CARMEN TONTO in diretta radio ha offeso VANIA MENTO e 10milioni di DONNE affette da ENDOMETRIOSI (solo) in EUROPA

Condividi subito

CHI È CARMELINA TONTO ?

Carmen Di Pietro, nome d’arte di Carmela Tonto (Potenza, 24 maggio 1965), è una showgirl, conduttrice radiofonica ed ex modella italiana
Carmela Tonto, in arte Carmen di Pietro, nasce a Potenza il 24 maggio 1965 da papà Donato (ferroviere) e da mamma Emma

Ha due fratelli, Vito e Giuseppe, e una sorella, Maria, venuta a mancare a soli tre anni.

Baragiano e Bella, due piccoli paesi della Basilicata dove tutti la chiamavano e la chiamano Carmelina, sono la culla della sua infanzia. Per esigenze lavorative del papà, Carmen si trasferisce prima a Bologna dove frequenta l’asilo e successivamente a Salerno.

A Salerno frequenta le scuole elementari e superiori, trascorrendo sempre le sue vacanze estive a Baragiano dai nonni paterni e a Bella dai nonni materni.

Consegue il diploma di scuola superiore all’Istituto Magistrale Regina Margherita nel 1983.

Dopo essere andata via da Salerno, ha cominciato a fare provini in giro per l’Italia, vivendo con pochissimi soldi e dormendo nei treni. Successivamente vive tra Londra, Roma, Milano, Parigi e Madrid, dove lavora come modella.

Ha raggiunto la popolarità nei primi anni novanta grazie alle sue partecipazioni televisive con Gianni Ippoliti, su RAI 1 con Le sfumature di Ippoliti e su RAI 3 con Spazio Ippoliti.

Dopo l’affermazione come attrice in diversi spettacoli teatrali e pellicole cinematografiche Carmen ha anche lavorato come conduttrice in diverse trasmissioni televisive locali.

Sale alla ribalta delle cronache per avere dichiarato, nel 1997, che una delle protesi del seno era esplosa in un viaggio aereo a causa della pressurizzazione della cabina.

Matrimonio con Sandro Paternostro 
Il 17 giugno 1998 dopo 5 anni di fidanzamento Carmen Di Pietro sposa Sandro Paternostro, storico corrispondente Rai da Londra e personaggio che ha segnato la storia del giornalismo e della televisione italiana.

Il matrimonio fece clamore per l’enorme differenza di età: lui aveva infatti 76 anni, mentre lei soltanto 33.

L’evento fu ripreso da testate giornalistiche ed emittenti televisive di tutto il mondo.

Ciò che fece innamorare da subito la showgirl, per suo stesso dire, fu “il mix di umorismo inglese e di irruenza siciliana, nonché lo charme e la grande cultura di Sandro, che lui intelligentemente non ostentava mai”

Il matrimonio venne celebrato nonostante l’ostilità dei figli di primo letto di Paternostro: Roberto e Alessandra.

In seguito Neri Parenti li chiamò ad interpretare il ruolo di loro stessi nel film commedia Paparazzi del 1998.

Dopo Sandro Paternostro 
Rimasta vedova il 23 luglio 2000 Carmen per molto tempo non si è voluta sposare per non perdere la cospicua pensione di reversibilità del defunto marito.

Successivamente, all’età di 36 anni, diventa mamma di Alessandro e, a 43, di Carmelina. Entrambi i figli sono frutto della relazione con il suo compagno, Giuseppe Iannoni.

Il 28 febbraio 2015 la coppia riceve una benedizione religiosa, con rito cattolico sia in una chiesa di Roma e in una chiesa di Londra.

Nel giugno del 2017 la showgirl si separa definitivamente da Giuseppe Iannoni.

La carriera artistica di Carmen Di Pietro inizia al Teatro La Chanson di Roma come soubrette nello spettacolo Italian Beauty.

