Le Cronache Lucane

REPORT : Cronistoria Decesso e Funerale Marco

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Cronistoria Decesso e Funerale Marco

Tutto ha inizio nella prima settimana di marzo 2020 all’ospedale di Parma dove Marco era ricoverato da circa 20 giorni, assistito puntualmente dalla Madre per i consueti controlli di una pregressa e congenita malattia (Fibrosi Cistica)

Martedì 03 Marzo 2020 la madre, in una telefonata informativa alla famiglia, comunica seri peggioramenti vitali di Marco dovuti all’inesorabile decorso della malattia.

I fratelli maggiori, a tale notizia, decidono di raggiungere la Madre e Marco a Parma, poiché preoccupati della repentina condizione clinica del fratello.

Il fratello maggiore, nonostante una condizione non proprio ottimale di salute, dovuta da una lieve influenza, raggiunge con la sorella, in macchina, l’ospedale di Parma il giorno successivo (mercoledì 04 marzo 2020) verso seradove constatano il peggioramento di Marco.
In un colloquio con il Medico di reparto, gli viene comunicato la irreversibile situazione vitale del fratello.

I fratelli maggiori con la Madre decidono di informare il resto della famiglia ed in particolare il Padre, l’altro fratello e sorella oltre tutti gli altri familiari a Rapolla.

Giovedì 05 marzo 2020, nel primo pomeriggio, partono con il treno, il Padre e gli altri 2 fratelli poiché lo stesso medico dell’ospedale comunica in prima mattinata dello stesso giorno che, Marco aveva poche ore di vita, arrivano a Parma la sera di giovedì alle 23:00 circa e purtroppo il giovane ed adorabile Marco era spirato qualche minuto prima.

La notizia del decesso di Marco ebbe da subito un eco sia sui social sia in tutta la comunità Rapollese poiché la stragrande maggioranza della cittadinanza era a conoscenza già da tempo della sfortunata e precaria condizione di salute di Marco.

Come prevede solitamente il normale percorso cattolico, da subito è stata chiamata l’impresa di onoranze funebre con sede in Rapolla per l’espletamento di tutte le procedure burocratica e legale al fine di poter effettuare il prelievo, da Parma, il trasporto ed il Rito Funebre presso il proprio domicilio nella città di Rapolla.

Si decide da subito di informare tutta la cittadinanza tramite affissione dei manifesti, che al rito funebre si

DISPENSAVA DALLE CONDOGLIANZE

poiché il momento particolare che stava attraversando la Nazione per l’emergenza covid-19 induceva responsabilmente da parte di tutta la famiglia, ad evitare tale pratica (strette di mano ed abbracci) ai familiari più stretti, come abitualmente è nelle nostre usanze meridionali.

Dopo le adempienze burocratiche da parte della società di onoranze funebri sia a Parma che a Rapolla, la salma viene trasportata nel domicilio del defunto che arriva il giorno (sabato 07 marzo 2020) alle ore 22:30 circa.

Come programmato, i funerali si sarebbero dovuti svolgere il giorno successivo alle ore 16:00 ed in forma strettamente ristretta, tra familiari e parroco, per l’estrema unzione e la successiva tumulazione.

Alle 15:45 di (domenica 08 marzo 2020) poco prima del prelievo del defunto da casa, viene consegnato un’ordinanzacomunale alla famiglia dove si informava la sospensione del rito funebre in chiesa e si

intimava la diretta sepoltura al cimitero comunale

Così fu fatto, ed il feretro prelevato dalla propria abitazione, venne direttamente portato all’ingresso del cimitero (ampio parcheggio antistante ) dove il parroco,  con le modalità abbreviate, ha proceduto all’estrema unzione alla SOLA presenza di 50-60 persone compreso i familiari stretti, dove tutti hanno rispettato una distanza che superava le modalità impartite.

Preso atto dell’estensione del parcheggio, tutti i presenti avevano ben rispettato le indicazioni.

Dal lunedì successivo (9 marzo 2020) e dopo l’inasprimento del DPCM dell’08 Marzo 2020 delle ore 02:30, tutti i familiari stretti hanno seguito le indicazioni dello stesso Decreto informando da subito le autorità della provenienza del defunto dalla zona che da un giorno all’altro fu definita da Gialla a Rossa. Così hanno fatto anche tutti i familiari che avevano avuto contatti con i fratelli e sorelle del defunto.

