Le Cronache Lucane

“COMPRA LUCANO”, “MANGIANO” GLI AMICI

Lega, è il turno di Fanelli: 31mila euro all’amico Coviello, candidato con Guarente sindaco. Affidamento diretto per una campagna pubblicitaria alla società che però si occupa in via prevalente di impianti elettrici e antincendio

Altro che «cambiamento», con la Lega al potere, sono cambiate le sigle, ma non le pratiche. Sono cambiati gli amici, non il modo di come vengono gestite le risorse pubbliche in Regione Basilicata. Un sistema non mutato, anzi pare solido più che mai.  Al Carroccio lucano la pratica di certi affidamenti diretti, pagati con soldi pubblici, appare sempre più fuori controllo. Dopo il presidente del Consiglio, Carmine Cicala, il duo potentino sindaco Guarente-assessore D’Ottavio, è toccato all’assessore regionale all’Agricoltura, Francesco Fanelli, proseguire nel solco tracciato dai colleghi di partito. Le “malelingue” potrebbero pensare che i 131 voti raccolti dal candidato consigliere comunale del capoluogo, nella civica per Guarente sindaco, l’amico del vice presidente Fanelli, Alessandro Coviello, possano essere il motivo di un insolito affidamento diretto, questa volta da ben 31mila e 720 euro.

IL FATTO “ANOMALO” 31mila e 720 euro, questo l’ammontare complessivo dell’affidamento diretto firmato dal dirigente del Dipartimento collegato all’assessorato di Fanelli, politiche agricole e forestali, nonchè Autorità di gestione dei fondi europei Psr Basilicata 2014-2020, Rocco Vittorio Restaino. Raccolta la voce delle “malelingue”, porgendo l’orecchio sull’altro versante dello spartiacque interpretativo, si ode il coro di quelli che professano la teoria delle innocenti coincidenze frutto di fortuite casualità accidentali. In questa nuova puntata della rubrica “Lega lucana, affidamenti diretti con soldi pubblici agli amici”, il Carroccio si è superato. La campagna di comunicazione “Compra lucano! Mangi sano e dai una mano” è stata affidata a una ditta che ha come attività prevalente l’editoria e la comunicazione? Macché, si tratta della Covel, attività prevalente: «installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione (inclusa manutenzione e riparazione)», nonché «installazione di impianti di spegnimento antincendio».

CON LA LEGA LUCANA LA FORTUNA AIUTA GLI AMICI DEL PARTITO Un affidamento diretto che ha dell’incredibile. Tra migliaia di aziende con specifiche competenze nel modo della comunicazione e dell’editoria, la Regione fa una richiesta diretta con un solo offerente. E questo solo offerente non e’ ne concessionario di pubblicità ne editore. Ma esperto di impianti elettrici e antincendio.  La società che incasserà i 31mila euro di soldi pubblici corrisponde alla denominazione Covel Group. Indagando nelle vicende del Consiglio regionale, Cronache Lucane già si era imbattuta, lo scorso marzo, in un’anomalia che vedeva l’Ente protagonista nell’aver chiuso un occhio, per mesi, sul «non completo adempimento» del contratto d’appalto per la sala regia. Ma questa è un’altra storia. Ad ogni modo, coinvolta in entrambe, la Covel Group che si aggiudicò la gara col ribasso maggiore. Ditta che ha 2 detentori del capitale sociale in misura eguale, 50% ciascuno: Alessandro Coviello e la madre Margherita Pasqualina Bevilacqua. La società nasce con Angelo Luciano Coviello, papà di Alessandro, ma che nel 2010, effettua un trasferimento, fitto-comodato, in favore dei parenti per questioni di inopportunità, ovvero incompatibilità, con determinati appalti, essendo papà Coviello dipendente del Comune di Potenza. In ogni caso, riprendendo le fila della vicenda “Compra lucano”,  difettando la specifica afferenza tra l’attività prevalente della società e l’oggetto dell’affidamento, a cascata, legittimo dedurre che proprio per la discrasia evidenziata, la Covel abbia sub-appaltato le mansioni da svolgere. Ed infatti, non avendo alcuna esperienza nel settore e nessun mezzo pubblicitario nel proprio paniere, la Covel ha difatti subappaltato il lavoro alla Pubblipress. Il particolare contribuisce a far vacillare l’iter procedurale seguito, se il Dipartimento regionale agricoltura pressato da una urgenza, è andato a colpo sicura su una ditta non autonomamente capace di garantire nella totalità le attività da espletare. Ciò fermo restando i relativi dubbi sulla legittimità della possibilità del subappalto per la gara in questione. Caso per il quale, se come appare, nell’affidamento non fosse espressamente previsto il sub appalto, l’incarico dovrebbe essere immediatamente revocato in autotutela. Roba da Corte dei Conti, tema che non ci appassiona: e’ evidente che le inopportunità sono tante e forse più importanti.