Seguiranno varie stagioni teatrali da showgirl, fino a calcare le scene del Teatro Ariston di Sanremo nello spettacolo di cabaret Il Diavolo sveste Prodi, con l’autore e regista Claudio Natili (2007).

È tra gli interpreti del film commedia italiano del 1987 Quelli del casco, diretto da Luciano Salce, e nel 1988 è nel cast del film Snack Bar Budapest di Tinto Brass.

Nel 1991 è protagonista del film Ossessione fatale di Joe d’Amato e riveste un ruolo da comprimaria nel thriller Belle da morire per la regìa di Riccardo Sesani; nel 1993 è nel cast di Abbronzatissimi 2 – Un anno dopo di Bruno Gaburro; nel 2016 CREED’C per la regia di Francesco Cippone e Lucky Dario Fortunato

Nel 1996 affianca Lino Banfi in Viva la Radio, uno spettacolo di varietà in tour nelle principali piazze italiane, trasmesso in diretta da Rai Radio 2. Nel 1995-1996, con le canzoni Tocalo tocalo (Sony Music) e La Fiesta (entrambe scritte da Cristiano Malgioglio), Carmen partecipa come showgirl in alcuni programmi delle tv spagnole TVE 1 e Telecinco. Seguiranno altre presenze televisive, che andranno ad aumentare la fama della soubrette italiana in tutta la Spagna.

Nel 2015, poco dopo aver compiuto il mezzo secolo d’età, ha realizzato un calendario sexy – sotto la supervisione del fotografo Bruno Oliviero – il cui ricavato devoluto in beneficenza ?

RADIO : Dal 3 settembre 2018 è co-conduttrice della trasmissione radiofonica Morning Show in onda ogni mattina su Radio Globo, un’emittente locale romana.

Si occupa della rubrica “Chiedilo a Carmen”, dove i radioascoltatori pongono alcune domande di cultura generale alla Di Pietro , la quale risponde in maniera fantasiosa e fuori contesto.
CARMELINA TONTO

Questa è solo una delle frasi sconvolgenti dette dalla showgirl: 

“Per lei (l’endometriosi) è una malattia, per me no perché la mestruazione è una cosa fisiologica”

 

VANIA MENTO : Grazie grazie grazie. Nessuno mi farà stare zitta ♥️

Ascoltate la mia telefonata di stamattina con Radio Globo. Diffondetela, taggate, aiutateci a far capire quanta ignoranza ci sia in questa trasmissione che va in diretta tutte le mattine.
È vergognoso il modo in cui sono stata trattata dai conduttori del programma.
L’ #endometriosi esiste !!!!

E ricordate che la voce di una è la voce di tutte 🌻
https://www.facebook.com/100002257494501/posts/2629745593777331?sfns=mo


FONDAZIONE ITALIANA ENDOMETRIOSI
In riferimento ai fatti accaduti su Radio Globo esigiamo delle scuse ufficiali da chi ha trattato un argomento delicato con totale insufficienza e disinformazione.
Se si fa comunicazione bisogna informarsi correttamente.

L’endometriosi è una malattia grave, l’ignoranza è molto più grave dell’endometriosi
#lendometriosiesiste
VANIA MENTO

