Le Cronache Lucane

SANITÀ, GIUNTA SFIDUCIATA

Sulla vicenda San Carlo si spacca la maggioranza. Ecco chi non appoggia l’istigazione all’infedele patrocinio di Bardi e Leone

L’esecutivo regionale del centrodestra, governatore Bardi in testa e compreso, ha raggiunto l’acume della paradossalità amministrativa, toccando contestualmente e di converso uno dei punti più bassi rispetto al livello-principio regolatore e orientativo del buon andamento. La Giunta regionale che confonde ampiamente prassi e modalità politiche con quelle giudiziali, si è spinta così oltre, sorretta da una ebbrezza di potere (e a volte non solo di quello…), “il popolo ci ha votato possiamo fare quel che vogliamo”, innestata su una non conoscenza basilare delle norme governative, tanto da indurre, pur di acconsentire a un capriccio di un assessore, alla commissione di un reato. La causa intentata al Tribunale amministrativo regionale (Tar) della Basilicata, dall’attuale direttore amministrativo dell’Asp, Giuseppe Spera, che vorrebbe l’annullamento del conferimento dell’incarico di Direttore generale dell’Aor San Carlo di Potenza a Massimo Barresi, tra le mura di via Verrastro si è trasformata in fantascienza giuridica e molto altro ancora che oscilla basculante tra l’imbarazzante bizzarro e il grave allarmante. La Giunta ha approvato, in maniera posticcia ieri modificando il verbale del 21 aprile, su «proposta del Presidente» Bardi, il capriccio di Leone. Con un atto, la cui validità sostanziale, largamente ignorata dai protagonisti, è pressocché prossima allo zero, la Giunta ha, ieri, confermato la necessità che la Regione venga rappresentata nel giudizio di riassunzione, dopo il rinvio del Consiglio di Stato, innanzi al Tar Basilicata, autorizzando però il Dirigente Generale a dare istruzioni agli avvocati che rappresentano e difendono, per conto di Bardi e della Regione, la legittimità della nomina di Barresi, circa la modifica delle conclusioni difensive precedentemente rassegnate e confluite in memoria depositata. Stabilendo, precisamente, che l’unica linea difensiva dovrà essere l’assenza di una difesa: «Rimettersi alla decisione del collegio giudicante».

L’ANTEFATTO Come è noto, l’udienza al Tar prevista due giorni fa è stata rinviata a luglio. Lo scorso 11 marzo, il Direttore generale del Dipartimento regionale Sanità, Ernesto Esposito, nel rispondere, riguardo alla causa, a una nota degli avvocati dell’Ente, Bruno e Di Giacomo, confermava implicitamente la non sussistenza di elementi di novità, come poteva, per esempio, essere una delibera della Regione di revoca in autotutela della nomina di Barresi. Direttamente il Dg Esposito confermava «la costituzione in giudizio nel procedimento giurisdizionale di che trattasi». Quindi il Dg specificava che per la difesa si poteva far riferimento «alla documentazione già in vostro possesso, trasmessavi in occasione degli altri gradi di giudizio». Di fatto, Giunta, ma soprattutto Presidente, legale rappresentante della Regione, non hanno mai, come confermato dall’atto di ieri, revocato la costituzione in giudizio. Di qui l’aggiunta nella memoria difensiva di un argomento tecnico di tipo deduttivo, si potrebbe dire ad colorandum, consistente nel rilevare che non avendo i «neo eletti organi regionali (giunta regionale e presidente) provveduto a ritirare la contestata nomina in autotutela, vi è indizio più che ragionevole di un implicito intento di confermare nell’incarico il dottor Barresi… posto che l’attuale suo Direttore Generale la gestisce da oltre un anno e con apprezzabili risultati (come tra l’altro più volte attestato proprio attraverso queste colonne da Bardi, ndr». Un dettaglio, per l’appunto deduttivo e rientrante nella sfera del verosimile e non in quella del vero, ma che soprattutto non rappresenta in alcun modo un apprezzamento nel merito. Tuttavia l’affermazione è stata strumentalizzata politicamente da Leone che ha chiesto alla Giunta prima la rettifica, cioè l’elisione del periodo “incriminato”, poi la sostituzione della memoria, quella con la frase citata e depositata il 17 marzo scorso, con una «nuova» per riportarsi «sinteticamente alle adozioni che il collegio vorrà adottare». Che è proprio ciò che ha deliberato formalmente il 21, ma sostanzialmente, con atto posticcio, ieri la Giunta. Strumentalizzazione politica di Leone perchè l’assessore nella nota sottoposta alla Giunta ha scritto «non spetta all’ufficio legale esprimere valutazione di merito circa l’operato e i risultati raggiunti dal Barresi». Che è proprio quello che gli avvocati della Regione non hanno fatto. Semplificando: se Bardi non ha revocato, utilizzando gli strumenti di legge, la nomina a Barresi, per inadempienze gestionali, vuol dire che Barresi è con le carte in regola. Se così non fosse, Leone e Bardi sarebbero complici del Dg che fa, teoricamente, disastri, nonchè direttamente colpevoli di non sostituirlo. Semplice deduzione, non giudizio di merito.

