Le Cronache Lucane

ANGELO SUMMA : “PRESIDENTE BARDI FERMI LE FOLLIE DEL DIRETTORE DELL’OSPEDALE SAN CARLO”

“ A distanza di 24 ore dalla visita del vice ministro alla Salute, forti di un irreale “va tutto bene”, ecco che si ritorna ad operare con l’approssimazione di sempre. Dopo il vano tentativo di scaricare responsabilità, tutte ascrivibili ai limiti espressi da chi dirige il nostro sistema sanitario regionale, sugli operatori della rianimazione e della terapia intensiva, ora si prova a gettare nel calderone altro personale del San Carlo che, senza alcuna previa specifica formazione, viene inserito nei turni di guardia dell’unità di pneumologia, ormai reparto integralmente Covid“


#Sanità #Covid19
ANGELO SUMMA ~ CGIL
Segretario generale Angelo Summa:
“PRESIDENTE BARDI FERMI LE FOLLIE DEL DIRETTORE DELL’OSPEDALE SAN CARLO”
Ecco come il direttore dell’ospedale San Carlo di Potenza, Massimo Barresi, pensa di poter affrontare l’emergenza sanitaria: dopo aver sguarnito l’azienda di anestesisti e varie figure specialistiche per comandi e null’osta, nei giorni di sabato e domenica e durante le notti di tutta la settimana i malati Covid non saranno curati da infettivologi e pneumologi, ma da dermatologi, endocrinologi e reumatologi.
BARRESI
La salute dei lucani è sempre più a rischio, lasciata nelle mani di una classe dirigente superficiale e spregiudicata che pensa di governare con praticoneria la complessità di una epidemia di tale portata e di un virus che ha una evoluzione imprevedibile che richiederebbe competenze specialistiche ben precise e personale formato in grado di intervenire con immediatezza. Una crisi respiratoria non può essere trattata da un dermatologo o da un endocrinologo, servono rianimatori e pneumologi.
A distanza di 24 ore dalla visita del vice ministro alla Salute, forti di un irreale “va tutto bene”, ecco che si ritorna ad operare con l’approssimazione di sempre. Dopo il vano tentativo di scaricare responsabilità, tutte ascrivibili ai limiti espressi da chi dirige il nostro sistema sanitario regionale, sugli operatori della rianimazione e della terapia intensiva, ora si prova a gettare nel calderone altro personale del San Carlo che, senza alcuna previa specifica formazione, viene inserito nei turni di guardia dell’unità di pneumologia, ormai reparto integralmente Covid.
Si pensa di colmare le carenze di personale facendo curare la polmonite dai dermatologi o dai reumatologi per poi scaricare su di loro la responsabilità di eventuali devianze del sistema ?

Il patrimonio della sanità lucana è fatto dai tanti dirigenti medici, infermieri, operatori del 118, della continuità assistenziale, oss e dai tanti operatori del sistema degli appalti che in questa emergenza, pur in assenza dei dispositivi di protezione e di protocolli chiari e linee di indirizzo, hanno dato il massimo, garantendoci la migliore cura e tutela della salute.
Ecco perché è inaccettabile che si ricorra a qualsiasi espediente pur di coprire le responsabilità politiche e gestionali del management della sanità lucana arrivando perfino ad utilizzare la presenza del vice ministro Sileri in Basilicata quale occasione di legittimazione per una classe politica e dirigente che ha manifestato tutta la sua inadeguatezza a rispondere a questa gravissima emergenza, offrendo una lettura edulcorata della realtà.
Le morti, i ritardi, l’assenza delle più elementari regole organizzative sono sotto gli occhi di tutti e non sarà una semplice e importante visita del vice ministro alla Salute che potrà cancellarle. Non c’è alcuna speranza con questo quadro dirigenziale. Bisogna affidarsi solo alla sorte.
Invece oggi, più che mai, dovremmo essere capaci di ragionare con lungimiranza, serietà, umiltà e responsabilità e con approccio sistemico per superare tutte la fragilità che il nostro sistema sanitario regionale ha manifestato e soprattutto con maggiore rispetto verso la comunità lucana.

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AZIENDA OSPEDALIERA REGIONALE “SAN CARLO” DI POTENZA

Via Potito Petrone – 85100 Potenza – Tel. 0971 – 61 11 11

NOTA STAMPA

In merito alle accuse formulate nei confronti della Dirigenza dell’AOR S. Carlo circa la messa in servizio di guardia interdivisionale di professionisti non specializzati per l’assistenza dei pazienti affetti da Coronavirus, ci fa meraviglia che in un momento così difficile, legato ad una emergenza  che non ha niente dell’ordinario, ci si concentri su particolari che non trovano alcun riscontro nei fatti.

Premesso che la guardia interdivisionale, già prima dell’emergenza COVID-19, era composta da  infettivologi, pneumologi e reumatologi e che già per un buon periodo tale guardia è stata sdoppiata in, una composta solo da infettivologi e pneumologi ed un’altra da dirigenti medici del Dipartimento internistico con l’obbiettivo di permettere loro una  integrazione progressiva sempre più rispondente ai requisiti specifici per affrontare questa nuova emergenza da COVID-19.

Fino al turno previsto a partire dall’08 Aprile, in più incontri, alla presenza dei Dirigenti e del Direttore del Dipartimento, sono state fornite  informazioni e modalità sull’impegno da parte di ciascuno nella nuova turnazione e,  soprattutto è stato chiarito loro che la presenza in guardia sarebbe stata  la formula migliore per integrarsi ed acquisire  skills  specifici nella gestione complessiva di questi pazienti , tenuto conto che comunque ogni turno di guardia  sarebbe avvenuto con la  presenza costante   di un infettivologo e di un pneumologo.

Questa è la reale formazione su campo, che, aggiunta a quella sulla vestizione e svestizione precedentemente acquisita, avrebbe reso l’integrazione la più sicura e qualificata per tutti i Dirigenti presenti nelle turnazioni previste dal contratto, senza dire che in siffatta emergenza è possibile il reclutamento e l’impiego addirittura di medici neolaureati per la garanzia dei livelli essenziali di assistenza (Decreto Legge 9 marzo 2020,n.14).

In questi giorni, infatti, si sta procedendo all’assunzione di neolaureati e specializzandi che con entusiasmo aderiscono al dispositivo ministeriale sul CVOVID 19, offrendo la propria disponibilità a vasto raggio.

Sarà comunque cura della Direzione Medica di Presidio sostenerli in una esperienza emotiva molto forte e, nel caso dovessero esserci momenti ancora più critici, non ci sarebbe tensione da parte degli operatori e della Direzione stessa nell’offerta migliore, in una emergenza di siffatta natura, avendo perseguito il regolare decorso formativo e di integrazione.

L’auspicio è che nel tempo si badi, tutti, ad affrontare la Pandemia in corso con maggiore serenità.

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