CRISI, MARGIOTTA (PD): «COL M5S SI PUÓ FARE»

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«Il fidanzamento politico con il Movimento 5stelle si può fare. Anche se non è ancora certo». Così, a Cronache Lucane, il senatore lucano del Partito democratico, Salvatore Margiotta, sulle vicissitudini post crisi di Governo.  La Direzione nazionale del partito ha approvato per acclamazione all’unanimità il documento che dà il mandato, al segretario nazionale Nicola Zingaretti, di aprire una trattativa per verificare la possibilità di «un Governo di svolta per la legislatura». Ed è quanto del resto confermato da Zingaretti dopo le consultazioni con Mattarella. «Al momento – ha aggiunto Margiotta – è questo il dato importante. Al di là dei nomi e delle postazioni, noi ci siamo e siamo pronti. Da parte nostra, come Partito democratico, abbiamo però richiesto una certa discontinuità». «Per il resto – ha evidenziato il senatore lucano – la nostra ferma intenzione è quella di costruire un Governo che duri. Ovviamente, però, oltre alla discontinuità, è evidente la necessità che il nuovo esecutivo dovrà porre le fondamenta su un’ampia base parlamentare». «Dalle mie personali interlocuzioni con esponenti qualificati del Movimento cinquestelle – ha specificato Margiotta -, ho tratto la sensazione che anche da parte loro ci sia un forte avvicinamento ». «L’unica cosa, però, che devono parlare i leader in maniera ufficiale – ha concluso il senatore lucano del Pd, Salvatore Margiotta -. Siamo in attesa di sapere ciò che dirà il vicepremier Di Maio».

A Margiotta possibilista, ha risposto, indirettamente e sempre da Cronache Lucane, un altro senatore della Basilicata: il leghista Pasquale Pepe. «Il governo giallorosso – ha detto Pepe – qualora nascesse , avrebbe credibilità pari a zero». «Si verrebbe a creare – ha aggiunto Pepe – una distorsione tra il Paese reale, dove tra regionali e amministrative il colore predominante è quello del centrodestra, e il Paese di Palazzo. Un Governo nato nel Palazzo sarà pure legittimo per la maggioranza parlamentare, ma in questo caso per tutte le vicissitudini quantomeno non risulterebbe in sintonia con la volontà popolare». «Quello che nascerebbe – ha rimarcato Pepe – è chiaramente un Governo che si basa sulla paura che Salvini vinca le elezioni. Il suo scopo sarebbe soltanto quello di non far trionfare la Lega». «Per questi e molti altri motivi – ha concluso Pepe – se Di Maio una volta strappato il contratto di Governo con Salvini, si appresta a firmarne un altro con quelli che sono stati i suoi oppositori, è lampante come la credibilità del nuovo esecutivo sia pari a zero».

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Ferdinando Moliterni

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