IL BAVAGLIO ALL’AVVOCATURA E L’ISTIGAZIONE AL REATO Non avendo il coraggio di assumersi le responsabilità, tra cui quella contabile connessa ai profili di danno erariale, della revoca della costituzione in giudizio della Regione nella causa al Tar, ma aderendo al ragionamento di Leone, il governatore Bardi e la Giunta ha deciso: “difendiamo il Dg Barresi, ma difendiamolo male”. Perchè magari sta facendo bene e vero è che la legge predispone gli strumenti per la revoca del mandato, ma non ci sono i presupposti, contabili e gestionali, per applicarli, e dato comunque Barresi “non è dei nostri”, allora “difendiamolo sì, ma male”. Con ciò scadendo nel bavaglio ai legali e trascendendo la distinzione dei poteri, sfociando in una dittatoriale memoria difensiva da far scrivere agli avvocati della Regione sotto dettatura. Bypassando la lesa autonomia degli avvocati Bruno e Di Giacomo, il governatore Bardi e la Giunta vorrebbero istigare i legali a contravvenire al mandato difensivo. Non solo. Perchè il difendere sì Barresi, ma difenderlo male, significa oltre che spingere gli avvocati in pasto a sanzioni disciplinari da parte dell’Ordine, anche indurli ad essere «infedeli ai propri doveri professionali» e di conseguenza a commettere il reato, punito dal codice penale, di patrocinio infedele.

PROBLEMI NELLA MAGGIORANZA E ATTI POSTICCI L’assessore Leone aveva tentato di concludere l’operazione già nella riunione di Giunta di martedì. A partire dall’assessore Merra, fino a varie contrarietà, il blitz è fallito. Per cambiare il corso degli eventi, in una Giunta virtualmente ieri, modificando in maniera posticcia il verbale del 21 aprile, la dissidente Merra è stata portata assente, date e dati storicamente falsi, subentrando così nel ruolo di segretario firmatario della delibera l’assessore Gianni Rosa. Per regolamento in assenza del segretario di Giunta, ne assume le veci l’assessore più giovane. Ammessa, ma non concessa, l’assenza di Merra, avrebbe dovuto sostituirla l’assessore Francesco Fanelli, non risultando Rosa più giovane di Fanelli. Il quale, pare che anche lui fosse contrario all’assecondare il capriccio di Leone o, per essere più oggettivi, comunque a non assumersi la responsabilità della firma, a questo punto dovrebbe risultare anche lui assente, altrimenti l’atto potrebbe essere invalidato de plano, regolamento alla mano. La gestione della causa Barresi-Spera ha messo in luce tutta l’inadeguatezza amministrativa della maggioranza di centrodestra dove l’uno non sa cosa fa l’altro e dove non c’è memoria nè coerenza. L’assessore Leone ha voluto smentire il Dirigente regionale del Dipartimento collegato al suo assessorato, Esposito con la sua nota dell’11 marzo, e Bardi, invece, superandosi è arrivato a smentire sé stesso quando a fine gennaio alla presenza del diretto interessato aveva promosso l’operato del Dg Barresi, così come dichiarato ai microfoni di Cronache Tv e ripreso anche da queste colonne.

