Le Cronache Lucane

A MURO LUCANO GIORNATA F.A.I.

Le volontarie hanno accolto i molti turisti lucani e pugliesi


Tra i 700 straordinari luoghi nazionali del Fondo Ambiente Italia, per la Basilicata al secondo posto svetta il Sentiero delle Ripe e dei Mulini di Muro Lucano che per la Giornate FAI d’Autunno di domenica 13 ottobre ha visto un’ottima affluenza di turisti provenienti dal capoluogo potentino e dai suoi paesi limitrofi quali Avigliano e Pignola, Baragiano e poi moltissimi pugliesi arrivati dalle province di Foggia e Molfetta. Accolti dalla referente territoriale Fai Chiara Ponte e dalle volontarie che hanno accompagnato i turisti nel percorso, i visitatori hanno potuto immergersi tra storia e natura. Per l’occasione anche il Museo archeologico nazionale di Muro Lucano è rimasto aperto eccezionalmente in orari specifici. Soltanto lo scorso anno il Sentiero di Muro Lucano è stato candidato a Luogo del Cuore Fai e l’impegno di Associazioni e cittadini ha fatto sì che risultasse votato da 7.071 persone alla nona edizione del censimento nel 2018, un successo assoluto. Il Sentiero di Muro Lucano è la strada più antica del paese, realizzata intorno all’XI secolo nelle Ripe, paesaggio incontaminato e ricco di biodiversità, caratterizzato da rocce calcaree e gole profonde. Il sentiero medievale si compone di due tratti: il primo collega l’acropoli della città, castello e cattedrale, al primo nucleo insediativo, il borgo Pianello; mentre l’altro, un tracciato più suggestivo e impervio, scendendo nel canyon in cui scorre un torrente, unisce l’abitato con la frazione Capodigiano. Lungo il percorso si incontrano cavità naturali, un ponte romanico costruito nel 1100, resti di opifici medievali, mulini e gualchiera e una fontana. In passato il sentiero era frequentato quotidianamente per l’approvvigionamento idrico del borgo e per le attività economiche. Nel 1918, la costruzione del moderno ponte sulle Ripe, ad arco parabolico e in cemento armato, causò l’abbandono del sentiero, un abbandono che come avviene in molti casi, fu provvidenziale alla sua conservazione ed alla successiva riprese a valorizzazione di questo luogo, che seppur adiacente al centro urbano, ha conservato un fascino storico intatto ed una biodiversità tale da renderlo luogo preferito per la nidificazione della rarissima cicogna nera, habitat di orchidee selvatiche particolari e di piante e fiori che difficilmente si trovano altrove.

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