Le Cronache Lucane

MORTE DI MARIA UNGUREANU: INCIDENTE PROBATORIO, ENNESIMO RINVIO, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: CASO CHIARO DA SUBITO

Concordo in pieno con le conclusioni del professor Francesco Introna, chiamato a pronunciarsi dalla procura di Benevento, il quale ha sostenuto che “la causa del decesso (di Maria) debba attestarsi in morte asfittica rapida per annegamento e, segnatamente avendo escluso la ricorrenza a favore di una ricostruzione diversa e compatibile con l’azione causale contestata agli indagati, tanto in considerazione dell’assenza di lesioni contusive a livello del capo e degli arti e pertanto dell’assenza di segni di combattimento con l’acqua o in acqua” in poche parole, Maria non è stata uccisa

Criminologa URSULA FRANCO
CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: CASO CHIARO DA SUBITO
La piscina dove è annegata Maria Ungureanu
Nel giugno 2016, Maria Ungureanu, 9 anni, è stata trovata senza vita nella piscina di un casale sito nel centro di San Salvatore Telesino, sul suo corpo i medici legali hanno riscontrati gli esiti di violenze sessuali croniche.
La piscina dove è annegata Maria Ungureanu

La procura ha inizialmente iscritto nel registro degli indagati Cristina e Daniel Ciocan.

Nel giugno 2018, il professor Francesco Introna, medico legale chiamato ad esprimersi sul caso, ha escluso l’omicidio e proprio in seguito alla sua consulenza la Procura di Benevento ha chiesto l’archiviazione per i fratelli Ciocan.

Nel gennaio 2019 il GIP Flavio Cusani ha archiviato la posizione della sorella di Daniel, Cristina Ciocan, imposto alla procura di Benevento l’iscrizione nel registro degli indagati dei genitori di Maria, Marius e Andrea Elena Ungureanu e il prosieguo dell’attività investigativa per altri sei mesi. Marius e Andrea Elena Ungureanu sono difesi dall’avvocato Fabrizio Gallo, i cui consulenti sono la famosa biologa Marina Baldi e la ancor più famosa psicologa Roberta Bruzzone.

Daniel Ciocan è difeso dall’avvocato Salvatore Verrillo, del team difensivo fanno parte il medico legale Fernando Panarese e la criminologa Ursula Franco.

Nel giugno 2019, l’avvocato Salvatore Verrillo ha presentato un’istanza di avocazione dell’inchiesta alla Procura generale di Napoli. Ieri l’udienza nella quale avrebbero dovuto deporre i periti del GIP in merito alla riesumazione è stata rinviata al 24 marzo.

Nel luglio 2016, a un mese dalla morte di Maria Ungureanu, i RIS di Roma hanno isolato lo sperma di Marius Ungureanu su una maglietta in uso esclusivo a Maria e sulla coperta del suo lettino e proprio in merito alla posizione dei genitori di Maria Ungureanu, sulla base di questa risultanza e di intercettazioni incriminanti i giudici del Tribunale del Riesame di Napoli e quelli della Cassazione si erano così espressi:

“Sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per ciò che concerne gli abusi sessuali”
Genitori di Maria Ungureanu

Mentre, nel dicembre 2017, i giudici della Corte Suprema di Cassazione avevano così concluso: “(…) omissione da parte del PM della valutazione probatoria in relazione all’accertata presenza di liquido seminale del padre della vittima sulla maglietta/reperto 27 (…) il pregiudizio aveva ispirato l’indagine e che un “colpevole” era stato suggerito fin dall’inizio dalla madre della bambina che aveva espresso labili sospetti sul Ciocan; che anzi sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per quanto concerne gli abusi sessuali (…) come fossero state trascurate importanti ipotesi investigative e come ci si fosse fidati senza alcun controllo delle dichiarazioni rese da Marius Ungureanu, pur a fronte di elementi preoccupanti quali le tracce di sperma appartenenti al predetto rinvenute su una maglietta e su una copertina sequestrate e il tenore di alcune conversazioni registrate (…)”.

Nel gennaio 2019, l’ex giudice del Tribunale del Riesame di Napoli, Nicola Quatrano, che si è occupato del caso, in merito alla causa di morte di Maria, ha dichiarato: “Non è successo quello che la Procura di Benevento riteneva fosse successo” e riguardo alle violenze sessuali che la bambina subiva: “Era un aspetto della questione che non è stato approfondito in quest’ansia di trovare degli elementi di prova contro le persone che si era deciso fossero colpevoli”

Padre e Madre di Maria Ungureanu
Maria Ungureanu
L’udienza che si sarebbe dovuta tenere ieri e nella quale avrebbero dovuto deporre i periti del GIP in merito alla riesumazione è stata rinviata al 24 marzo 2020
Criminologa Ursula Franco: “Non c’è più nulla da scoprire, il caso Ungureanu è ormai un caso chiuso. La verità è negli atti d’indagine e nelle motivazioni delle sentenze del Riesame e della Cassazione.

Concordo in pieno con le conclusioni del professor Francesco Introna, chiamato a pronunciarsi dalla procura di Benevento, il quale ha sostenuto che “la causa del decesso (di Maria) debba attestarsi in morte asfittica rapida per annegamento e, segnatamente avendo escluso la ricorrenza a favore di una ricostruzione diversa e compatibile con l’azione causale contestata agli indagati, tanto in considerazione dell’assenza di lesioni contusive a livello del capo e degli arti e pertanto dell’assenza di segni di combattimento con l’acqua o in acqua” in poche parole, Maria non è stata uccisa.

Per quanto riguarda Daniel Ciocian, i RIS di Roma hanno isolato DNA da contatto su un pantaloncino di Maria, un reperto che è compatibile con la frequentazione da parte di Daniel di casa Ungureanu e che non è databile, il DNA da contatto potrebbe infatti essersi depositato sui pantaloncini di Maria attraverso un vettore, come può esserlo una sedia, un tavolo o un qualsiasi altro oggetto venuto in contatto con il Ciocan, e questo anche dopo la sua morte.

La nuova autopsia non serve a nulla perché non è umanamente possibile stabilire con esattezza l’ora della morte 

Maria è morta mentre si trovava in compagnia di un’amica, è a lei che gli inquirenti dovrebbero chiedere che ore fossero quando Maria annegò davanti ai suoi occhi, mentre, per quanto riguarda le violenze che Maria subiva, non solo nulla hanno a che fare con la sua morte, che è stata accidentale, ma il nome dell’autore di quegli abusi sessuali è agli atti dal luglio 2016.

Daniel Ciocan

È venuto il momento che Daniel Ciocan torni a condurre una vita normale, perché non solo non è suo lo sperma trovato sulla maglietta in uso esclusivo a Maria e sulla coperta del suo lettino, ma il Ciocan non incontrò più la Ungureanu dopo averla accompagnata a casa intorno alle 20.00 del 19 giugno 2016, né si trovava a San Salvatore Telesino quando la bambina affogò, le analisi effettuate sulle celle telefoniche e sul GPS parlano chiaro, Daniel era a Castelvenere.

URSULA FRANCO : “I fatti sono immarcescibili, non cambiano con il passare degli anni”

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