Le Cronache Lucane

SAN FRANCESCO D’ASSISI IN LUCANIA

Lo storico Vito Telesca ha ipotizzato la sua visita in Basilicata nel 1222

Il poverello di Assisi venne anche nell’antica Basilicata del regno di Sicilia di Federico II? Nel saggio storico “Francesco e Federico, due giganti allo specchio”,  scritto dallo storico Vito Telesca del Gruppo ManifestoCultura dove fa un parallelo tra questi due straordinari personaggi del primo 1200, Fa riferimento anche ai viaggi del santo nel sud Italia.  

«Il percorso del Santo nel sud Italia e soprattutto in Lucania è solo ipotizzabile – scrive il Vito Telesca – Potrei però azzardare la datazione di questa visita in Lucania: 1222, ovvero quando vengono segnalati,  in modo più massiccio e nei luoghi più disparati del sud Italia, gli episodi legati alla presunta visita di San Francesco»

Il “Trattato dei Miracoli” di Tommaso da Celano segnala in Basilicata tre episodi inerenti a guarigioni fatte “nel nome del Santo”. Uno nel materano, uno a Potenza e uno a Venosa. non si riferisce a contatti diretti dei miracolati con San Francesco ma avvenuti in momenti successivi,  non solo al suo presunto passaggio, ma addirittura qualche anno dopo la sua morte (1226).

Per Vito Telesca Sicuramente San Francesco si è addentrato in Lucania e altrettanto quasi certamente ha visitato quei luoghi di aggregazione dove era possibile incontrare il maggior numero di persone possibili. Quindi Potenza, Melfi, Matera, Venosa e Tricarico,  le cinque città dove, anche secondo le leggende popolari tramandate nel tempo, il poverello di Assisi ha predicato. Erano tra le città più popolose della Lucania nel XIII secolo. Alcune leggende vedono il Santo passare anche da Irsina, Miglionico, Grumento, Marsico e Pietrapertosa Telesca nel saggio riguardo ai miracoli citati dal “Tractatus de miraculis Beati Francisci” di Tommaso da Celano, quindi postumi alle presunte visite del Santo di Assisi, si segnala quello che viene definito dall’agiografo uno dei miracoli più clamorosi. Nelle campagne tra Bernalda e Miglionico (Tommaso parla di Pomarico) l’intervento del Santo resuscitò una fanciulla, unica figlia di una donna rimasta sola, morta poco prima. Anche se non è facile stabilirlo con certezza è da escludere la presenza fisica del Santo accanto alla bambina.

Il secondo miracolo lucano è segnalato a Venosa e sempre da Tommaso da Celano. Nella città di Orazio si segnala il miracolo compiuto nei confronti di una donna guarita per sua intercessione da una grave malattia alla gola che le impediva di respirare. Anche questo episodio sembra postumo alla sua presunta visita, poiché si parla di “intercessione”. A Potenza ci sono invece ben due miracoli e non solo uno come raccontato dal “Trattato”. L’episodio “ufficiale” racconta di un certo Ruggero, canonico della cattedrale di Potenza, il quale subito dopo la morte del Santo e sempre “per sua intercessione”, fu guarito da una non ben precisata e grave malattia. L’episodio narrato parla poi di una ferita apparsa improvvisamente nel palmo della mano sinistra di Ruggero, ciò per aver dubitato della Santità del poverello di Assisi e dell’autenticità delle sue stimmate ricevute sul monte della Verna. Purtroppo nessun’altra fonte ci viene in aiuto o approfondisce questo ennesimo prodigio del Santo in Lucania.

L’altro clamoroso miracolo di San Francesco è stato scoperto nel 1928 dallo storico francescano Michael Bihl che nella sua “Legenda Sancti Francisci Neapolitana. Supplentur ex eademaliqua in Vita II” (in Archivum franciscanum historicum) pubblicò un atto notarile datato 1278, scritto per conto del giudice reale dal notaio della città di Potenza. Nel documento si cita un miracolo eclatante compiuto sempre per intercessione di San Francesco. Avvenne a Potenza nell’aprile del 1274. Due operai edili, mentre costruivano le fondamenta dell’attuale chiesa di San Francesco, furono improvvisamente sepolti sotto una frana. Dopo alcune ore di scavo nel tentativo di ritrovare i due malcapitati, e mentre intorno un gruppo di Frati uniti ai potentini in ansia, pregando a gran voce invocavano il Santo, accadde il miracolo. Proprio quando le speranze di estrarli vivi si facevano ormai flebili furono estratti incolumi, tra lo stupore e la gioia della popolazione che non poté che gridare al miracolo.

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