COMPLIMENTI a Nikolina Sustic ed Alessio De Rossi che per primo ha soccorso a 100/120metri dal traguardo l’atleta polacco

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da CorriAmo 26 novembre alle ore 16:37

IL BRUTTO (E IL BELLO) DELLA FIRENZE MARATHON

Di Gabriele Gentili

Quello che è successo dopo la FIRENZE MARATHON fa male, sinceramente male a chi ama il mondo del podismo, perché è lo specchio dei tempi che stiamo vivendo e dai quali la corsa non è immune.

I fatti sono noti: nel corso della gara un allarme per una fuga di gas ha imposto alle forze dell’ordine la chiusura del percorso e gli organizzatori sono stati costretti a cambiare il deflusso della gara verso il traguardo, accorciando la distanza per quasi tutti (pare che solo i primi 60 abbiano completato correttamente i 42,195 km previsti).

Bisognerebbe dare atto agli organizzatori di essere stati capaci di prendere una decisione difficilissima in pochi minuti, trovare una soluzione che consentisse a tutti di concludere la gara, invece subito dopo l’annuncio è stata una pioggia di insulti, di proteste, di recriminazioni.

I più “cortesi” si sono limitati a chiedere di avere indietro i soldi dell’iscrizione e neanche sarebbe stato questo sufficiente per ripagare i danni subiti.

Quali danni?

Ma naturalmente non aver completato i 42,195 km, non aver potuto conseguire il proprio primato personale, non vedere il proprio nome con un tempo corretto sui vari siti che computano i risultati in maratona nel corso dell’anno, Fidal in primis.

Discussioni che sono lo specchio dei tempi, dicevamo.

Gli organizzatori sono stati messi sul banco degli accusati a prescindere, ogni legittima giustificazione non viene neanche presa in considerazione.

Eventualità del genere sono scritte nel regolamento?

Ma tanto chi lo legge mai…

Dovevano far passare lo stesso la maratona anche a grande rischio dell’incolumità delle persone?

Ma tanto non c’è stato nessuno scoppio…

Si doveva trovare un’altra soluzione?

Certo, bastava spostare il traguardo di 500 metri (come se potesse essere fatto in pochi minuti, tra gonfiabili, transenne, cavi e postazioni dei cronometristi, ecc.)…

La verità è che chi ha una sua opinione non la cambia, la colpa è degli organizzatori e basta, anche se portano avanti ogni ragione, ogni spiegazione valida, dimostrano che non si poteva – anzi non si doveva – fare altrimenti: “E’ vero, ma hanno comunque sbagliato e mi devono rifondere il danno…” è la cieca risposta.

A ben guardare, non sono le stesse discussioni sterili che vediamo ogni giorno sui social, vuoi per gli sbarchi dei migranti, vuoi per le pensioni, vuoi per qualsiasi altro argomento che permea la nostra malata società?

Il podismo, lo sport non ne è avulso, ma così diventa ogni giorno più difficile viverlo dal di dentro, se guardare il cronometro è diventato più importante che gustarsi le emozioni metro dopo metro, guardare dove si sta correndo e quello che succede intorno, insomma vivere davvero quello che si sta facendo e chissene del tempo finale…

Per fortuna Firenze ci ha regalato anche un’immagine splendida che restituisce speranza: protagonista Nikolina Šustić, ex campionessa mondiale di ultramaratona e collezionista di successi nelle maratone italiane.

Negli ultimi 6 weekend aveva disputato 5 prove sulla distanza sfiorando sempre le 2h40’ e a Firenze voleva scendere sotto tale muro.

Il problema del percorso accorciato aveva spazzato via le sue ambizioni, ma la delusione era volata via nello spazio di pochi secondi, quando si accorgeva che davanti a lei un corridore polacco si stava sentendo male, pur continuando ad arrancare per arrivare al traguardo.

L’ha affiancato, l’ha preso per un braccio e l’ha accompagnato, incurante del fatto che la sorpassavano svariate donne perdendo così posizioni in classifica.

All’arrivo il cronometro e l’ordine d’arrivo non li ha neanche guardati, ma dentro di lei albergavano ben altre emozioni e, dopo essersi sincerata della ripresa del compagno d’avventura, la soddisfazione era ben maggiore di qualsiasi tempo, qualsiasi vittoria.

Una Campionessa che ha dato un vero insegnamento, speriamo che qualcuno tra i “leoni da tastiera col pettorale” emersi in queste ore ci rifletta sopra.

