Le Cronache Lucane

INTERVISTA A LUIGI ANGELUCCI

«Mi candido alla presidenza del Comitato Regionale Figc»: l’annuncio dell’avvocato, esperto di Diritto Sportivo e protagonista del Calcio lucano

Il Coronavirus ha sconvolto in modi inimmaginabili la complessiva società civile, arrivando a modificare anche la nostra semplice routine. A 360 gradi, anche il Calcio nel suo piccolo ha subito un durissimo colpo. Di questo e di tanti altri temi abbiamo parlato con Luigi Angelucci, avvocato e da trent’anni uno dei protagonisti più in vista della scena calcistica lucana, sia in campo come calciatore, sia come dirigente, professionista ed esperto di diritto sportivo, sia come semplice e appassionato tifoso. Con Angelucci, abbiamo anche trattato un tema caldissimo che lo riguarda direttamente, ovvero la sua candidatura alla presidenza del Comitato regionale della Figc Lnd di Basilicata.
Lei ha annunciato recentemente di voler concorrere alla presidenza del Comitato regionale della Figc Lnd Basilicata. Cosa l’ha spinta a concorrere per il ruolo?
«L’idea nasce da maggio dello scorso anno in occasione dei festeggiamenti del trentesimo anniversario dello scudetto della rappresentativa lucana, l’unico scudetto vinto nella storia della nostra regione. Durante quei due giorni di festeggiamenti, quasi tutti i miei amici e compagni di squadra mi hanno lanciato questa questa sfida, questo invito a tentare questa strada e dopo averci pensato per qualche giorno mi sono consultato con qualche amico e abbiamo così cominciato a lavorare sotto traccia. L’appuntamento era ancora distante, parliamo di maggio 2019 mentre le elezioni avverrano tra ottobre e novembre di quest’anno e quindi c’era molto spazio tra la decisione presa e l’evento vero e proprio dell’elezione. Quindi, abbiamo cominciato a lavorare sulla questione dove, sin da subito, abbiamo riscontrato vari adesioni, quindi si è proseguito su questa strada».
Se fosse eletto, in una situazione che come abbiamo detto è difficile lo Sport tutto, quale sarebbero le primissime azioni messe in campo per il Calcio lucano? E sul lungo termine?
«È una domanda difficile perché il programma parte in una situazione di normalità, ma adesso ci troviamo con questo disastro causato dalla dell’emergenza epidemiologica. È chiaro che bisognerà fare i conti un attimo con quello che poi sarà prima di tutto la situazione finanziaria di tutti i club della Basilicata. Sappiamo che la situazione economica non è delle migliori, quindi avevamo cominciato a delineare un programma di natura tecnica e di natura gestionale. Poi, effettivamente, si può organizzare sul serio solo nel momento in cui, vincendo le elezioni, metti mano sui libri contabili per conoscere a fondo la situazione in cui versa il comitato e poi, successivamente, vedere come potersi muovere. In questo momento, sappiamo che se si dovesse e giungere alla guida della del comitato, ci attenderebbe una sfida molto, molto difficile perché c’è da affrontare questa crisi causata dall’epidemia, quindi programmi in questo momento è difficile farne. Ripeto, questa emergenza ha creato tanti problemi a livello organizzativo in questo momento di programmi non è facile parlare, per due motivi: il primo, bisognerà vedere lo stato di salute delle società e, successivamente, capire a livello gestionale, in questi anni, come è stato trattato e gestito il il comitato. Faccio un esempio, so che è stata siglato un contratto di sponsorizzazione con l’Eni di 250mila euro, bisognerà quindi vedere come è stato investito questo capitale che la federazione è riuscita ad ottenere. Il tutto, come detto, potrà esser meglio compreso nel momento in cui si sarà all’interno del comitato».
Qual è il suo pensiero sul futuro del settore, soprattutto ora con l’emergenza?
«Il futuro? Molto dipende da cosa accadrà in Serie A: purtroppo, tutto si svilupperà a cascata in senso piramidale. Se si riuscirà a far ripartire il calcio della massima serie, secondo me potrebbero esserci delle ricadute positive, un po’ su tutte le categorie a scendere. Se non dovesse ripartire la Serie A, con la conseguente creazione di un buco di 800 milioni di euro partire dal campionato principale, ritengo che ci possono essere seri seri problemi proprio per tutto il movimento calcio a livello italiano. Quindi, ritengo che molto sia legato dalla ripartenza o meno del campionato di Serie A: tutto avrà una ricaduta a cascata».
Lo stop brusco dello Sport, per taluni, è anche un’occasione per cambiare un sistema Calcio che ha limiti e storture. Qual è il suo pensiero a riguardo?
«Sicuramente il tempo a disposizione che c’è in questo momento potrebbe mettere in condizione le persone che vivono nelle stanze dei bottoni, dove si prendono le decisioni davvero importanti, di valutare poi effettivamente in base a quello che sarà la ripresa, perché ovviamente ci saranno da seguire dei protocolli sanitari che possono dare in questo momento degli indirizzi diversi da quelli che normalmente vengono messi in atto. Quindi, potrebbe essere l’occasione per sperimentare delle situazioni che potrebbero portare giovamento alla al Calcio italiano. Io sono uno di quelli che, ad esempio, si è sempre mostrato contrario alla regola degli under: non ci devono essere regolamenti per far giocare i calciatori, non ci devono essere delle imposizioni perché se andiamo a fare una valutazione della fine che fanno i ragazzi ai quali viene imposto di giocare con questo regolamento, il 70-80% ragazzi che finiscono la fascia under, scompaiono dal panorama calcistico. A Calcio deve giocare chi ha voglia e chi sa giocare: ripeto, non dovrebbero esserci delle imposizioni. Questo è uno soltanto dei tanti temi che andrebbe affrontata, è una regola che secondo me va abolita del tutto»
Qual è il suo giudizio sull’azione della precedente presidenza sin qui? Cosa ha apprezzato e cosa cambierebbe?
«Non mi permetto di giudicare l’operato altrui perché in tutte le situazioni dove c’è chi è chiamatoa a decidere e ad agire, c’è la possibilità di sbagliare ed è fisiologico che chi amministra e gestisce può commettere degli errori. Quello che è stato fatto bene o fatto male non starà a me giudicarlo: io, quello che posso dire, e che ho raccolto il malcontento di tante società quindi molto probabilmente significa che qualcosa non ha funzionato nella macchina organizzativa del comitato regionale Lucano. Inoltre, ritengo che poi in tutte le cose, non si debbano mai formare dei feudi. Le lunghe gestioni non hanno mai portato a cose positive e la regola dell’alternanza, penso sia necessaria in una società civile. Poi sarò io candidato o gli altri concorrenti o, allo stesso tempo, sarà l’attuale vertice in carica a sedere sullo scranno dell’attuale presidente, saranno ovviamente le società a scegliere».

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