Le Cronache Lucane

RE CICALA E LE SORELLE (ENI E TOTAL): TRIS SULLA COMUNICAZIONE

Mentre i consiglieri aspettano il capo Ufficio stampa del Consiglio, alla corte di Carmine arriva l’addetto stampa “petroliere”

Cicala e le due sorelle, Eni e Total. Sul petrolio, l’atteggiamento, in riferimento all’attività di comunicazione, è bipartisan. Carmine Cicala, sarà per la provenienza dal Comune lucano del Petrolio, Viggiano, amministrato dal fratello Amedeo, ha una certa sensibilità, il fiuto, per gli idrocarburi e dato che le trivelle che pompano greggio dal sottosuolo regionale non sono più soltanto quelle del Cane a 6 zampe, attivo anche il Centro oli “Tempa Rossa” dei francesi, deve aver pensato che prudenza suggerisse di guardare sia all’una, Eni, che all’altra, Total. Su quest’ultimo versante un collegamento, seppur indiretto, ancora mancava. Re Carmine ha perso, verosimilmente «per cessazione del rapporto fiduciario» al contrario, come già successo nel caso dell’ex Dg Agostino, il suo Conte: Nicola. Nicola Conte, infatti, ha, formalmente e ufficialmente, comunicato «le proprie dimissioni». La segreteria particolare del presidente del Consiglio regionale, però, non è scoperta. Due le new entry: un avvocato e un addetto stampa, già collaboratore della Total. Il primo è Mario Antonio Giordano, il secondo corrisponde al nominativo Domenico Ciancio. Così in tema di comunicazione, appare piuttosto evidente come il presidente Cicala si ispiri al metodo dei “due pesi, due misure”. Mentre i consiglieri regionali dopo mesi di attesa non hanno il direttore dell’Ufficio stampa del Consiglio regionale della Basilicata, Cicala di comunicatori ne ha 3. Alla portavoce Eleonora Foglietta De Paolis, il cui stipendio mensile è di 4mila 317euro, e al vicino di casa a Viggiano, Pierluigi Maulella Barresi, al quale, per intuitu persone, ha affidato l’incarico di coordinatore della struttura di informazione, comunicazione ed eventi del Consiglio regionale, adesso bisogna aggiungere Domenico Ciancio. Ancora un arrivo dalla Val d’Agri e nuovamente incarichi in odore di petrolio. Rispetto ai precedenti casi, Eni, dove i collegamenti tra i diretti protagonisti hanno viaggiato da San Donato Milanese su commissioni date a terzi, per Ciancio è più agevole rintracciare l’allaccio: e’ stato nell’ufficio stampa di Total. Il tema, osservato dal punto di vista di Cicala, è politico, non essendo in questa sede in discussione la legittimità dei contratti lavorativi tra le multinazionali del petrolio e i comunicatori del presidente del Consiglio regionale. Le modalità contrattuali non sono ancora pubbliche, ma qualora l’assunzione fosse stata registrata con riferimento al contratto giornalistico, sarebbe illegittima. Tuttavia, su questo dettaglio, bisognerà attendere. Mentre il presidente Cicala, infervorato forse dal modello della «bestia» di salviniana memoria, sulla comunicazione, la sua, viaggia a gonfie vele, i consiglieri regionali appaiono ormai un po’ troppo addormentati. Lui, il Re, ha tre comunicatori, loro neanche il capo Ufficio stampa del Consiglio. Eppure l’Avviso pubblico per il conferimento dell’incarico in questione risale all’ottobre dell’anno scorso: pubblicato il 15, scaduto il 29. Ad oggi, nonostante le candidature da vagliare ci siano, l’iter giace da mesi su un binario morto. Facile, dato lo stato di passività anche dell’opposizione, l’uscita difensiva di Cicala, fatta da Baldassarre nel Consiglio straordinario della scorsa settimana. Il “Re” è democratico, a sentire il suo collega di coalizione. «Nell’Ufficio di presidenza – ha detto in Aula Baldassarre -, siamo in 5: c’è Polese, c’è Leggieri, c’è Vizziello, e ci siamo io e il presidente. Oltre il 95% degli atti che approviamo vengono approvati all’unanimità, quindi il metodo che ha dato il Presidente è di condivisione, di democrazia e di compartecipazione». Con Ciancio, l’occhiolino di Cicala non è solo indirizzato alla Total. Il neo acquisto a suon di soldi pubblici «si occupa di relazioni istituzionali e di comunicazione per importanti multinazionali». Ad ogni modo per il presidente del Consiglio regionale, Cicala, tre comunicatori pagati dai lucani, mentre per i 20 consiglieri neanche il capo Ufficio stampa. Ma forse, a ben vedere, tutto quadra: lui è Re

Ferdinando Moliterni

3807454583

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