A POTENZA IL PRESIDENTE UNICEF ITALIA

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Studenti e studentesse della Basilicata hanno incontrato il Presidente dell’UNICEF Italia Francesco Samengo e i rappresentanti delle istituzioni del territorio in occasione dell’evento regionale organizzato a Potenza dal Comitato regionale per l’UNICEF della Basilicata su “La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, 30 anni a tutela e difesa dei diritti dei bambini, delle bambine, degli adolescenti. La Basilicata una regione in rete per l’UNICEF”.

Di seguito, l’intervento tenuto dal Presidente. «In questi giorni stiamo celebrando il trentennale della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il trattato in materia di diritti umani maggiormente ratificato al mondo.

Chiediamo a tutti che il trentennale della Convenzione non sia solo un momento celebrativo, ma che vengano presi impegni concreti per realizzare i diritti di tutti i bambini e tutte le bambine» ha dichiarato il Presidente nazionale.  «A questo proposito, vorrei ricordare, tra gli esempi positivi di attività a favore dei diritti dei bambini, la recente firma del Protocollo di intesa  “Liberi di Scegliere” tra Università Mediterranea, Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria, Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria e UNICEF Italia, a supporto dell’omonimo progetto – ideato per aiutare e accogliere madri e minorenni che vogliano uscire dal circuito mafioso – tramite la costruzione di percorsi individualizzati di recupero/educazione alla legalità per i giovani e i giovanissimi coinvolti in provvedimenti giurisdizionali, per aiutare loro – e i nuclei familiari disponibili – a realizzare un autonomo progetto di vita esistenziale e lavorativa.

Dal 1989 -conclude Samengo- abbiamo compiuto progressi straordinari per i bambini e i ragazzi, come ad esempio il dimezzamento della mortalità infantile sotto i 5 anni e quella dei bambini che soffrono di malnutrizione. Tuttavia, non possiamo ancora dirci pienamente soddisfatti. Troppi bambini e adolescenti, anche in Italia, non vedono i propri diritti pienamente realizzati»

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