Le Cronache Lucane

CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: CHICO FORTI È UN TRUFFATORE E UN ASSASSINO, IL MINISTRO DEGLI ESTERI LUIGI DI MAIO SPIEGHI PERCHÉ VUOLE RIPORTARLO IN ITALIA

Dale Pike è stato ucciso il 15 febbraio 1998, poco dopo il suo arrivo a Miami, con due colpi di cal. 22 alla testa, il secondo colpo fu esploso a distanza ravvicinata

Criminologa URSULA FRANCO

CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: CHICO FORTI È UN TRUFFATORE E UN ASSASSINO, IL MINISTRO DEGLI ESTERI LUIGI DI MAIO SPIEGHI PERCHÉ VUOLE RIPORTARLO IN ITALIA

MINISTRO Luigi Di Maio

Durante le indagini riguardanti l’omicidio di Dale Pike, un informatore della polizia ha riferito a chi indagava che, poco tempo prima, Chico aveva provato ad assoldare un killer per uccidere un avvocato, ciò che colpì gli investigatori furono le indicazioni fornite da Forti al potenziale killer, indicazioni che ricordavano da vicino le circostanze in cui era avvenuto l’omicidio di Pike (Power Privilege And Justice ISLAND OBSESSION – Enrico “Chico” Forti Story).

CHICO FORTI

Intorno alle ore 16.00 di giovedì 15 giugno 2000, Enrico Forti, detto Chico, un ex campione italiano di windsurf, è stato condannato al carcere a vita per l’omicidio di Dale Pike, 43 anni, figlio di Anthony Pike, proprietario del famoso Pike Hotel di Ibiza, che Chico stava cercando di acquisire.

Dale Pike è stato ucciso il 15 febbraio 1998, poco dopo il suo arrivo a Miami, con due colpi di cal. 22 alla testa, il secondo colpo esploso a distanza ravvicinata.

Criminologa Dott.ssa URSULA FRANCO

Ursula Franco è medico e criminologo, è allieva di Peter Hyatt, uno dei massimi esperti mondiali di Statement Analysis (una tecnica di analisi di interviste ed interrogatori), si occupa soprattutto di morti accidentali e suicidi scambiati per omicidi e di errori giudiziari.
È stata consulente dell’avvocato Giuseppe Marazzita, difensore di Michele Buoninconti; è consulente dell’avvocato Salvatore Verrillo, difensore di Daniel Ciocan; ha fornito una consulenza ai difensori di Stefano Binda dopo la condanna in primo grado all’ergastolo per l’omicidio di Lidia Macchi.
Binda, il 24 luglio 2019, è stato assolto per non aver commesso il fatto. Dall’ottobre scorso, la Franco è consulente di Paolo Foresta, che è difeso dall’avvocato Giovanni Pellacchia.

CHICO FORTI

Criminologa Ursula franco: “Questo caso è una matrioska: truffe tra truffatori. Chi difende Chico Forti sostiene che non è vero che stesse cercando di appropriarsi del Pike Hotel di Ibiza attraverso una truffa e che invece Anthony Pike e Thomas Knott stavano cercando di truffare Chico rifilandogli un hotel senza valore. Se fosse vero che Pike e Knott stavano cercando di appropriarsi del denaro di Forti, nessuno dei due avrebbe avuto ragione di uccidere Dale per far attribuirne a Chico Forti il suo omicidio. Non è vero che Chico Forti è stato assolto dall’accusa di truffa nei confronti di Anthony Pike; nel caso Forti è stata semplicemente applicata la Felony Murder Rule che prevede la sospensione di un capo di imputazione, in questo caso la truffa, perché movente dell’omicidio (La vera storia di Enrico Chico Forti di Claudio Giusti). Coloro che difendono Chico Forti, in specie l’amico Roberto Fodde, un avvocato che vive a Miami, sostengono che la polizia di Miami lo abbia “incastrato” per il servizio da lui realizzato sulla morte di Andrew Philip Cunanan, una specie di documentario nel quale Enrico Forti metteva in dubbio la versione della polizia di Miami Beach riguardo al suicidio di Cunanan; se davvero questi signori credono a ciò che sostengono, non è paradossale che nessuno di loro tema di venir “incastrato” per aver accusato la polizia di Miami Beach di aver “suicidato” Cunanan e quella di Miami di aver “incastrato” Chico Forti? Tra l’altro, il documentario di Enrico Forti non è mai stato diffuso in America ma solo in Italia ed in Francia, pertanto non ha danneggiato l’onore dei detective di Miami in nessun modo. Riguardo al suicidio dello spree killer Andrew Philip Cunanan, all’epoca uno degli uomini più ricercati d’America, è difficile credere alle dietrologie sulla sua morte, il suicidio, messo in atto dopo aver portato a termine una serie di omicidi programmati, è un classico tra gli spree killer e la pistola con cui Cunanan si suicidò e che la polizia gli trovò in mano è la stessa Taurus cal. 40 che aveva colpito a morte Gianni Versace”

