Le Cronache Lucane

CORECOM BASILICATA, SCOPPIA LO SCANDALO

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Corecom di Basilicata, scoppia lo scandalo: soldi pubblici per consenso elettorale. E’ bufera sul presidente dell’organo regionale funzionale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, Antonio Donato Marra. Altro che Regione Basilicata economicamente in gestione provvisoria: dal presidente del Consiglio regionale Carmine Cicala arriva il placet a  spendere i soldi pubblici dei lucani in pranzi, visite turistiche guidate alla Cattedrale, spese viaggio e pernottamento, servizi fotografici, hostess e via discorrendo. E dato che il pranzo potrebbe non bastare, per non lasciare gli “ospiti” con un vuoto nello stomaco, c’è anche la «cena di benvenuto», con indispensabili «addobbi floreali a centrotavola», «candele» e «cristalleria», che inizierà con un aperitivo di benvenuto «a giro braccio», proseguirà poi con un antipasto misto, due primi, due secondi, due contorni, tutti pasti accompagnati da adeguata selezione di vini, e finirà con assaggi di dolci e l’immancabile caffè per tentare un riassestamento finale dopo tanto gozzovigliare. Sembra l’allegra scampagnata di un gruppo di parenti e amici per il battesimo di un bambino e invece no. Quelli citati sono solo una parte dei dettagli del convegno del Corecom della Basilicata dal titolo “Nuove frontiere tecnologiche e tutela del consumatore”. L’appuntamento è per fine mese: 28 febbraio. Location scelta, dettaglio non irrilevante: Acerenza. Non si tratta di un elemento secondario nell’analisi del Convegno che costerà ai lucani 14mila e 640 euro. Nel tritacarne della politica anche l’organo regionale funzionale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, quale è il Corecom di Basilicata. Il cui presidente viene scelto, come è stato fatto da Cicala l’ottobre scorso, dal presidente del Consiglio regionale. Cicala ha nominato presidente del Corecom, Antonio Donato Marra. Il quale per rimuovere l’incompatibilità con la carica di presidente, così come prevista dalla relativa legge regionale del 2000, a nomina avvenuta, si è dimesso consigliere comunale del Comune proprio di Acerenza.

Il caso del convegno del Corecom ad Acerenza rappresenta l’esempio macroscopico della politicizzazione di un ruolo che politico, per la natura tecnica intrinseca, non dovrebbe essere dato che il Corecom ha il compito di assicura le «funzioni di governo, di garanzia e di controllo in tema di comunicazioni». Il leghista, corrente senatore Pasquale Pepe, Merra ha svolto, fino a un attimo prima della nomina di presidente del Corecom, attività politica ad Acerenza dove era consigliere comunale. Da presidente del Corecom, Marra, ha pensato bene, o meglio, male, di contraddistinguere l’avvio del suo mandato organizzando, con soldi pubblici, la “gita” proprio ad Acerenza che è il paese dove ha sempre fatto attività politica. Paese in cui, tra le altre cose, si tornerà al voto per le locali amministrative proprio quest’anno. Sembrerebbe quasi che Marra, adesso da presidente del Corecom, continui a fare propaganda politica con i soldi pubblici dei lucani.

A parte l’economicità della scelta, il Consiglio regionale  nel capoluogo ha a disposizione aule gratis per convegni del genere, mentre ad Acerenza, Marra corrisponderà un fitto della della sala alla Curia arcivescovile di Acerenza,  anche se non esplicitamente quantificato, negli atti viene specificato che «la concessione della sede individuata prevede un costo», “a colpo d’occhio” si intuisce che l’iniziativa paventa concreti fattori di strumentalizzazione politica. Il codice etico al quale il presidente del Corecom dovrebbe attenersi prescrive che  lo stesso debba, per obbligo, «astenersi dall’adottare decisioni e dal partecipare ad attività in cui vi sia conflitto di interesse, nonché astenersi in ogni caso in cui esistano evidenti ragioni di opportunità», ma soprattutto che deve «evitare qualsiasi abuso della propria posizione finalizzato a conseguire vantaggi personali o per terzi». Dove per terzi, nel caso del convegno “Nuove frontiere tecnologiche e tutela del Consumatore”, si può benissimo intendere il partito, la Lega, che a breve sarà impegnata nell’assalto alla poltrona di sindaco. In questo contesto appare tutto inficiato dalla commistione con interessi politici. La famosa cena di benvenuto, per esempio, deve avvenire «presso un ristorante di Acerenza», ma la scelta non è della società a cui verrà affidato l’appalto da oltre 14mila euro. Perchè «la scelta della sede andrà approvata dalla Segreteria Corecom». Difficilmente può non apparire una prebenda politica, finalizzata al consenso elettorale, finanche la scelta del ristorante di Acerenza concordata con la segreteria del Corecom, il cui presidente è Marra che fino a un attimo prima della nomina citata, di conseguenza fino all’ottobre scorso, dello stesso Comune era uno dei consiglieri comunali. Inutile addentrarsi oltre nell’argomento, tanto soldi pubblici gestiti da un organo istituzionale per filiera elettorale, è un tema ricorrente quasi ad ogni rigo dall’atto con cui viene autorizzata la spesa, dall’ufficio di presidenza del Consiglio, al «capitolato» dell’appalto che specifica che la concessione della sede individuata per il Convegno, presso la Curia Arcivescovile di Acerenza, «prevede un costo», senza però individuarlo economicamente.

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Ferdinando Moliterni

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