Le Cronache Lucane

CELLA: TALENTO E SUCCESSO MUSICALE

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È un giovane talento della musica, e con il suo strumento attrae più fasce d’età. Parliamo di Salvatore Cella di Muro Lucano, classe 1994. Il suo strumento? La fisarmonica. Già, come egli stesso ci racconta in questa bella intervista «è considerato inusuale, più che altro per molti stereotipi e luoghi comuni, perché viene sempre affiancato alla musica popolare e folcloristica. Ma ha delle potenzialità strabilianti e, personalmente, lo definisco tra gli strumenti più versatili e poliedrici che esistano, potendo suonarlo in diversi generi, dalla musica classica al jazz, dal tango alla musica del novecento, dalla musica barocca a quella contemporanea». Il suo approccio con la musica avviene all’età di 14 anni e in particolare alla fisarmonica sotto la guida del Maestro Enzo Izzi. Si iscrive al Conservatorio “A. Casella” dell’Aquila nella classe del Maestro Dario Flammini. Qui persegue sia la Laurea triennale che quella Magistrale, entrambe con 110 e lode. Nel 2012 vince il Premio Bramea come miglior talento emergente lucano. Nel corso degli anni si aggiudica numerosi concorsi nazionali ed internazionali tra cui, nel 2017, si classifica primo nelle selezioni nazionali della Coupe Mondiale (CIA), uno dei concorsi più importanti nel mondo fisarmonicistico. Si esibisce frequentemente in concerti da solista e in formazioni cameristiche e ha seguito numerosi corsi di perfezionamento e masterclass con i migliori fisarmonicisti al mondo tra i quali: Yuri Shishkin, Frederich Lips, Vojin Vasovic, Franck Angelis, Milan Bjeletic, Jean Luc Manca e Alexander Dimitriev. Ma la musica è sempre stata tra le pareti di casa «grazie a mio padre, musicista anche lui. Mi ero avvicinato alla musica anche da piccolo suonando altri strumenti, ma è con la fisarmonica che è nata questa passione irrefrenabile» ci racconta Salvatore che in occasione della Giornata di celebrazione del ricordo delle vittime delle Foibe, ha portato la sua musica al Consiglio regionale della Basilicata dove si è parlato «del valore della conoscenza, del dovere del ricordo, della difesa degli ideali di libertà e di democrazia, del rispetto dei diritti, dell’affermazione della centralità della persona umana» come ha ricordato il presidente dell’Assemblea, Carmine Cicala. «La musica, come tutta l’arte in generale – ha asserito in merito all’evento il giovane talento- penso sia il mezzo migliore per trasmettere numerosi messaggi significativi. In occasione dell’anniversario delle foibe, essendo un tema molto forte a livello emotivo, volevamo trasmettere un messaggio di profonda riflessione su noi stessi e sugli altri. È stata una strana emozione: alcuni giorni prima mi ha contattato la collega Giovanna D’amato e mi ha proposto questo intervento musicale. Devo essere sincero, è stato stranissimo sia nel durante che dopo, non avendo mai suonato in un contesto simile. Esibirmi davanti alle personalità più importanti della mia regione, di fronte a tutte quelle telecamere ha suscitato in me emozioni molto forti ed intense». Successi che però non fermano la sua voglia di imparare, e nonostante i tanti impegni, Salvatore sta continuando gli studi: «mi sono iscritto ad un altro biennio, quello cameristico -e sollecitato sui progetti futuri ci anticipa- «In cantiere ho alcuni progetti con diverse ensemble, tra cui il quintetto di tango che ho fondato due anni fa, l’Euphoria quintet, con il quale vorremmo anche incidere un disco».

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