Quarto (Bardi presidente), Zullino (Lega), Baldassarre (Idea) e Vizziello (FdI) contestano la scelta schizofrenica: «Prima si promuove, poi si boccia» Hanno rotto il silenzio sulla vicenda del Dg dell’Aor San Carlo di Potenza i consiglieri regionali di maggioranza Massimo Zullino (Lega), Giovanni Vizziello (Fratelli d’Italia), Vincenzo Baldassarre (Idea) e Piergiorgio Quarto (Basilicata positiva): « Non comprendiamo la posizione della Giunta regionale in questo momento storico». Il riferimento è alla nuova memoria difensiva al Tar: «Prima si promuove – sottolineano i consiglieri di maggioranza – poi si boccia».Il Presidente della IV Commissione consiliare permante Sanità, Zullino, il capo gruppo di Fratelli d’Italia Vizziello, il Capo gruppo di Idea Baldassarre ed il Capo gruppo di Basilicata Positiva, Quarto, fanno «riferimento alla decisione dell’assessore alla Sanità di imporre all’Avvocatura regionale nuove incomprensibili istruzioni difensive, ovvero di rimettersi alla decisione del collegio giudicante». «Una posizione – hanno proseguito Zullino, Vizziello, Baldassarre e Quarto -, quella assunta in questi ultimi giorni dall’assessore alla Sanità, Rocco Leone, in merito alla vicenda del procedimento in corso dinanzi al Tar sull’illegittimità della nomina dell’incarico del direttore generale del San Carlo di Potenza, Massimo Barresi, che desta stupore, soprattutto se si considera la delicata fase emergenziale legata al coronavirus in cui versa il nostro territorio». «Una – hanno specificato – incomprensibile retromarcia a meno di 12 ore dall’udienza del Tar che avrebbe dovuto decidere sull’illegittimità della nomina di Barresi; nonostante le passate pubbliche dichiarazioni di apprezzamento sui risultati ottenuti, dopo una palese promozione, si boccia il Dg». «Il direttore generale del San Carlo- hanno rimarcato i quattro consiglieri regionali della maggioranza – ha ricevuto pubblicamente e da più organi regionali, giudizi positivi sul suo operato. Risultati positivi anche in riferimenti al bilancio di esercizio del San Carlo chiuso non in pareggio ma in attivo. Una vicenda dai toni altalenanti, giunta al culmine della incomprensibilità durante l’ultima seduta della Giunta regionale, sfociata nella richiesta di proporre una nuova memoria difensiva, definendo ‘inopportuna’ la prima, presentata in data 17 marzo scorso e autorizzata proprio dal Dipartimento Salute a firma del Dg Esposito». «Ora però si generano pareri opposti – hanno evidenziato Zullino, Vizziello, Baldassarre e Quarto -, ma il rinvio dell’udienza offre alla giunta regionale ed al consiglio tutto, il giusto tempo per riflettere e valutare a tutto campo l’operato del Dg, ma soprattutto riprendere da dove ci eravamo fermati, ovvero discutere politicamente in consiglio la mozione presentata dalla collega Sileo e mai discussa. Preferiamo non approfondire poi il tema secondo cui l’istituzione Regione, in ambito di qualsivoglia contenzioso, vada sempre difesa, a prescindere dagli assetti politici; questo onde evitare eventuali profili di responsabilità anche erariale dei deliberanti. Responsabilità politiche ed amministrative che non coinvolgeranno l’assessore Merra, risultata assente nello specifico deliberato Barresi» «Tra l’altro il momento di emergenza che stiamo attraversando – hanno aggiunto – ci rende tutti particolarmente sensibili a lavorare su argomenti prioritari e sarebbe necessario prendere in considerazione e non sottovalutare il modo in cui il dott. Barresi ha agito durante l’emergenza dimostrando grande responsabilità nella risoluzione delle problematiche sanitarie regionali. Buon senso avrebbe voluto sempre pensando al momento di grande tensione che sta vivendo la sanità italiana, che si lasciasse il giudizio sulla questione nelle mani dei giudici». «Ciò che si chiede a Barresi – hanno concluso Zullino, Vizziello, Baldassarre e Quarto – è di sorvolare su questo ennesimo attacco e di andare avanti, continuando ad operare con la stessa dedizione e responsabilità».

 

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