Le Cronache Lucane

“UN MURO D’AMARE”: IL SANTUARIO DELL’ACQUA

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È stata una giornata importante per l’associazione murese di tutela e salvaguardia ambientale “Un Muro D’amare” il cui presidente, il dottor Carmine Sarcinella, in rappresentanza di tutta l’Associazione è stato in Senato a Roma in un pomeriggio dedicato al professore Franco Ortolani. Quello di Sarcinella è stato un intervento sui “Santuari dell’acqua” affinché la mozione del compianto professore diventi legge e difatti il presidente spiega: «In questa occasione si è sostenuta la legge sui Santuari che prenderà il suo nome e noi di “Un Muro D’amare” siamo stati presenti per sostenere la proposta e al contempo in segno di riconoscenza al professore che ci ha guidati lungo un importante cammino. La legge porterà il nome di Ortolani e il suo gruppo in parlamento la sosterrà all’unanimità. Il “Santuario” è per me come un figlio, Ortolani era la sua anima e adesso che non c’è più sento questa grande responsabilità con la speranza di riuscire a fare qualcosa di buono per le generazioni future» conclude il rappresentante dell’Associazione Murese.

“Il santuario dell’acqua dei Monti di Muro Lucano-Marzano-Ogna-Contursi Terme”, era definito un “monumento naturale” dallo stesso ordinario di geologia dell’Università di Napoli Federico II, Senatore della Repubblica e impegnato nella tutela della natura e della salute dei cittadini e l’Associazione di Muro Lucano intende portare avanti l’importante progetto. «La nostra Associazione ha come obiettivo la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale, paesaggistico, rurale, architettonico, storico ed eno-gastronomico nell’area nord-ovest della Basilicata e, nello specifico, nella bellissima Città di Muro Lucano -spiegano- sui cui monti è presente un importante acquifero carsico che eroga 4000 litri di acqua al secondo. Per tutelare e valorizzare questo acquifero, ben 15 comuni -4 lucani ed 11 campani- hanno deliberato, su proposta dell’Associazione “Un Muro D’amare” e del professor Ortolani, l’istituzione di un’area definita “Santuario” al fine di una tutela da tutte le attività potenzialmente inquinanti. La conoscenza degli acquiferi carsici è ancora tanto scarsa, purtroppo, che fino a pochi anni addietro è stato persino proposto di utilizzare le grotte per lo stoccaggio di rifiuti tossici e radioattivi. Purtroppo le aree carsiche hanno un’altra caratteristica che le rende ancora più vulnerabili: la presenza, nella zona di assorbimento, di una grande quantità di depressioni, inghiottitoi, pozzi e doline sembra ideale per farne delle comode discariche dove occultare tutto ciò che non serve più, a volte anche materiali assai pericolosi. Troppo spesso si dimentica o si finge di non sapere che in questo modo si inquina l’intero sistema carsico.

Poiché non sempre è noto il punto di risorgenza delle acque carsiche -conclude Un Muro D’amare- l’inquinamento prodotto nella zona di assorbimento può andare ad inquinare sorgenti distanti anche diversi chilometri, addirittura in valli adiacenti: il malcostume di chi vive nelle zone a quote più alte può causare a volte gravi problemi agli ignari abitanti del fondovalle».

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