Le Cronache Lucane

NUOVO “URLO” DELLA TORCIA DI SICUREZZA

A Corleto ancora una fiammata anomala da Tempa rossa, mentre Total avverte sull’inizio di «prove di esercizio»

Una nuova fiammata anomala, anche questa la si vedeva da lontano. La torcia del Centro oli di Tempa Rossa continua a preoccupare i lucani, eppure dopo la diffida della Regione Basilicata e la convocazione del Comitato regionale di vigilanza ci si aspettava dalla compagnia petrolifera Total un cambio di passo. E invece nulla. L’unica cosa che ha mutato, anche se non a livello di estrazioni, è stata la comunicazione. La compagnia petrolifera francese con una nota pare voler buttare avanti le mani, per evitare quel rumore mediatico che potrebbe sollevarsi a causa di eventi poco chiari che a partire da poggi potrebbero verificarsi nello stabilimento di Tempa Rossa.

Dopo settimane di stretta osservazione in cui a distanza di sole 48 ore i cittadini hanno denunciato fiamme alte oltre 20 metri, accompagnate da un fumo denso e nero, la Total vuole evitare altri dissidi con la Regione Basilicata. La compagnia petrolifera prova così a rispettare l’accordo con i vertici regionali comunicando che a partire da oggi «nell’ambito delle prove di esercizio di Tempa Rossa, test delle valvole di sicurezza. Anche se ci sarà una maggiore visibilità della torcia non si prevede il superamento dei limiti dei parametri ambientali alle centraline del sistema di monitoraggio dell’aria. Nell’ambito delle prove di esercizio in corso, sono programmati dei test sulle valvole di sicurezza d’impianto nel centro olio Tempa Rossa che comporteranno un aumento di visibilità della fiamma della torcia dello stesso centro olio.

Tali test avranno la durata di qualche ora». La Total prova così a diffondere sicurezza ai cittadini e ai politici, peccato che un dubbio sul reale avvio di queste «prove di esercizio» viene. Soprattutto se gia nella mattinata di ieri, come mostra la foto di fianco, la fiammata della torcia appariva già molto più alta del normale. Mettendo in salvo la buonafede della compagnia petrolifera qualche dubbio resta, se si considera che la nota inviata alla stampa su possibili fiammate arriva subito dopo le prime segnalazioni dei cittadini sull’episodio anomalo registrato ieri. Non è che le prove di esercizio erano già state avviate ieri? Non è che la Total per evitare che il rapporto con la Regione e i lucani si inclinasse maggiormente ha provato a correre ai riapri? I dubbi sono tanti e le risposte ancora poche. Sta di fatto che dalla Total si prova a chiedere fiducia, tanto che nella nota avvertono che: «Non sono comunque previsti superamenti dei limiti di legge dei parametri ambientali alle centraline di rilevamento del sistema di monitoraggio dell’aria. Sono stati informati i Sindaci delle cittadine limitrofe Corleto Perticara, Gorgoglione e Guardia Perticara». Con l’avvertimento alle Istituzioni probabilmente saranno loro stesse a garantire una vigilanza maggiore. Un modo per monitorare l’ambiente e provare a costruire un rapporto di collaborazione con una compagnia che in questo momento ha mostrato più un brutto carattere che altro in terra lucana. Verrebbe da dire davvero un peccato.

Più che i muscoli ci saremmo attesi dialoghi e progetti da una compagnia chiamata a gestire uno dei più grande giacimento di petrolio scoperto 30 anni fa dalla compagnia petrolifera belga Fina sotto la montagna che divide la cittadina di Corleto Perticara dall’abitato di Gorgoglione. Oggi la francese Total ha ereditato la concessione della Fina ed è operatrice con il 50% (Shell e Mitsui hanno il 25%) e in questi anni sulla montagna a circa 1.100 metri di quota ha costruito il centro oli più alto d’Europa, sotto il quale ci sono sei pozzi che aspirano un greggio sempre più denso, pastoso e solforoso a mano a mano che si scende fino ai 6mila metri di profondità. Il centro oli è una specie di raffineria costata 1,5 miliardi che toglie dal greggio lo zolfo e l’idrogeno solforato e raccoglie il metano le cui bollicine frizzano nel petrolio. Dal punto di vista formale, il centro oli Tempa Rossa è ancora in fase di messa a punto. Però, nei fatti, da settimane le torce lampeggiano e fumano sulla cima della montagna e gli impianti lavorano il greggio che già sgorga da uno dei pozzi, il pozzo Gorgoglione Uno. Quanto petrolio? Secondo fonti regionali attualmente si estraggono 15mila barili al giorno; secondo quanto affermato dalla Mitsui qualche mese fa, si tratta circa di 25mila barili al giorno. Quando sarà a regime, a Tempa Rossa si estrarranno 50mila barili di petrolio al giorno, 240 tonnellate al giorno di Gpl e 80 tonnellate di zolfo (un barile è pari a 159 litri). Una stima verosimile dice che il giacimento sarà a regime fra circa un mesetto. Sperando che per allora almeno il dialogo sia migliore di adesso.

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