– Dottoressa Franco, cosa vorrebbe chiedere al ministro degli esteri in merito al caso Chico Forti?

Non esiste alcun caso Forti, Chico ha ucciso a sangue freddo Dale Pike, è stato sottoposto ad un giusto processo e gli sono stati garantiti tutti gli appelli. Vorrei sapere da Di Maio il perché voglia riportare a casa un truffatore assassino.

– Dottoressa, sappiamo che lei ritiene che Chico sia stato l’esecutore materiale, perché?

Se Enrico Forti avesse consegnato Dale Pike a uno o più complici non sarebbe arrivato in ritardo all’aeroporto di Fort Lauderdale dove aveva appuntamento con il suocero. Solo lui, che aveva prelevato la vittima in Aeroporto, aveva interesse a simulare un omicidio in ambito omosessuale per allontanare i sospetti da sé, non certo un soggetto sconosciuto alla vittima. E poi Chico, già alle 19.16, mostrò di sapere che Dale era morto in quanto cominciò a prendere le distanze da lui dicendo a sua moglie che non lo aveva trovato in aeroporto. Forti sapeva che Dale Pike era morto perché era stato lui ad ucciderlo poco prima. È stato Chico a rivelare durante l’intervista rilasciata dal carcere di Everglades il 4 novembre 2004 di essere stato a Sewer Beach il giorno dell’omicidio di Dale.
Sewer Beach, la spiaggia dove venne trovato il cadavere di Pike, non solo era poco fruibile a chi sarebbe dovuto uscire in windsurf perché la strada d’accesso era chiusa a causa dei danni di un recente uragano, ma quel giorno la direzione del vento non era ideale per uscire con la tavola a vela da quello spot, e un esperto di windsurf, un abitué, come Chico, sapeva che difficilmente vi avrebbe incontrato qualcuno, in specie dopo le 18.30. Enrico Forti non fece i nomi di eventuali complici in cambio di una condanna più benevola proprio perché complici non ve ne erano. Forti, già dal primo interrogatorio, cercò invece di spostare l’attenzione su Thomas Knott ma nulla permise di collegarlo all’omicidio di Dale perché evidentemente Knott era estraneo ai fatti. Dale fu ucciso con una pistola cal. 22, Forti possedeva una cal. 22 che scomparve dopo l’omicidio; se Chico avesse chiesto a qualcuno di uccidere Pike, si sarebbe assicurato che non venisse ucciso proprio con una cal. 22., quantomeno non con la sua cal. 22 che, per essere scagionato dalle accuse, avrebbe avuto la premura di consegnare agli investigatori.

DALE PIKE
– Dottoressa, come finirono vicino al cadavere di Dale i suoi effetti personali?

Nulla di più semplice: gli effetti personali di Dale caddero dalle sue tasche durante il denudamento del cadavere da parte di Chico, un denudamento che fu messo in atto in un momento in cui c’era pochissima luce. È da scartare l’ipotesi che l’assassino avesse apparecchiato la scena con gli effetti personali della vittima per incastrare Forti, in tal caso infatti non si spiegherebbe il denudamento del cadavere allo scopo di simulare un omicidio in ambito omosessuale posto che Forti non è gay.

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