Le Cronache Lucane

MIGRANTI: TEST 0 FUGGITI 1

Uno degli ospiti della struttura di Ferrandina scalo scappa, mentre ancora non sono stati effettuati i tamponi dall’Asm

Sembrava che dovevano essere effettuati ieri i tamponi ai 100 migranti(tra cui 4 donne e 10 minori) tunisini, siriani ed egiziani arrivati sabato scorso, primo agosto, da Porto Empedocle e sistemati nel Comune di Ferrandina, presso la struttura “Old West”. In realtà, come ci ha confermato il primo cittadino del posto,Gennaro Martoccia, nulla è stato fatto. I migranti risultati già negativi ai primi tamponi ai quali erano stati sottoposti al loro arrivo in provincia di Agrigento, attendono il secondo riscontro dalla sanità lucana. Una situazione che comunque non lascia tranquilla la comunità del posto se si considera che, come ha confermato il sindaco, i migranti attualmente sistemati nella struttura di Ferrandina scalo vivono in 100 in spazi che potrebbero contenerne neanche la metà. Perplessità sollevate anche al prefetto di Matera da parte di Martoccia che, in qualità di portatore degli interessi della sua comunità, vuole maggiori garanzie. Tra queste anche quelle relative ai tamponi che ancora non sono stati effettuati da parte dell’Asm. «Posso garantire che al momento nessuno dei migranti è stato sottoposto ad alcun tampone » ha dichiarato il sindaco, che ha poi aggiunto «credo che gli stessi verranno svolti nella giornata di mercoledì. Se così non fosse la cooperativa che gestisce la struttura si è proposta di effettuarli privatamente ed a proprie spese su tutti e 100 gli ospiti». Ospiti che in realtà sono diventati 99 se si considera che uno dei migranti, ci ha detto Martoccia, domenica è scappato dalla struttura ed ha fatto perdere le sue tracce. «La vicinanza con la stazione di Ferrandina scalo può essere un incentivo per chi volesse tentare la fuga» ha detto il sindaco che ha comunque speso parole di elogio nei confronti di chi gestisce la struttura. Gli stessi che, per contenere ulteriori possibili fughe, si sono muniti di un drone per monitorare dall’alto la situazione. La comunità ferrandinese è sempre stata, ed è tutt’ora, ospitale ed accogliente ma il tergiversare delle Istituzioni non può far altro che alimentare paure, dubbi e polemiche. Ed allora la domanda sorge spontanea. Al netto dei tamponi già fatti, ma che da prassi sappiamo necessitano del secondo riscontro per averne la conferma, come mai non sono stati già fatti gli altri? Eppure l’esperienza dei bengalesi a Potenza sarebbe dovuta servire. In quel caso, lo ricordiamo, dopo i primi tamponi che fecero emergere casi di positività, gli altri ospiti furono sottoposti a test solo 2 giorni dopo. Ed allora considerato che non siamo in una situazione emergenziale tale da dover scegliere chi sottoporre per primo a test, perché nella più rosea delle aspettative i tamponi saranno effettuati solo 5 gironi dopo l’arrivo dei migranti a Ferrandina? Il trascorrere del tempo in questo specifico periodo storico non fa altro che allarmare la collettività, spaventata da possibili contagi o fughe. Visto che si è anche verificata la paura di un allontanamento dal centro senza riuscire a ricostruire se ci fosse o meno una positività. Già in altre parti d’Italia i migranti hanno tentano di fuggire, in alcuni casi con ottimi riusltati come l’uomo di Ferrandina, lasciando dietro di sè il nulla. Eppure la certezza che siano tutti negativi ancora non c’è e qundi la paura di un possibile contagiato in fuga rende ancora tutto più difficile da gestire.

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