Le Cronache Lucane

FIDAS MURO, PER LA FESTA DEL PAPÀ 21 DONAZIONI

Tirico: «13 sacche di sangue,8 di plasma e 2 nuovi donatori». Atti di generosità ed altruismo che avvengono in un momento difficile


È una “festa del papà” diversa da tutte le altre, per tutta la nazione in piena emergenza Coronavirus. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, le Ordinanze regionali, impongono di restare a casa. Ma un dono è stato fatto, ai papà, alle mamme, ai figli, ai nonni, agli amici e agli sconosciuti: la donazione del sangue. Anche la Fidas di Muro Lucano, con il neopresidente Tonino Tirico, ha effettuato un totale di 21 donazioni: 13 di sangue e 8 di plasma, di cui 2 nuovi donatori. Atti di generosità ed altruismo che avvengono in un momento difficile, ora, più che mai. È di questi giorni l’appello congiunto dei presidenti delle Associazioni regionali dei donatori, «i volontari continuano a prestare il proprio servizio e si invitano tutti i cittadini ad attenersi strettamente alle regole al fine di tutelare la propria salute. Come si legge nella nota del Dirigente Generale della Regione Basilicata del Dipartimento della Persona, dottor Esposito, emanato il 09 marzo, l’attività di donazione del sangue in Basilicata deve proseguire. Restano valide le indicazioni del Centro Nazionale Sangue alla luce dell’ultimo aggiornamento con l’entrata in vigore del DCPM del 09 marzo, nel quale si evidenzia il criterio di sospensione temporanea di 14 giorni in tre casi: dal rientro per i donatori che abbiano soggiornato nella Repubblica Popolare Cinese; dopo la possibile esposizione al rischio di contagio per contatto con soggetti con infezione documentata da SARS-CoV-2; dalla risoluzione dei sintomi o dall’interruzione dell’eventuale terapia per i donatori con anamnesi positiva per infezione da SARS-CoV-2 (infezione documentata oppure comparsa di sintomatologia compatibile con infezione da SARSCoV-2).  Si sensibilizzano i donatori, inoltre, ad informare il Servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con infezione da SARS-CoV-2 oppure in caso di diagnosi d’infezione da SARS-CoV2 nei 14 giorni successivi alla donazione. Posto che non ci sono evidenze di casi documentati di trasmissione trasfusionale del virus, le disposizioni tengono anche conto dei provvedimenti, presi a livello nazionale, finalizzati all’individuazione dei soggetti a rischio e che applicano ai medesimi urgenti misure di contenimento. L’indicazione per le associazioni che si occupano della chiamata, dell’accoglienza e della gestione dei donatori è di attenersi alle regole generali emanate con il decreto, evitando assembramenti e invitando i donatori alla prenotazione obbligatoria della propria donazione in modo da facilitare la gestione dei flussi da parte dei volontari, e di attenersi alle regole di disinfezione ed igienizzazione degli ambienti».

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