VANIA MENTO
Sapete qual è il significato esatto della parola “attivismo” ?
“L’attivismo è un’attività finalizzata a produrre un cambiamento sociale o politico ed è spesso intesa anche come sinonimo di protesta o dissenso “.
Ecco. Io sono un’attivista.
Da un paio di anni conduco una battaglia energica e positiva per far sì che l’ #endometriosi non sia più una patologia sconosciuta ed invisibile.
L’endometriosi mi è stata diagnosticata nel 2012, dopo anni di dolore e diagnosi errate.
Non conoscevo questa malattia e in attimo sono stata catapultata in un vortice di visite, esami invasivi, interventi. Uno shock.
Ricordo due cose più di tutte: lo smarrimento e la paura.
Lo smarrimento perché ignoravo cosa fosse l’endometriosi e mai avrei immaginato di dovermi sottoporre ad un intervento chirurgico così importante.
La paura, anzi: il terrore perché capii subito che la mia vita sarebbe cambiata per sempre e probabilmente avrei dovuto rinunciare a progetti, avrei visto sogni infrangersi e desideri non realizzarsi.
Il 26 febbraio 2013 è stato il giorno del mio intervento, la data che io chiamo “lo spartiacque” tra le mie due vite, prima e dopo.
Resezione intestinale con stomia provvisoria, asportazione ampolla rettale, resezione vescica, asportazione parziale di utero, vagina, uretere sx, legamenti sacrali, neurolisi, raschiamento osso sacro, coma indotto.
È cambiato tutto da allora.
Ho impiegato circa due anni per ritornare ad una parvenza di “normalità”, visto che nel frattempo mi è stato inserito anche un neuromodulatore sacrale per tentare di riattivare le funzioni dei miei nervi sacrali, irreparabilmente lesionati dalla malattia.
Sapete qual è stata la cosa che ho fatto di più in quei due anni ? Ho pensato. Tanto. Non potete neanche immaginare quanto.
Ho pensato che mi sentivo sola. Troppo sola.
Ho pensato che mi sentivo incompresa.
Ho pensato che non fosse giusto dover spendere un sacco di soldi per essere seguita in un centro specializzato a 250 chilometri da casa.
Ho pensato che fosse umiliante il trattamento che ricevevo sul posto di lavoro, il mobbing, le risatine, i dispetti, i mesi isolata, chiusa in archivio perché “prendevo questa malattia un po’ troppo sul serio”.
Allora ho deciso che avrei trasformato il mio dolore in qualcosa di utile, di positivo.
E ho iniziato a scrivere, a raccontare.
E la gente ha iniziato a leggermi. E a condividere le mie parole. Perché io scrivo con il cuore e le donne si immedesimano nei miei post perché la mia storia è anche la loro storia.
La mia storia è, purtroppo, simile a decine e decine di storie di donne affette da endometriosi ed è per questo che va raccontata. Perché non si può più ignorare e sottovalutare una patologia che colpisce circa tre milioni di donne in Italia.
Noi donne affette da endometriosi abbiamo il diritto di essere ascoltate, supportate e tutelate.
Ecco, io ringrazio l’endometriosi perché mi ha reso una persona migliore, mi ha indirizzata verso il mio scopo, che è la sensibilizzazione nei confronti di questa malattia.
Allora sì….. sono un’attivista dell’endometriosi.
E sono fiera di esserlo.
Oggi ancora di più 👊🏻👊🏻👊🏻

E ricordate che la voce di una è la voce di tutte

I COMMENTI A CALDO :

#realMENTE mi dite ma solo con #RIScontri concreti senza #GOSSIProsa che cosa capisce la CARMEN non solo di ENDOMETRIOSI?
chi la paga per starnazzare con oche giulive in diretta radio ?
Per trattare temi seri et problemi che interessano oltre 3milioni di DONNE solo in ITALIA 🇮🇹 ed oltre 10milioni in EUROPA non basta una soubrette con seno finto et #MENTEconTORTA #sapevatelo2019 #realMENTE avete fatto una figura di merda 💩 oltre il GLOBO 🌎! #iostoconVANIA


MILE NA
La lettera che ho invitato ad Odiare ti costa in merito all’accaduto a Radio Globo… Perché un fatto del genere non può rimanere i silenzio.
Vania, spero che possa servire…

