Le Cronache Lucane

PETROLGATE2.0: LA CASSAZIONE DÀ RAGIONE A ENI

Cova di Viggiano, la Procura ha perso: Palma e Gheller niente domiciliari

Annullata senza rinvio la decisione del Riesame di Potenza che accogliendo l’istanza del pm Triassi aveva concordato sulla idoneità della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dei due manager dell’Eni, Andrea Palma e Ruggiero Gheller. La Procura ha perso. Il dispositivo è stato depositato questa mattina. Il Gip di Potenza, Iura, aveva, in prima istanza, rigettato la richiesta del Pm Triassi, contestualmente accogliendola, però, per Enrico Trovato (ex resposabile, dal 2014 al 2017, del Distretto meridionale dell’Eni,  (Dime) Il Tribunale del Riesame, tuttavia, ribaltò il verdetto: per il collegio giudicante anche nei confronti di Palma (imputato in in qualità di Operation manager, dal 2011 al 2013, del Dime Eni) e di Gheller (imputato in qualità di responsabile, dal 2011 al 2014, del Dime Eni), andava applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari. La richiesta del pm, in estrema sintesi, fu rigettata dal Gip per una questione legata all’entrata in vigore, nel 2015, del reato di disastro ambientale, contestato a vario titolo ad alcuni degli indagati dell’inchiesta della Procura, che prima delle nuove norme era qualificato come «disastro innominato». L’inchiesta, con 13 indagati, tra i quali anche i componenti del Comitato tecnico regionale della Basilicata, riguarda principalmente la fuoriuscita di petrolio dal Centro Olio Cova di Viggiano che nel febbraio 2017 contaminò il «reticolo idrografico» della Val d’Agri. Ulteriori approfondimenti nell’edizione di Cronache Lucane domani nell’edicola digitale

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Ferdinando Moliterni

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