Le Cronache Lucane

RIONERO, COI MORTI PROFITTI ILLECITI MILIONARI

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La Procura di Potenza ha stanato, grazie alla denuncia coraggiosa di un imprenditore, l’ennesimo rapporto corruttivo tra pubblica amministrazione e privati. Nel mirino: la gestione dei servizi cimiteriali a Rionero in Vulture. Sei le ordinanze di misure cautelari. Trasferiti in carcere Emilio Aiuola, il capofamiglia ras del settore, dal Cimitero alle pompe funebri,  e Angelo Napolitano, funzionario dell’Ufficio vivibilità del Comune di Rionero. Ai domiciliari Lorenzo Di Lucchio, Amedeo Colangelo e Nicola Biagio Cratere. Mentre interdetta per un anno dall’attività imprenditoriale Carmela Aiuola. In quasi 20 anni di illegittima gestione del cimitero locale, dal primo appalto del 2002 prorogato sine die, sono stati stimati profitti illeciti per cifre milionarie. Le indagini sono scattate nel 2018. In pochi mesi di intercettazioni, accertate, per l’accusa, una pluralità di reati tra cui oltre che la corruzione e l’abuso di ufficio anche soppressione e occultamento di cadavere per le estumulazioni illecite. Per avere la disponibilità dei loculi, che venivano venduti in nero a prezzi triplicati, gli stessi venivano liberati dai resti delle salme che sono stati gettati poi in vere e proprie fosse comuni. Fosse comuni che la Procura individuerà per restituire ai familiari dei defunti, che saranno identificati tramite Dna, i loro resti. Attraverso una rete di connivenza e complicità all’interno del Comune, alimentata da rapporti corruttivi, un ben determinato gruppo di società tutte facenti capo alla famiglia Aiuola di Rionero, riuscivano ad ottenere e raggiungere una consolidata posizione monopolistica nel settore degli appalti pubblici comunali e nella gestione del cimitero comunale. In più la famiglia Aiuola aveva replicato lo schema, attraverso una controllata, anche in Puglia a Orta Nova in provincia di Foggia. Gli episodi corruttivi lucani, hanno detto gli inquirenti, erano svariati: dalle mazzette di soldi in contanti, ai lavori gratuiti nelle case fino alla fornitura di beni e servizi quali la disponibilità di una macchina o il dono di cassette di frutta. Il tutto era possibile grazie a una opacità amministrativa e a una gestione volutamente caotica del cimitero che di fatto, per l’accusa, permetteva ad Aiuola di avere carta bianca su tutto. In più grazie anche alla complicità all’interno del Comune di Rionero che indirizzava gli utenti verso Aiuola o le società, per l’accusa, da lui controllate anche con prestanome.

Le misure cautelari:

Aiuola Emilio  nato a  Rionero in Vulture il 23/06/1955 (carcere)
Napolitano Angelo nato a  Rionero in Vulture il 29/01/1959 (carcere)
Colonna Damiano nato a Orta Nova il 16/09/1959 (carcere)
Di Lucchio Lorenzo nato a   Rionero in Vulture il 25/09/1969  (arresti
domiciliari)
Colangelo Amedeo  nato a   Rionero in  Vulture il  08/02/1964  (arresti
domiciliari)
Cratere   Nicola   Biagio   nato   a   San   Severo  il   03/02/1963   (arresti
domiciliari)
Aiuola  Carmela  nata  a  Melfi il  14/03/1980  (divieto  temporaneo  di
esercitare attività imprenditoriale per mesi 12)

 

 

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Ferdinando Moliterni

3807454583

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