REGIONE, CALENDA SPEGNE CONSIGLIERI E COMUNITÁ

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In Regione è già partita la “sdemocratizzazione”.  Calenda spegne consiglieri e comunità con una nuova home page per Basilicatanet.it dove ci sono solo comunicati di Bardi e della sua Giunta. Il disegno di legge di Bardi sulla riorganizzazione degli Uffici di Giunta e Consiglio regionale, non ha ancora superato la dimensione puramente testuale, ma già ha prodotto effetti concreti. Avviata la “Calendarizzazione” della Regione. Digitando www.basilicatanet.it, invece di approdare al portale territoriale della Regione Basilicata, o ci si imbatte nel classico errore 404 pagina non trovata, che poi previo reindirizzamento sbalza l’utente su altro portale della Regione o si arriva direttamente alla seconda meta citata, che è differente dalla prima citata e diversa dalla sua stessa versione classica. In pratica è stato premuto il tasto start per avviare la monopolizzazione dello comunicazione della Regione. Solo comunicati degli assessori e del governatore Bardi. Il Consiglio regionale e la comunità lucana generalmente intesa nella sua ampia comprensione sia degli attori Istituzionali locali, quali per esempio i sindaci dei Comuni della Basilicata, sia dei sindacati e delle associazioni che, a vario titolo, operano sul territorio, dalla home page sono scomparsi. Bardi col ddl vorrebbe abolire, la trasformazione è surrettizia, le strutture comunicative stampa di Consiglio e Enti sub-regionali, per farne rimanere in piedi soltanto una che corrisponde all’Ufficio stampa alle dirette dipendenze del presidente della Giunta regionale. L’operazione del controllato, la Giunta regionale, che controllerà il controllore, il Consiglio, visivamente e contenutisticamente ha dato, benché ancora su carta, i primi frutti. Col marchio Agr (Agenzia Giunta regionale), Calenda ha detronizzato tutti e ha posto un sigillo censorio per ora parziale, nel complesso, ma già totale in riferimento alla home page, su cosa chi approda sul sito della Regione Basilicata deve o non deve vedere e soprattutto leggere. Tra le cose da non visionare ci sono, per esempio, gli interventi dei consiglieri dell’opposizione. Conseguentemente il danno non è solo per l’Organo di controllo, il Consiglio regionale, maggioranza inclusa, al quale Calenda ha tolto il microfono, ma anche per i primi cittadini del territorio lucano, per i sindacati e per le associazioni per la difesa di diritti della più svariata natura, cancellate anch’esse dall’elenco degli oratori. Il ddl dell’accentratore Bardi è ancora carta, ma intanto i primi antipasti normativi già sono evidenti.

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Ferdinando Moliterni

3807454583

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