NOMINE SVIMEZ: BARDI COME PITTELLA

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A Roma il Pd tenta l’“inciucio” con il Movimento 5stelle, in Basilicata i dem, invece, lo fanno col centrodestra. Quando si tratta di certi poteri e sfere di influenza, quali lo sono quelli e quelle legate al mondo industriale e finanziario, tra Bardi e il suo predecessore Pittella, c’è, causalmente o casualmente, una continuità operativa che nei fatti fa da contrappeso reale agli slogan ideali da campagna elettorale. È il caso dell’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno, conosciuta ai più con la forma abbreviata Svimez. Il collante tra Pittella e Bardi, invece, corrisponde al nome di Vincenzo Viti. L’associazione privata che muove un fiume di milioni ogni anno, solo le spese annue per il personale si aggirano intorno al milione e mezzo di euro, benchè abbia tra i suoi fondatori «cittadini privati, spesso anche settentrionali», studia le condizioni economiche del Mezzogiorno per poi proporre concreti programmi di azione. La Regione Basilicata, ammessa di diritto nell’associazione poichè Ente meridionale, in qualità di socio sostenitore ha il diritto di designare un proprio rappresentante nel consiglio di amministrazione di Svimez. Con la nuova tornata estiva di nomine, per Bardi, a una manciata di mesi dall’inizio del suo mandato di governatore, si è presentata l’occasione d’oro per presentarsi come nuovo, e teoricamente in discontinuità col predecessore lauriota, inquilino dello Svimez. La Regione Basilicata, però, ha confermato Vincenzo Viti. Più volte assessore della Regione Basilicata, le sue ultime tracce nella politica locale, le si possono rinvenire a poco prima che l’allora ex consigliere regionale del Partito democratico, in Consiglio è stato anche il capogruppo, venne travolto, nel 2013, dal processo Rimborsopoli nel quale è imputato. Pittella dal 2015 lo ha piazzato allo Svimez. E, casualmente o causalmente, il governatore Bardi ha confermato Viti nel Consiglio di amministrazione dello Svimez in rappresentanza della Regione Basilicata. Viti è quella sinistra che piace al centrodestro di marca Bardiana: il suo nuovo che avanza. Così nuovo che ventritrè anni fa, Viti, ha iniziato a percepire dalla Regione Basilicata, oltre 4mila e 500 euro al mese come vitalizio. Delle due l’una. O Viti è stato rinominato a seguito di una negligenza del governatore o per una precisa volontà. In ogni caso Bardi è incastrato. La negligenza è colpa grave, anche perchè, in estrema sintesi, rappresenta una violazione di un obbligo particolarmente grossolana. Se, invece, Viti è stato scientemente scelto, sotto certi punti di vista, il dato appare ancor più grave. Il governatore Bardi, in conclusione, ne ha fatta un’altra delle sue.

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Ferdinando Moliterni

3807454583

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