerche di Laura Winkler, una ragazza di 13 anni di Brunico (Bolzano), scomparsa il 21 aprile 2013, fiutarono le tracce della ragazza fino ai bordi della strada provinciale, all’altezza di un hotel chiuso in località Bagni di Salomone dove la Winkler non era transitata; la Winkler fu ritrovata, due giorni dopo la sua scomparsa, in un burrone nella Valle di Anterselva poco distante dal maso del nonno dal quale si era allontanata.

• I conduttori dei cani del gruppo cinofilo che intraprese le ricerche del piccolo Tommaso Onofri, affermarono che i cani avevano suggerito ‘direzione autostrada’ mentre le indagini conclusero che i rapitori avevano preso la direzione opposta.

• I cani da ricerca non sono stati in grado di trovare il cadavere di Elena Ceste nonostante la donna si fosse nascosta a poche centinaia di metri da casa, non solo, fiutarono una traccia che portava altrove, verso la chiesa del paese.

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