“Buongiorno Caty, buongiorno Maura,
mi chiamo Milena e vi scrivo per segnalarvi un fatto increscioso occorso due giorni fa durante una puntata del talk radiofonico di Carmen Di Pietro a Radio Globo.
La Signora Di Pietro ha avuto un’accesa discussione con una radioascoltatrice sull’argomento della puntata, ovvero le donne col ciclo e il fatto che sia motivo di assenteismo sul posto di lavoro.
L’ascoltatrice ha provato a spiegare di non fare di tutta un’erba un fascio, che esistono malattie invalidanti che, può capitare, rendano difficoltoso e a volte impossibile in alcuni giorni recarsi sul posto di lavoro.
La signora è stata derisa, insultata, dicendo che una donna non è degna di essere definita tale se sta a casa dal lavoro col mal di pancia e non le hanno permesso di spiegare anzi, la radio ha pubblicato sui social lo spezzone della telefonata di cui vi allego link
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10156803476971444&id=53420726443&anchor_composer=false
dove, ovviamente, i commenti denigratori non sono mancati
(“siete patetiche”, “siete delle piagnone” e tanto altro).
Ieri una mia conoscente ha telefonato in radio per poter parlare di questa malattie invalidanti.. Niente, stessa storia, derisione e cornetta sbattuta in faccia.
Io mi sento profondamente offesa.
Io sono 1 su 10, una delle 3 milioni di donne, solo in Italia affette da endometriosi e non sono meno donna o non mi vergogno di esserlo perché ho dovuto stare a casa quando per le mestruazioni non riuscivo ad alzarmi dal letto, quando i dolori dell’ovulazione erano talmente forti da non bastarmi 4 antidolorifici al giorno.
Chi ci deride non conosce l’endometriosi, probabilmente la reputa la scusa per il “ciclo doloroso”.
Io a causa dell’endometriosi ho subito la perdita di organo, a causa dell’endometriosi ho perso il mio utero quattro mesi fa e la possibilità, a 39 anni, di avere figli.
L’endometriosi mi ha attaccato l’intestino, ha creato un groviglio di aderenze nel mio addome, mi ha fatto perdere un legamento.
L’endometriosi non è il “mal di pancia” da ciclo, è una patologia altamente invalidante e, soprattutto, CRONICA per la quale, nel 2019 quasi 2020, ancora non esiste cura.
Io non mi vergogno di questo, di aver dovuto mettermi in malattia quando strisciavo sul pavimento dai dolori, quelli che si dovrebbero vergognare, non sono le donne che per le motivazioni più disparate, stanno male, ma loro che le accusano di essere meno donne e di non valere nulla.
Scusate il papiro ma, ricordando il discorso di Caty al 9 muse (ero presente in sala… Sei stata magnifica!), mi siete venute subito in mente voi…
Grazie per avermi letta,
Un abbraccio Milena”
Oltre alle parole, bisogna fare i fatti…

SIMONA NOCERINO
SANITÀ M5S: CARMEN DI PIETRO OFFENSIVA SU ENDOMETRIOSI
Roma, 29 nov – “Abbiamo avuto la sfortuna di ascoltare ciò che è andato in onda ieri mattina su Radio GLOBO con Carmen Di Pietro che ha sostanzialmente insultato tutte le persone affette da qualsiasi malattia.
Carmen Di Pietro prima ha sostenuto che l’endometriosi (‘endometria o come cavolo si chiama’, per usare le sue parole) non esiste perché ‘il ciclo mestruale è una cosa naturale’ spingendosi poi a dire che le donne affette da endometriosi non devono lavorare nello Stato. La Di Pietro ha usato toni offensivi contro una donna che, in collegamento telefonico con la radio, cercava di spiegare cosa comporta la malattia. Dunque, secondo la Di Pietro le persone che sono affette da una malattia non possono lavorare nello Stato. Il livello di discriminazione che ha raggiunto la trasmissione è drammatico. L’endometriosi colpisce oltre 3 milioni di donne ed è allucinante che una radio seguita da tante persone dia spazio a questo livello di ignoranza. Ben vengano la libertà di parola e di espressione, ma quando si arriva a insultare persone affette da patologie è necessario fermarsi. Esprimiamo la più totale vicinanza a tutte le donne affette da endometriosi”
Così, in una nota congiunta, le senatrici del MoVimento 5 Stelle Simona Nocerino ed Elisa Pirro.

