PATTO DI AMICIZIA TRA MATERA E CITTÀ IRANIANA

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La cultura come viatico per l’amicizia tra popoli distanti ma uniti dai percorsi particolari della storia di uomini che disegnano ponti inaspettati, destinati ad essere riscoperti dopo essere stati dimenticati.

E’ il caso del rapporto che lega Matera alla città iraniana di Tus-Mashad avviato nella metà del 1800 da un materano, Raffaele Giannuzzi, patriota delle battaglie per l’indipendenza dell’Italia e costretto all’esilio dopo la restaurazione successiva ai moti del 1848. Raggiunge Teheran con l’aiuto dei britannici e diventa ufficiale comandante della formazione e dell’addestramento dell’esercito persiano sotto il regno di Nasser al-Din Shah, della dinastia Quajar. Figlio di un sarto materano, realizza durante i suoi viaggi un reportage fotografico, uno dei primi realizzati nel territorio dell’attuale Iran, che costituisce un documento preziosissimo. La storia di Raffaele Giannuzzi, il primo documentarista lucano, è stata riscoperta dal giornalista Pasquale Doria e si è trasformata nel ponte culturale che dopo oltre un secolo e mezzo unisce Matera a Tus-Mashad e che è stato sancito con l’intitolazione di una strada cittadina alla Provincia del Khorasan (Levante in lingua persiana) di cui fa parte Tus-Moshad e che è la regione di origine dell’omonima qualità di grano meglio conosciuta con il nome dell’azienda americana che ha commercializzato la sua farina (Kamut). Matera figurerà a sua volta nella toponomastica delle strade della cittadina iraniana che conta circa 2milioni di abitanti e che ogni anno attrae circa 30milioni di visitatori.

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