I COMMENTI A CALDO

Fiammetta Agostini È una immagine bellissima…ogni volta che casi del genere accadono per un attimo ti riconcili con il genere umano.
Io che sono una poltronista incallita e che ho il fiatone e i campri alle gambe solo a vederli correre, ogni volta che qui a Foligno di disputa la mezza maratona vado a vederli…con le facce a volte stravolte, a volte con la caparbietà che illumina gli occhi, con certi atleti/e che sembrano volare senza sforzo e altri che ti viene voglia di andare a sostenere tanto li vedi sofferenti…uno spettacolo davvero emozionante!
Francesco Sportaro Una volta erano chiamati “amatori”, ora sono “MASTER”.
Volete mettere? Sono peggio dei professionisti, spesso non hanno fatto sport agonistico……
Ma se gli togli 500m………

Dario Meneghini Nikolina Sustic è una grandissima atleta e persona e con questo gesto lo dimostra ancora di più. Tuttavia prima di scrivere un articolo (che nella prima parte condivido) bisogna informarsi bene e/o per scrivere, essere presenti e aver vissuto di persona il fatto. Come scrive Giorgio Centofante va citato Alessio De Rossi che per primo ha soccorso a 100/120metri dal traguardo l’atleta polacco. Successivamente è arrivata Nikolina che ha aiutato Alessio nel soccorso (quando mancavano circa 30 metri). Nikolina è stata come da comunicato della Firenze marathon l’ultima atleta che ha fatto il percorso completo (quindi l’ultima atleta con risultato regolare), e non sapeva della non regolarità della gara (come scritto nell’articolo). Inoltre in questi secondi di gara non è stata passata da nessuna altra atleta donna. Prima di scrivere bisogna informarsi e non andare alla ricerca di facili like per un fatto “emozionale”. Io ero presente, conosco sia Alessio sia Nikolina e meritano entrambi un grande plauso.

Nikolina Sustic
Marco Ceccantini Concordo con quanto scritto nell’articolo e mi complimento fortemente con gli organizzatori che hanno gestito in modo ottimale la situazione di emergenza che si era creta. Bravissimi!!!
Alessandro Danieli Io condivido in pieno l’articolo… E a coloro che si lamentano con l’organizzazione e per I soldi spesi.. Dico.. Vi lamentate per non aver percorso il percorso prestabilito.. E volete soldi indietro.. Pensate se quell’allarme non ci fosse stato e magari il fatto fosse accaduto veramente.. Oggi saresti qui a lamentarvi di qualcosa? Allora prima di diventare leoni di tastiera.. Riflettete prima di scrivere.. E ancora complimenti a chi cmq sempre a livello di volontariato.. È riuscito in poco tempo a gara in corso… A tutelare la vita altrui..
Marco Bertucelli Caro Gabriele approvo quasi in tutto il tuo scritto comunque vorrei anche ricordarti che a Firenze per una corsa come dici te noi mortali abbiamo sborsato, non so tu ma io 80 euro (non una cifra da poco) per l’iscrizione, al momento penso l’unica gara in italia dove non è possibile ritirare il pettorale la mattina prima della partenza obligando di fatto a spendere quattrini anche per l’albergo piu che una corsa mi sembra diventata un’industria per fare soldi…….. bisognerebbe tener conto anche dei tapascioni come me che sono quelli che permettono di far vivere le gare….. ti ricordo che non sono i primi che oltre al premio prendono pure un profumato ingaggio ma siamo noi. e l’organizzazione l’anno prossimo dovrebbe diluire le quote degli ingaggi tra tutti riuscendo di fatto ad abbassare le cifre di iscrizione
Leonardo Muti Secondo me siamo all’assurdo…la gente non sta bene con la testa..miseri e poveri corridori che si attaccano ad un personale quando invece dovrebbero ringraziare x il pericolo scampato….siete la vergogna dello sport!
Emiliano Feleppa Bravo Gentili s sottolineare l’esasperato agonismo e ricerca ossessiva del riscontro cronometro da parte di chi dovrebbe correre con vero spirito sportivo amatoriale; partecipare ad eventi sportivi di massa e correre in allegria ed essere soddisfatti per essere arrivati al traguardo dovrebbe appagare tutti i veri amatori dello sport in generale non solo podismo. Purtroppo tanti pur di far vedere di essere capaci di fare “il tempo” spesso ricorrono a metodi poco puliti. Gabriele…indistiamo su questi punti!!!
Alice Rho Un bellissimo insegnamento…. È aggiungo che dato il problema tecnico intercorso che avrebbe potuto causare danni l’organizzazione é stata bravissima… Poteva succedere come a new York la gente dovrebbe imparare a ei Grazia re e a non lamentarsi perché se fosse stata vera e ci sarebbe stata un esplosione ci sarebbero stati tanti danni… Invece dobbiamo essere grati a Dio ❤️
Marco Cavallucci non penso che 520mt in meno creano un problema,basta vedere la propria media fare la differenza e sai il tuo tempo finale,finire una maratona è gia una vittoria,di maratone ne ho fatte tante e posso dire che Firenze è una delle più belle in assoluto…godetevela anche perché sapere di aver fatto un tempone sapendo di aver barato non penso che la vostra coscienza ne sia tranquilla
Alessandra Butti Grandiosa una vera campionessa e complimenti agli organizzatori x aver saputo prontamente risolvere i problemi nel bene degli atleti e x l’incolumità degli atleti intelligenti

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