Le Cronache Lucane

MARIA UNGUREANU ~ 10 DICEMBRE 2019 ~ INCIDENTE PROBATORIO, CRIMINOLOGA ELISABETTA SIONIS: LA RICOSTRUZIONE DEL TEAM DIFENSIVO DEI CIOCAN È SOSTENUTA DALLE RISULTANZE INVESTIGATIVE

Spesso la verità è molto più semplice di quanto pensiamo: Maria è morta per un incidente mentre tentava di lavare i segni dell’abuso e cercare un attimo di spensieratezza che, a causa del suo terribile segreto, le era stata da tempo negata

CRIMINOLOGA ELISABETTA SIONIS

Il 10 dicembre 2019 si terrà l’incidente probatorio disposto in seguito alla seconda autopsia effettuata sui resti di Maria Ungureanu, la bimba di 9 anni di nazionalità romena, trovata senza vita nel giugno 2016 nella piscina di un resort sito nel centro di San Salvatore Telesino, un piccolo paese in provincia di Benevento.

La piscina dove è annegata Maria Ungureanu

La procura aveva da subito indagato Cristina e Daniel Ciocan.

Nel giugno 2018, il professor Francesco Introna, medico legale chiamato ad esprimersi sul caso, ha escluso l’omicidio e proprio in seguito alla sua consulenza la Procura di Benevento ha chiesto l’archiviazione per i fratelli Ciocan.

Ben nove giudici si erano peraltro espressi circa l’estraneità dei fratelli Ciocan ai fatti reato.

Nel gennaio 2019 il GIP Flavio Cusani ha archiviato la posizione della sorella di Daniel, Cristina Ciocan, imposto alla procura di Benevento l’iscrizione nel registro degli indagati dei genitori di Maria, Marius e Andrea Elena Ungureanu e il prosieguo dell’attività investigativa per altri sei mesi.
Genitori di Maria Ungureanu
Marius e Andrea Elena Ungureanu sono difesi dall’avvocato Fabrizio Gallo, i cui consulenti sono la famosa biologa Marina Baldi e la ancor più famosa psicologa Roberta Bruzzone.
Del team difensivo di Daniel Ciocan fanno parte l’avvocato Salvatore Verrillo, il medico legale Fernando Panarese e la criminologa Ursula Franco.
CRIMINOLOGA ELISABETTA SIONIS

Abbiamo sentito sul caso il parere della criminologa clinica Elisabetta Sionis. La Sionis è esperta in psicologia giuridica.

In veste di criminologa e docente, per circa 20 anni, ha collaborato con l’amministrazione penitenziaria in Sardegna.

La Sionis è nota alle cronache soprattutto per essere consulente della famiglia Piredda nel caso Piredda/Pitzalis.

– Dottoressa Sionis, che idea s’è fatta sul caso Ungureanu?

Ho seguito la vicenda sui media e concordo appieno con la ricostruzione del team difensivo dei fratelli Ciocan. Le determinazioni alle quali sono giunti i nove giudici, che sino ad oggi hanno escluso qualunque coinvolgimento dei fratelli Ciocan nel decesso della bimba, così come la disamina della dottoressa Franco, sono sostenute dalle granitiche risultanze investigative e dall’autorevole parere del medico legale, professor Francesco Introna che ha certificato l’assenza di qualunque segno riferibile ad una azione omicidiaria.

La dottoressa Franco, già all’indomani della morte di Maria, aveva segnalato un’ipotesi criminodinamica e fattuale alternativa a quella della procura di Benevento, indicando la bipolarità secondo cui andava esaminato il complesso caso giudiziario ovvero, separando l’evento morte dai reiterati abusi sessuali ai quali era sottoposta Maria.

Vede, non solo non vi sono segni sul cadavere riferibili ad una azione omicidiaria ma si può facilmente escludere che un aggressore sessuale organizzato denudi la propria vittima per simulare un incidente.

Va escluso, altresì, il delitto d’impeto perché in questo caso la bimba sarebbe stata ritrovata vestita.

Peraltro, le vittime di questo genere di abusi tendono a lavarsi anche compulsivamente nel vano tentativo di purificarsi dalle torbide attenzioni subite, pertanto, non è da escludere che Maria si sia recata nel resort per un bagno purificatore che non avrebbe potuto effettuare a casa, se quella era il luogo dell’abuso.

Era estate, c’era caldo, i bimbi adorano le piscine.

Ha riposto i vestitini che avrebbe indossato dopo il bagno, ma è annegata.

Spesso la verità è molto più semplice di quanto pensiamo: Maria è morta per un incidente mentre tentava di lavare i segni dell’abuso e cercare un attimo di spensieratezza che, a causa del suo terribile segreto, le era stata da tempo negata.

 

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