Le Cronache Lucane

Il Prof. EMANUELE TONDI ci descrive : FAGLIE ATTIVE e CAPACI a USSITA e CASTELSANTANGELO SUL NERA

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Prof Emanuele TONDI
Emanuele TondiUNICAM – Universita’ degli Studi di Camerino
FAGLIE ATTIVE E CAPACI A USSITA E CASTELSANTANGELO SUL NERA

FAGLIE ATTIVE E CAPACI A USSITA E CASTELSANTANGELO SUL NERA

Una Faglia Attiva e Capace (FAC) è una faglia che si è attivata almeno una volta negli ultimi 40.000 anni e che raggiunge la superficie topografica, producendo una frattura/dislocazione del terreno. Quando una FAC si attiva, genera un terremoto. A meno che non si tratti di una faglia asismica, ma non è il nostro caso. La Faglia del Vettore è una FAC, lo era prima che si riattivasse in superficie con i terremoti del 2016 e lo è ora, perché si riattiverà (generando un terremoto) e produrrà una frattura/dislocazione del terreno anche in futuro, speriamo il più lontano possibile. Precedentemente lo aveva fatto più di 2.000 anni fa, nel 443 AC (1).
La Faglia del Vettore fa parte di un sistema noto in letteratura come Sistema di Faglie del Monte Vettore-Monte Bove (2), espressione superficiale della faglia sismogenica che ha generato la sequenza sismica del 2016 (3, 4, 5). Il sistema si estende in superficie da Pescara del Tronto (a sud) fino a Cupi di Visso (a Nord).
In figura c’è la mappa degli effetti di superficie rilevati a seguito degli eventi sismici del 2016, in rosso quelli legati alle FAC, cioè le riattivazioni osservate lungo il Sistema di Faglie del Monte Vettore-Monte Bove, le foto mostrano le fratture/dislocazioni del terreno associate alle FAC (6).
Quello di cui si parla in questi giorni riguarda “La gestione del territorio in aree interessate da Faglie Attive e Capaci (FAC)”. È un aspetto importante, perché è possibile costruire affinché un edificio/infrastruttura resista ad un terremoto, ma se l’edificio/infrastruttura si trova sopra una FAC, verrà danneggiato comunque.
A Dicembre 2019, su incarico del Commissario Farabollini, Invitalia ha aperto una gara per l’affidamento di uno studio di approfondimento delle FAC in tutto il cratere 2016/2017, quindi non solo a Ussita e Castelsantangelo sul Nera.

Qui gli estremi del bando: https://gareappalti.invitalia.it/…/000213-2019/view/detail/1

Lo studio permetterà di definire le diverse zone associate alle FAC. Attualmente sono indicate le “Zone di Attenzione” (molto ampie, 400 metri attraverso la faglia) e, grazie allo studio di approfondimento, saranno definite le “Zone di Rispetto e di Suscettibilità” (più ristrette, fino ad un minimo di 30 metri a cavallo della faglia). Dopodiché si procederà a valutare gli aspetti urbanistici e abitativi esclusivamente delle zone di cui sopra.
Gli studi seguiranno le “Linee guida per la gestione del territorio in aree interessate da Faglie Attive e Capaci (FAC)”, dove viene descritta la procedura e i metodi per il loro studio, la relativa definizione delle zone e la disciplina d’uso, sia urbanistica che abitativa, delle zone individuate.

Qui trovate il link al documento: http://www.protezionecivile.gov.it/…/microzonazione-sismica…

CONSIDERAZIONI PERSONALI:
Si poteva fare prima? Certamente si, anche prima del terremoto, ma sarebbe stata “prevenzione” e sappiamo che non ci riesce molto bene.
Vogliamo guardare il lato positivo? Non si parte da zero, ci sono molti studi scientifici disponibili su queste FAC, si farà presto, la gara prevede 6 mesi di studio, diciamo fine estate 2020. Inoltre, è la prima volta che a livello governativo viene richiesto uno studio del genere, voluto espressamente dal Commissario Farabollini (l’ordinanza è del luglio 2019, pochi mesi dopo la sua nomina)

(1) Galli, P., Galderisi, A., Peronace, E., Giaccio, B., Hajdas, I., Messina, P., Pileggi D. Polpetta, F. 2019. The awakening of the dormant Mount Vettore Fault (2016 Central Italy Earthquake, Mw 6.6): Paleoseismic clues on its millennial silences. Tectonics, https://doi.org/10.1029/2018TC005326.
(2) Calamita, F., Pizzi, A. and Roscioni, M. 1992. I fasci di faglie recenti ed attive di M. Vettore – M. Bove e di M. Castello – M. Cardosa (appennino Umbro-Marchigiano). Studi Geologici Camerti, 1992/1, 81-95.
(3) Barchi, M., Galadini, F., Lavecchia, G., Messina, P., Michetti, A.M., Peruzza, L., Pizzi, A., Tondi, E., Vittori, E. 2000. Sintesi delle conoscenze sulle faglie attive in Italia Centrale: parametrizzazione ai fini della caratterizzazione della pericolosità sismica, CNR-Gruppo Nazionale per la Difesa dai Terremoti, Roma. 62 pp. https://emidius.mi.ingv.it/…/Barchi_et…/Barchi_Copertina.htm
(4) Tondi, E. and Cello, G. 2003. Spatiotemporal Evolution of the Central Apennines Fault System (Italy). Journal of Geodynamics, 36, 113-128. https://doi.org/10.1016/S0264-3707(03)00043-7.
(5) Chiaraluce, L., Di Stefano, R., Tinti, E., Scognamiglio, L., Michele, M., Casarotti, E., Cattaneo, M., De Gori, P. Chiarabba, C., Monachesi, G., Lombardi, A., Valoroso, L., Latorre, D., Marzorati, S. 2017. The 2016 Central Italy seismic sequence: A first look at the mainshocks, aftershocks and source models, Seismol. Res. Lett., 88(3), doi:10.1785/0220160221
(6) Civico, R., Pucci, S., Villani, F., Pizzimenti, L., De Martini, P.M., Nappi, R., & the Open EMERGEO Working Group 2018. Surface ruptures following the 30 October 2016 Mw 6.5 Norcia earthquake, central Italy. Journal of Maps, vol. 14, p. 151-160, ISSN: 1744-5647, https://doi.org/10.1080/17445647.2018.1441756.

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