Le Cronache Lucane

CHI È IL MASSONE MASSIMO CALENDA?

Elenchi, i dati coincidono col Capo ufficio stampa voluto da Bardi: è lui?

Massone e monarchico e non un monarchico qualunque, ma di quelli che quando grida “Viva il Re” lo fa per inneggiare al Regno, che fu , ma che non sarà, delle Due Sicilie. È questo il profilo del capo Ufficio stampa della Giunta regionale, scelto per intuitu personae dal governatore Bardi e gli assessori tutti, Massimo Calenda. Ma c’è un però. Se sul Calenda monarchico ci sono più prove e documenti che permettono di diradare la nebbia del beneficio del dubbio che non sia così, sul Calenda massone tutto dipende da una precisa risposta a una precisa domanda. L’enigma è il seguente: quel Calenda Massimo, come riporta il file dell’elenco dei massoni italiani, nato l’8 luglio del 1963 in Campania, professione giornalista, è lo stesso Massimo Calenda, nato l’8 luglio del 1963, iscritto all’Albo dei giornalisti della Campania, tessera numero 49734, che ricopre l’incarico di capo dell’Ufficio stampa della Giunta regionale di Basilicata? Se più indizi fanno una prova, nel caso massoneria e Calenda le tracce concordanti sono plurime. Che Calenda abbia partecipato a convegni organizzati dal Grande Oriente di Italia è elemento più che notorio. In uno di questi, per esempio, organizzato dal Collegio dei Maestri Venerabili della Campania-Lucania del Goi, Calenda siede al fianco del Gran Maestro Stefano Bisi. Quell’incontro del 17 ottobre di due anni fa, avvenuto a Napoli e non nella locanda “All’Oca e alla Graticola”, fu anche molto “chiacchierato” tanto che il sindaco De Magistris declinò l’invito a partecipare. Per quel principio per cui rivelare significa velare due volte, per via dell’iterativo “ri” che indica una ripetizione dell’azione, Calenda pare dire e non dire. Il Capo ufficio stampa della Giunta regionale, per esempio, ci ha tenuto a precisare, nel suo Curriculum vitae e tra le «ulteriori informazioni», di essere Cavaliere di Onore e devozione del Sovrano militare Ordine di Malta e anche Commendatore dell’Ordine Costantiniano, che dovrebbe essere quello del Sacro militare ordine Costantiniano di San Giorgio legato alla Real Casa di Borbone delle Due Sicilie. Quando Calenda grida “Viva il re”, il monarca è «sua Altezza Reale il Principe e Gran Maestro Carlo di Borbone delle Due Sicilie, Duca di Castro». Proprio in uno dei suoi ultimi servizi Rai, Calenda a un passo dal congedo momentaneo col servizio pubblico per via del conferimento dell’incarico in Basilicata, è riuscito a mettere in grave imbarazzo, a livello nazionale, la Rai.Era il 2 giugno scorso, 73esimo anniversario della Repubblica Italiana. Così per tutti come da calendario ufficiale, ma non per Calenda già precedentemente “punito”, dal redattore capo Antonello Perillo, col divieto di occuparsi di politica, per via di quelle ferie chieste tra febbraio e marzo per motivi personali durante le quali è stato visto, invece, fare campagna elettorale proprio per Bardi candidato governatore in Basilicata. Quel 2 giugno scorso, Calenda non era in piazza a seguire le celebrazioni ufficiali della festa della Repubblica, ma era, a Napoli, nella chiesa di San Francesco a seguire, in veste professionale, la messa per Ferdinando II, il re “bomba”. Il servizio è andato in onda nell’edizione del Tg3 Rai delle 14: «L’occasione è l’apertura delle celebrazioni per la morte di Ferdinando II di Borbone». «Per questo – prosegue nel servizio Calenda – l’Ordine Costantiniano a cui capo c’è Carlo di Borbone ha voluto con una messa solenne e l’investitura di nuove dame e cavalieri rinnovare l’impegno nelle attività assistenziali che lo vede da anni protagonista silente in tutto il Mezzogiorno». Che il monarchico invece che interessarsi ai festeggiamenti in onore della nascita della Repubblica italiana si faccia trascinare dell’entusiasmo dell’investitura delle dame e dei cavalieri di un Regno cartaceo ci può stare. Ma che la stessa persona, Calenda, si occupi per la tv di Stato, in quel preciso giorno, di quello specifico servizio, è faccenda che si commenta da sé. Alla domanda iniziale, in conclusione ne va aggiunta un’altra. Si è partiti dall’interrogativo se quel Calenda Massimo, come riporta il file dell’elenco dei massoni italiani, nato l’8 luglio del 1963 in Campania, professione giornalista, sia lo stesso Massimo Calenda, nato l’8 luglio del 1963, iscritto all’Albo dei giornalisti della Campania, tessera numero 49734, che ricopre l’incarico di capo dell’Ufficio stampa della Giunta regionale di Basilicata, per approdare al seguente rompicapo. Se la risposta è affermativa, quanto l’iscrizione alla massoneria, non solo quella del Regno delle Due Sicilie, è compatibile con il ruolo di Capo ufficio stampa della Giunta regionale della Basilicata?

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Ferdinando Moliterni

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