Le Cronache Lucane

URSULA FRANCO : Breve analisi di due testimonianze

Franca Bermani e Manuela Travain versus Loris Gozi

Esiste una sostanziale differenza tra le dichiarazioni rilasciate da Loris Gozi, importante testimone dell’accusa nel caso dell’omicidio di Roberta Ragusa e quelle rilasciate da Franca Bermani, testimone nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi.

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Loris Gozi, sentito dagli inquirenti sugli episodi di cui è stato suo malgrado testimone, si è attenuto a ciò che ha visto e sentito, ha riferito lucidamente i fatti osservati senza ricamarci sopra, non ha infiocchettato, non ha inteso mai compiacere nessuno, né gli inquirenti, né i giornalisti.
Il Gozi, nonostante l’improvvisa ed involontaria fama, non ha mai cercato di stupire con dettagli aggiuntivi, non si è lasciato prendere dalla notorietà; se imboccato o provocato, non ha confermato eventuali dettagli suggeriti dai giornalisti; ha ripetuto sempre e solo la descrizione dei fatti di cui è stato testimone.
Loris Gozi è intelligente, obiettivo, aderente alla realtà, credibile, è un testimone esemplare.

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La Bermani invece, donna pia, retta, rigida, sempre sicura di sé, convinta, a causa della propria incultura e dell’assenza del dubbio, di non sbagliarsi mai, pur in buonafede, è stata il peggior testimone possibile.
La Bermani, una volta entrata nella parte del testimone ‘credibile’, ha elargito dettagli ed indubitabili certezze, intralciando la ricerca della verità.
La sua testimonianza è credibile per quel che attiene la presenza di una bicicletta alle 9.10 del 13 agosto 2007 vicino al cancello di casa Poggi perché l’associazione di idee: bicicletta/risveglio precoce di Chiara le ha permesso di fissare nella memoria il ricordo della bicicletta; non è credibile invece per quanto riguarda la descrizione della bicicletta stessa.

La Bermani non si è limitata però a dichiarare di aver visto una bicicletta, che tra l’altro vide da dietro e da circa 15 metri di distanza, ma l’ha descritta. La Bermani, nonostante fosse lucida ed in buona fede, ha fornito dettagli che non aveva motivo di ricordare.

Assumere per veritiere alcune specifiche informazioni fornite dalla teste è stato un errore del giudice del processo di primo grado, Stefano Vitelli.

Se la testimonianza della teste fosse stata valutata sulla base della psicologia della testimonianza, sarebbero emerse le involontarie falsità e inesattezze riferite dalla Bermani.

Per un’analisi approfondita della testimonianza della signora Franca Bermani: Processo ad Alberto Stasi: la testimonianza di Franca Bermani

©️RIPRODUZIONE RISERVATA 

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