Le Cronache Lucane

LEGA, INCARICHI AGLI AMICI DEGLI AMICI: ECCONE UN ALTRO

Fanelli dopo aver fatto felice Coviello, comanda “un esperto” all’Agricoltura: l’infermiere leghista Laurenzana

A BOTTA DI AMICI DEGLI AMICI: DOPO COVIELLO, LAURENZANA L’uso della politica per fini meramente personali: la Lega lucana ormai sta facendo scuola sul tema. Ancora una volta a salire in cattedra è l’assessore regionale all’Agricoltura, nonché vicepresidente della Regione, Francesco Fanelli. Sembra che ormai il Dipartimento regionale all’assessorato collegato sia diventato una sorta di ufficio di collocamento degli amici. Ancora una volta, inoltre, tornano attuali, a distanza di un anno, le elezioni comunali di Potenza che hanno visto vincere con molta fatica, lo scarto finale è stato di soli 200 voti, Mario Guarente. Nella vicenda in questione non si tratta, come è stato, invece, per l’allora candidato consigliere comunale, Alessandro Coviello, di un affidamento diretto, senza gara, da circa 30mila euro, ma la circostanza ha ugualmente del clamoroso. L’assessore regionale Fanelli, con la Basilicata in emergenza pandemia Covid-19 in corso, ha recapitato al tanto criticato (dalla Lega) Dg dell’Azienda ospedaliera regionale San Carlo di Potenza l’insolita, oltre che inopportuna, richiesta: trasferire (tecnicamente comandare) un infermiere al Dipartimento politiche agricole e forestali della Regione Basilicata. L’aderenza delle competenze dell’interessato con le attività del Dipartimento era, ma lo è tuttora, del tutto ignota. L’episodio, tuttavia, risulta ripulito dall’incomprensione, cambiando prospettiva d’analisi. La risposta più logica appare essere quella più semplice.

CHI È L’INFERMIERE CHE FANELLI HA VOLUTO ALL’AGRICOLTURA La soluzione all’interrogativo di cosa mai possa avere a che fare un infermiere con l’agricoltura risiede nel nominativo del comandato: Francesco Laurenzana. Caduta così la maschera di, seppur incomprensibile, “innocente coincidenza”. Non è così. Ha mostrato la lancia durante la campagna elettorale delle amministrative del capoluogo, sostenendo direttamente e attivamente la Lega e la candidatura di Guarente, e dopo un anno è arrivata la ricompensa. Per l’infermiere niente più corsie d’ospedale con ammalati bisognosi di assistenza, ma un “posticino al sole” tra i burocrati in Regione e presso la segreteria dell’Assessore Fanelli. La richiesta del leghista risale all’8 giugno. Adesso, due giorni fa, l’atto è stato formalizzato anche previo acquisito, nonchè scontato, assenso del dipendente al comando presso il Dipartimento regionale. Ma non è tutto, c’è dell’altro che rende palesemente inopportuno il comando dell’infermiere all’Agricoltura. La Lega, dal senatore Pepe in giù fino all’assessore Fanelli e ai consiglieri regionali, Dina Sileo in testa, ha fatto e continua a fare, pubblicamente e non, di tutto per avere la testa del Direttore generale dell’Aor San Carlo, Massimo Barresi. Salvo poi, però, chiedere “cortesie”, vedi il comando dell’infermiere, nei “segreti” corridoi della burocrazia.

IL SEMPRE CONTESTATO BARRESI SI MOSTRA SUPERIORE A CHI LO CRITICA Ad ogni modo il Dg che avrebbe potuto facilmente opporsi, anche sulla base di calcoli del personale e delle esigenze legate al Coronavirus, ha accontentato l’assessore che vuole l’infermiere a riempire l’Ufficio di segreteria. Senza minimamente tenere a mente di come ogni giorno il leghisti dell’area Fanelli brighino per farlo fuori. All’incomprensibilità inerente il come le competenze acquisiti da Laurenzana in corsia in ospedale possano rappresentare un valore aggiunto per le politiche agricole e forestali, va aggiunta l’inopportunità del rivestire, al di fuori del nosocomio, l’incarico di consigliere comunale di minoranza, della Lega, a Castelgrande. Sotto il profilo etico-morale, la vicenda Fanelli-Laurenzana dimostra di come la Lega ignori volutamente determinanti argomenti. Eppure la Corte dei Conti di Basilicata, in relazione al bocciato bilancio regionale del gruppo Lega, aveva sottolineato il tema chiedendo la dichiarazione sostitutiva dei collaboratori di «non rivestire il ruolo di rappresentanti interni a partiti o a movimenti politici o alle loro relative articolazioni politiche o amministrative». Per Laurenzana che non ha qualifiche professionali aderenti al comando presso il Dipartimento regionale dell’Agricoltura, in virtù del ricoprire una carica elettiva a Castelgrande, i chiari interessi politici emergono con evidenza lampante. Il personale delle segreterie particolari dovrebbe corrispondere a determinate caratteristiche in grado di consentire una operatività più efficiente in relazione al mandato istituzionale. Con Fanelli, invece, il livello appare quello del favore all’amico e di soldi pubblici impiegati per fini meramente elettorali, nonchè estranei ai compiti e doveri che l’assessorato impone.

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Ferdinando Moliterni

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