Le Cronache Lucane

CONSIGLIO, GARA PULIZIE: PASTICCIO DA CICALA

Nel regno di Carmine, l’Ati Lucente scaduta dal 2015 verso un’altra proroga

Affidamento dei servizi di pulizia, smaltimento derattizzazione, disinfestazione e disinfezione degli uffici del Consiglio Regionale: ennesimo pasticcio nel “regno” del presidente Carmine Cicala. Tra il “popolino”, che popolino non è, le “signore delle pulizie”, la voce si è sparsa e per l’ufficialità, che appare oltreché scontata, soltanto una questione di ore, si attende solo il regio sigillo che qualora arrivasse, certificherebbe certa approssimazione e superficialità da parte degli Uffici competenti, che rappresentano caratteristiche non coincidenti con il buon andamento dell’agere amministrativo. La narrazione della saga un appalto in Basilicata è per sempre, continua anche col centrodestra del «cambiamento» e pure quando ormai tutto era divenuto così semplice che con pochi tocchi burocratici si sarebbe potuto modificare registro. Invece no. L’associazione temporanea di imprese (Ati) Lucente-Pulitori e Affini, riceverà l’ennesima proroga. Nel 2012 ha iniziato a svolgere il servizio, triennale come da affidamento, appaltato dalla Regione nel 2010. Il contratto, come risulta agli atti, è scaduto dal 30 settembre del 2015. Da mesi, però, precisamente dal 13 novembre dell’anno scorso, un nuovo operatore economico, sulla carta, c’è. La gara per la pulizia e quant’altro del Consiglio regionale è stata aggiudicata all’Ati Meranese con sede a Bolzano. Per vari motivi, tuttavia, se si scommettesse che al primo di maggio, tra poco più di una settimana, non avverrà l’effettivo subentro del nuovo aggiudicatario, si vincerebbe. Tra gli impacci, inoltre, pare esserci stato quello distintivo di una lentezza burocratica nel regno di Cicala tale che mesi dopo l’aggiudicazione efficace, l’Ati Meranese ancora non era stata messa in grado di preparare la documentazione idonea per adempiere alla importantissima, in tema di lavoro, clausola sociale inerente il mantenimento dei livelli occupazionali, di personale esterno che però svolge le mansioni in Consiglio, e la conseguente riassunzione degli addetti uscenti. Qualche dirigente del “Re” Cicala, adesso è impegnato in una tumultuosa lotta contro il tempo. A delimitare il perimetro della pista da corsa vari elementi tra cui bisogna in particolare citarne due che seppur appaiono scollegati, viaggiando su binari separati, sono invece connessi per come è stata gestita la pratica dell’appalto delle pulizie del Consiglio regionale. I due dettagli chiave sono l’uno, il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, in base al quale è stato affidato l’appalto all’Ati Meranese, e l’altro il Bilancio finanziario di previsione per il triennio 2020-2022, approvato il 31 marzo scorso. Dopo neanche un mese, già all’orizzonte avanza verso via Verrastro, la variazione di Bilancio. Dall’Ufficio del funzionario con la pettorina, la pertinente previsione di spesa era stata redatta al ribasso rispetto al passato per via della prevista diminuzione dei costi del servizio di pulizia dato il subentro del nuovo operatore economico. Il quale, l’Ati Meranese, pare, però, che a maggio ancora non subentrerà.

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Ferdinando Moliterni

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