IL COVIELLO POLITICO E LO SPONSOR FANELLI Caso per caso, alla inaugurazione della campagna elettorale di Alessandro Coviello per le amministrative di Potenza svoltesi l’anno scorso, oltre all’amico candidato sindaco, poi eletto, Guarente anche e proprio l’altro amico: l’assessore regionale all’Agricoltura Fanelli. Coincidenza: tra i tanti leghisti eletti in Regione, da sponsor in campagna elettorale a Coviello, candidato con Guarente, guarda caso è proprio Fanelli. Fortuità per fortuità, il dirigente Restaino tra le tante società di editoria, concessionarie di pubblicità, nonchè operative nel settore delle comunicazioni, è andato a pescarne direttamente una, per affidargli la promozione di “Compra lucano”, che si occupa in misura prevalente di impianti elettrici e installazione di sistemi antincendio. La quale poi, accidentalmente, è di proprietà del candidato, con l’endorsement di Fanelli, consigliere comunale per Guarente sindaco.

Di nuovo difficile, se non impossibile, ritenere che dietro l’operato del dirigente Restaino ci sia stato un suggerimento traccia via da parte dell’assessore regionale Fanelli. Essendo, inoltre, Restaino già scaduto e “sub judice”, inteso come aspirante alla riconferma, a qualcuno verrebbe da affermare, le “malelingue”, che lo stesso compulsato da Fanelli, data la propria posizione precaria, abbia agito di conseguenza senza opporre una logica differente sulle modalità procedurali da seguire. Paraocchi sul volto e  coincidenza per coincidenza, il Dipartimento Agricoltura è ricorso a una procedura negoziata senza bando e aperta ad un unico offerente economico che si è concluso con l’affidamento diretto, con soldi pubblici, alla Covel Group del candidato filo leghista Coviello.

AFFIDAMENTO DIRETTO ALLA COVEL GROUP: L’INCEDERE  ZOPPICANTE DEL DIRIGENTE  RESTAINO L’affidamento del dirigente Restaino, però, zoppica e incespica in più parti. La determina è condita con richiami vari al Coronavirus, affermazioni apodittiche, aggettivazioni di impellenza e via discorrendo. Urgenza sì, ma neanche troppo. Premesso che anche per appalti sotto la soglia di 40mila euro, in quello della Covel non è chiaro come si è prevenuti all’individuazione dell’ammontare complessivo, è sempre fatta salva la possibilità di ricorrere alle procedure ordinarie, quella diretta senza bando è possibile «nella misura strettamente necessaria quando, per ragioni di estrema urgenza derivante da eventi imprevedibili dall’amministrazione aggiudicatrice, i termini per le procedure aperte o per le procedure ristrette o per le procedure competitive con negoziazione non possono essere rispettati». In più, dettaglio non secondario, se proprio la Regione aveva fretta, in rispetto dei principi di trasparenza e buon andamento della Pubblica amministrazione, avrebbe potuto attivare una procedura competitiva con negoziazione che prevede, per determinate casi, misure acceleratorie e  termini ridotti per l’espletamento. Se già opaco lo stato d’emergenza paventato, ancor più chiaro che il Dipartimento collegato all’assessorato retto da Fanelli non ha seguito il criterio della massima trasparenza che, previa consultazione di altri operatori economici, avrebbe potuto consegnare altro verdetto. Con una sorta di falso sillogismo, Restaino dalle «misure urgenti adottate per contrastare la diffusione del contagio da Covid-19», passando per «il comparto agroalimentare rappresenta un ambito strategico per il sistema economico e sociale della Basilicata», è pervenuto alle «gravi ripercussioni sui consumi delle derrate alimentari da parte dei cittadini». Bar, ristoranti e affini, per sintesi, hanno tenuto le serrande abbassate per mesi, ma se c’è un settore che non ha conosciuto stop, è proprio quello della vendita di beni alimentari. Infatti più avanti, Restaino pare correggere il tiro, ma in maniera sui generis. A ben vedere più che sui consumi alimentari genericamente intesi, tra l’altro periodicamente si è scatenata una corsa all’accaparramento di scorte,  la contrazione dei consumi è stata «per le vendite dei prodotti delle aziende lucane». L’affidamento proviene da una presunta urgenza, quella di «adottare misure di sostegno al comparto agroalimentare lucano, anche in modo indiretto, attraverso l’incentivazione del consumo di prodotti di provenienza regionale, mediante azioni a carattere promozionale attraverso l’utilizzo dei diversi strumenti di comunicazione», ma non è avvenuto con procedura d’urgenza vera e propria. Un capolavoro contraddittorio che pur confondendo, rende ancor più manifesto il dato che l’impellenza di avviare, con le modalità di affidamento seguite, una campagna di comunicazione sui prodotti lucani è soltanto supposta e ipotizzata, ma non effettivamente attinente alla realtà. Nella galassia Covel Group, opererebbe con la Regione anche la società Upside, la quale, però, sarà oggetto di prossimi approfondimenti.

 

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Ferdinando Moliterni

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