*

Sono Vania, sono malata di endometriosi, ho i capelli rosa e #lottoesorrido .

Adesso vi spiego perché ho lottato e lotto tantissimo ma nonostante tutto sorrido. 🙂

L’endometriosi mi è stata diagnosticata nel 2012, quando ormai era ad uno stadio avanzatissimo, tant’è che sono stata operata d’urgenza e il mio intervento è stato molto complicato (è durato sei ore con resezione intestinale con stomia provvisoria, asportazione ampolla rettale, resezione vescica, asportazione parziale di utero e vagina e uretere sx, pulizia ovaie, legamenti sacrali, intervento ai nervi sacrali, raschiamento osso sacro) e ha comportato un successivo coma indotto.

Oggi non racconterò i momenti duri, difficili, non racconterò l’inserimento del neuromodulatore sacrale nella schiena nel 2014 e tutte le conseguenze che ha portato nella mia vita.

No.

Oggi racconterò della forza che ho trovato per combattere ogni giorno con il sorriso questa malattia e i pregiudizi legati ad essa. Perché lo sapete benissimo che l’endometriosi non è conosciuta da tutti, è una malattia molto sottovalutata. Il motivo è semplice: non si vede. E quando una cosa non si vede, semplicemente non c’è. Agli occhi degli altri è così.

All’inizio ho versato un mare di lacrime.
Lacrime di dolore (per il male fisico che pativo), di frustrazione (perché ho visto tanti miei sogni infrangersi), di delusione (perché tante persone mi hanno voltato le spalle, non credendo alla gravità della malattia).

Poi ho deciso che dovevo fare qualcosa. Per me, per stare meglio, per ritrovare me stessa e per le altre donne affette da endometriosi, per far sì che non dovessero patire quello che ho patito io.

Ho iniziato a raccontare la mia storia su Facebook. È stata letta e condivisa centinaia di migliaia di volte. Sono stata invitata a prendere parte al “Tavolo informativo sull’endometriosi “ della provincia di Vercelli, la mia città; sono diventata testimonial della Fondazione Italiana Endometriosi, ho rilasciato interviste, Freeda ha pubblicato un mio video che è stato visualizzato più di un milione di volte.

Ho imparato a sorridere sempre e comunque perché lottare con il sorriso è più facile. Negli ultimi sei anni sono stata in sala operatoria sette volte e sono stata licenziata perché, a detta del mio datore di lavoro, “Prendevo questa malattia un po’ troppo sul serio”. Ho dovuto veramente trovare un appiglio per guardare avanti. E il mio appiglio è stato proprio l’endometriosi.

Ho pensato di trasformare questa tragedia in qualcosa di positivo, aiutando il prossimo, “rompendo il silenzio”. Quante volte mi sono sentita dire: “Eh….. ma tu non sei malata, non puoi star male…. hai i capelli rosa, sei una donna curata, ti trucchi, ti vesti bene, sei carina, sorridi….. non puoi stare male….”.

E già.
Io sorrido.
Io vivo.
Nonostante tutto.
Nonostante l’endometriosi.
Nonostante il neuromodulatore sacrale.
Nonostante l’invalidità all’80%.

Il sorriso è il primo passo per stare meglio.

In Italia siamo circa tre milioni di donne affette da questa malattia. È un numero impressionante.

Raccontiamo le nostre storie, condividiamole il più possibile. È un modo per far sentire la nostra voce.

Noi donne abbiamo una forza incredibile e unite siamo in grado di fare qualsiasi cosa.

E ricordate che la voce di una è la voce di tutte.

#lendometriosiesiste
Fondazione Italiana Endometriosi

***

Condividi subito

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com