LA GIUNTA DELLE PROROGHE, CON FALSO GIALLO

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Come anticipato da Cronache Lucane, la Giunta Bardi ha differito al 31 gennaio 2020 i contratti dei dirigenti esterni e di quelli provenienti da altra amministrazione, scaduti ormai da tempo e mantenuti in servizio presso la Regione con delibere di proroghe su proroghe, nonostante la legge vieti espressamente la possibilità di reiterazione per gli incarichi dirigenziali oltre la durata del loro conferimento. La stessa Corte dei Conti oltre a contestare già l’assunzione di 22 profili, compreso l’attuale dirigente del personale, Gerardo Travaglio, effettuate in violazione di legge e per le quali non ha rilasciato la parifica, ha più volte richiamato la Regione Basilicata al rispetto normativo anche in materia di durata che di conferimento degli stessi incarichi dirigenziali. Eppure era stato lo stesso Presidente Bardi, intervenendo il 4 luglio all’udienza della Corte dei Conti per il Giudizio di parificazione per il 2017 a rassicurare i magistrati contabili sulle «azioni che dovranno essere messe in atto per conseguire l’equilibrio e la sostenibilità tendenziale di bilancio, anche tenendo conto degli esiti della parifica e delle osservazioni» ed a dichiarare proprio sul personale l’impegno di «far ripartire una nuova fase di rinnovamento delle risorse umane, anche al fine di consentire ai giovani lucani qualificati di avere una possibilità nel proprio territorio e partecipare pienamente al suo sviluppo, concorrendo al riassorbimento del precariato e della cosiddetta fuga di cervelli verso altri territori».
Buone intenzioni a cui non sono di certo seguiti i fatti annunciati e che faranno trasmettere un esposto alla Corte dei Conti da parte della Uil-Fpl.
La seduta di Giunta si è colorata anche di un falso giallo che la dice lunga sulle guerra burocratica che sottotraccia sta facendo perdere sonni tranquilli al governatore. Pare che il capo di gabinetto, Fabrizio Grauso, indispettito dal comunicato sindacale abbia chiesto, con fare quasi investigativo, chi fosse la fonte della notizia della delibera di proroga dei dirigenti. Francamente pare il segreto di Pulcinella. Piuttosto che fare attività d’intelligence, il capo di gabinetto quantomeno dovrebbe aver letto la delibera numero 680 del 30 settembre 2019 “Rinnovo degli incarichi dirigenziali. Ulteriori disposizioni” in cui si legge testualmente di “dare mandato ai dirigenti generali di provvedere, entro e non oltre il 20 ottobre p.v. alla predisposizione di una proposta di rideterminazione degli uffici dirigenziali da sottoporre, previa informativa alle organizzazioni sindacali, all’approvazione della Giunta, quale atto necessario e propedeutico all’emanazione degli avvisi” ed al punto successivo che gli incarichi dirigenziali restano in essere “sino e non oltre il 30.11.2019”. Punti sostanzialmente disattesi dalla Dgr di sabato.

La furia del capo di gabinetto Grauso nasce dalle dure parole utilizzate dalla Uil nel commentare la vicenda sull’ennesima proroga ai dirigenti.  «Sono passati sette lunghi mesi dall’insediamento del governo regionale ma nulla è cambiato sulle politiche del personale». Sono queste le parole di Giuseppe Verrastro e Antonio Guglielmi della segreteria regionale della Uil Fpl che avrebbero fatto “infuriare” di più Grauso. Il capo di gabinetto avrebbe “interrogato” i suoi per comprendere come la notizia sulla delibera di Giunta per approvare le proroghe sia trapelata al di fuori dei palazzi di via Verrastro. Notizia che lo avrebbe portato necessariamente a correre ai ripari. L’attacco sferrato dalla Uil è di quelli duri, considerato che rimarca tutti i passaggi che avrebbero portato secondo il sindacato «a prorogare illegittimamente i dirigenti regionali con contratto a tempo determinato, in aperta violazione delle norme che vietano espressamente la plurima reiterazione degli incarichi dirigenziali al di fuori della durata temporale stabilita all’atto del loro conferimento e nonostante la Corte dei Conti, a più riprese, documentali e pubbliche, abbia osservato anomalie nella gestione del personale dirigenziale sia in termini di durata che di presupposti». Il sindacato nell’elencare tutte le mosse adottate dagli uffici regionali riporta anche come la stessa Corte dei Conti sul rendiconto 2017 «proprio in materia di personale ha rivolto l’eccezione alle assunzioni effettuate nel 2017. L’ennesima proroga ai dirigenti regionali è ancora più inspiegabile alla luce della Dgr 680 del 30 settembre in cui si stabiliva che entro e non oltre il 20 ottobre si sarebbe dovuto provvedere alla predisposizione di una proposta di rideterminazione degli uffici con emanazione degli avvisi per dirigenti interni ed esterni». I sindacalisti infatti si chiedono come mai la riorganizzazione degli uffici si sia bloccata. E perché mai non si consente, attraverso avviso pubblico, un ricambio generazionale che offrirebbe trasparenti opportunità di selezione democratica anziché perseverare nella tutela di posizioni dirigenziali scadute ormai da tempo e prorogate contro le possibilità di legge. Per tutto questo la Uil Fpl annuncia che «trasmetterà gli atti della proroga ai dirigenti congiuntamente alla Sezione di Controllo e della Corte dei Conti». Insomma, una vicenda sicuramente non destinata a concludersi tanto facilmente.

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