REGIONE, BILANCIO: SOLDI SPARITI DEVONO TORNARE

Condividi subito


La relazione sul bilancio regionale della Regione, annualità 2017, redatta dall’Organo di revisione, recepiti i rilievi della Corte dei Conti di Basilicata, che ha parificato il rendiconto, ma con eccezioni, si conclude con la rilevazione che non vi sono «motivi ostativi all’approvazione del rendiconto finanziario 2017 così come modificato». Ma c’è almeno un però per il quale la partita non può dichiararsi ancora chiusa. Il presidente del Collegio dei revisori, Giovanni Brenna, unitamente al componente dell’Organo, Marco Nestore, ha raccomandato «per quelle eccezioni rilevate dalla Corte dei Conti non recepite dal punto di vista contabile, essendo relative a spese già materialmente erogate, di avviare tutte le iniziative necessarie tese a conseguire il loro recupero». Spostando le voci del Bilancio regionale e riallocando milioni di euro non tutto è stato possibile sistemare. Facile aumentare di oltre 8milioni e 168 mila euro, di cui solo 2milioni e mezzo serviranno per coprire l’eventuale svalutazione dei residui attivi di Acquedotto Lucano, il Fondo crediti di dubbia esigibilità, in riferimento a quei crediti che l’Ente vanta, ma che non vedrà, quasi certamente, mai confluire nelle proprie casse. Più difficile, invece, sanare quelle spese «già sostenute». Tra queste, ci sono, per esempio, i 688mila e 458 euro per «la sottoscrizione delle quote consortili Aeroporto Salerno Pontecagnano». E ancora, già volatilizzati i 468mila euro relativi al funzionamento della “Fondazione Osservatorio ambientale regionale”. Soprattutto però c’è il capito assunzioni di personale effettuate nel 2017. Dall’aprile, precisamente dal 20 aprile, del 2017 fino al 24 novembre dello stesso per la Regione Basilicata «era “scattato” il divieto di procedere ad assunzioni a qualsiasi titolo». La Corte dei Conti non ha parificato 22 assunzioni a tempo indeterminato avvenute nel periodo di vigenza del divieto citato. Divieto, in estrema sintesi, subordinato al fatto che il Rendiconto Generale per l’esercizio finanziario 2016, con un ritardo clamoroso di circa 7 mesi rispetto al termine fissato dalla legge, nello specifico il 30 aprile, è stato deliberato soltanto a novembre. In assenza del Bilancio la Regione non poteva assumere. Proprio le relative retribuzioni ed altri assegni fissi al personale, indennità accessorie, contributi previdenziali assicurativi e oneri tributari e via discorrendo degli assunti durante il divieto rappresentano alcune delle «eccezioni» del Bilancio 2017. Così come eccezioni sono le voci di costo «relative alla maggiore spesa sostenuta per il personale a seguito dell’applicazione della contrattazione collettiva di diritto privato rispetto al contratto pubblico» Dall’Aeroporto di Pontecagnano, alla Fondazione ambientale passando per gli emolumenti, «le relative risorse sono già state erogate». Per questo per il Collegio dei revisori ci sono le condizioni per recepire «nel complesso le eccezioni formulate dalla Sezione di Controllo nella decisione di Parifica», «tranne» che per gli emolumenti e il resto già descritto. In questo caso la Regione dovrà attivarsi per far rientrare in cassa quanto ha elargito non regolarmente, perchè in violazione delle norme in materia. Il parere dell’Organo di Revisione è arrivato, ieri, a Commissione in corso e non tutto (vedi pagina a lato) è stato discusso in maniera approfondita. Tra gli argomenti lasciati in sospeso, il recupero dei soldi ormai “spariti”, ma che non dovevano “sparire”. Ad ogni modo l’iter ora procederà in Consiglio regionale per l’approvazione definitiva

Condividi subito

Ferdinando Moliterni

3807454583