Le Cronache Lucane

IL DESIDERIO DI MONSIGNOR BARBIERI

Nel luogo più antico di Muro Lucano, San Nicola, sorge per sua volontà una effige del Santo, dove vi era la chiesa: il racconto dei familiari del compianto Don Antonio


Quando si racconta la storia di Muro Lucano, non ci si può esimere dal citare Monsignor Barbieri, nato il 27 febbraio 1920 e spentosi il 15 maggio 2017. Proprio in occasione del centenario della nascita e del terzo anniversario della morte, la famiglia ricorda «la figura e l’opera di Don Antonio. Egli, oltre ad aver vissuto il suo lungo ministero sacerdotale con spirito di servizio e totale abnegazione, ha manifestato ammirevole sensibilità verso il patrimonio religioso, artistico e culturale della nostra città, scrivendo anche una “Guida del pellegrino per Muro Lucano, città natale di San Gerardo Maiella” e impegnandosi, nel 1987, per l’apertura della Casa del Santo adiacente alla chiesa della Madonna della Neve nel rione Pianello. Con lo stesso zelo si è adoperato affinché non si perdesse la memoria storica di San Nicola, che ha dato il nome al relativo sito, ora meraviglioso belvedere e alla prima parrocchia di Muro Lucano».

Nell’introduzione alla guida Monsignor Barbieri scrisse: «Da parecchi anni i Padri Redentoristi di Materdomini mi chiedono di accompagnare e guidare gruppi piccoli o grandi di pellegrini, provenienti da Materdomini, nella visita dei luoghi gerardini di Muro Lucano. A me non dispiace affatto fare da cicerone, essendo concittadino e Rettore della Casa-Cappella di San Gerardo, al rione Pianello. Dal 1987 si può visitare la casa del grande Taumaturgo, oltre al paese e alle chiese da lui frequentate. Caro pellegrino -concludeva Don Antonio- questo modesto opuscolo, ritornando a casa tua, ti rammenterà la gioia e la pace provate nella terra lucana di San Gerardo».

Ma Don Antonio aveva anche un altro desiderio, realizzato a settembre2019 sempre dai suoi cari, ovvero che il luogo più antico di Muro, lì dove sorgeva la prima chiesa dedicata a San Nicola, avesse una effige dedicata al Santo. Sono stati i nipoti a realizzare il suo sogno dopo 5 anni e finalmente venerdì 15 maggio, il parroco Don Domenico Pitta inaugurerà e benedirà l’edicola installata, per volontà dello stesso Don Antonio, nei ruderi dell’antica chiesa. L’evento si svolgerà senza la partecipazione dei concittadini, in osservanza alle disposizioni vigenti per la pandemia da coronavirus.

«Don Antonio in effetti era uno storico e il suo desiderio era che tutti conoscessero l’antica collocazione della Chiesa -spiegarono già i familiari a Cronache in occasione della costruzione dell’edicola- Dal 2015 cominciò l’interessamento per la realizzazione ma tra tanti incidenti di percorso, anche burocratici, morì senza riuscire a vederlo realizzato». Venerdì certamente il sorriso di Don Antonio sarà ancor più lieto, ora che il suo desiderio è realtà.

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