Quindi da lunedì 09 Marzo 2020 con scrupolosa responsabilità hanno deciso volontariamente di adottare le indicazioni impartite dal DPCM, di procedere allo

ISOLAMENTO DOMICILIARE VOLONTARIO

Nei giorni successivi, preso atto che erano state avvisate le autorità sia pubbliche che sanitarie della situazione, nonché i medici di famiglia, viene comunicato che le stesse avrebbero provveduto nei giorni successivi, ad effettuare il prelievo dei tamponi per la verifica di probabile contagio del coronavirus.

Nel frattempo e precisamente dalla sera del lunedì successivo (09 marzo 2020, 2 dei fratelli accusavano uno stato febbrile importante dove tutti pensavano allo stress vissuto nei giorni precedenti, ormai ritirati già dalla mattina alle proprie abitazioni, si sono da subito isolati nelle proprie stanze.

I giorni successivi sono stati per i 2, una progressiva decadenza fisica con stati febbrili sempre più intensi accompagnati da stati di difficoltà respiratorie.

Erano già allertati in famiglia delle condizioni dei ragazzi tanto che da parte di tutti, anche se ognuno nel proprio domicilio, cercavamo di allertare le autorità sanitarie per accelerare la procedura del riscontro di tamponi sia per loro che per tutti i familiari stretti venuti a contatto tra loro.

Tutto ciò si protrae fino a lunedì 16 Marzo 2020 giorno in cui viene ricoverata a Potenza la sorella su sollecito al 118 e viene effettuato in ospedale il tampone, poiché le sue condizioni di salute si erano aggravate nella notte, il giorno successivo (martedì 17 marzo 2020) e sempre su sollecito al 118, viene ricoverato anche il fratello all’ospedale di potenza dove arriva in condizioni respiratorie importanti e serie.

 

Tutto ciò mette in allarme, ancora di più i familiari stretti, tanto che si intensificano le richieste degli stessi alle autorità sanitarie al sollecito dei tamponi a domicilio anche in assenza di alcun sintomo.

Il giorno Mercoledì 18 Marzo 2020 vengono effettuati presso i relativi domicili, il prelievo dei tamponi a tutti i fratelli, al padre e alla madre e a tutte le persone nei relativi domicilio, ma non ad altri familiari (zii, zie cognati) per effettuare i TEST DIAGNOSTICI 

Il giorno successivo (giovedì 19 marzo 2020) alcuni vengono contattati direttamente dal Dott. LAMBERTI, medico di riferimento dell’autorità Sanitaria zonale, che comunica l’esito dei tamponi, ad altri gli viene comunicato l’esito dei tamponi dal Sindaco del Comune di Rapolla.

Nei giorni successivi lo stesso Sindaco di Rapolla contatta nuovamente alcuni dei parenti comunicando loro l’esito opposto dei tamponi comunicati il giorno precedente autorizzando tra l’altro lo spostamento di domicilio, così fa anche il Dott. LAMBERTI a coloro che aveva contattato lui, cioè chi era NEGATIVO al test il giorno prima è risultato POSITIVO il giorno dopo.

Nei giorni successivi addirittura si apprende dal laboratorio analisi che, un familiare che aveva fatto il tampone in casa dagli addetti ASP, non risultava registrato in laboratorio, anzi non esisteva addirittura la sua identità al prelievo del tampone.

Nella confusione più totale, tra comunicazione di persone autorizzate e non, referti contrastanti, opinione pubblica e dichiarazioni televisive del Sindaco di Rapolla, dove comunica in modo allarmante tale situazione (intervista LUCANET WEBTV del 18 marzo 2020, Diretta TGR Basilicata del 22 Marzo 2020 ore 14:20), si può capire come la famiglia tutta vive in questi momenti l’angoscia, le pressioni, le paure, collegate ad informazioni che si trasformano in

DISINFORMAZIONI

e scatenano da parte dei cittadini rapollesi una valanga di opinioni per la maggior parte ingiuriose verso i ragazzi vittime del coronavirus.

Ad oggi e nonostante i continui solleciti alle autorità sanitarie mediante registrazione al numero verde, ai medici di riferimento Task Force, ai medici curanti, alcuni parenti stretti, non hanno mai avuto assistenza sulle procedure sia di isolamento domiciliare sia nel definire il periodo e, se è da considerarsi QUARANTENA e di quanti giorni.

Praticamente, quest’ultimi, non hanno avuto nemmeno una telefonata e/o assistenza in merito alle procedure previste in casi particolari, certo è che, dopo quasi

20 giorni di Isolamento Domiciliare 

continuano a far fede a semplici e corretti comportamenti personali.

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