IL CAMPIONE DI BOXE PARLA DELLA SUA GALLICCHIO

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La storia di Massimo Conte, nato il 20 aprile 1970,  potrebbe essere una delle tante di quei lucani andati via per cercare una vita migliore; quei lucani che Leonardo Sinisgalli definiva “Girano tanti lucani per il mondo, ma nessuno li vede, non sono esibizionisti. Il lucano, più di ogni altro popolo, vive bene all’ombra.”  Ma il piccolo emigrante di Gallicchio, la madre di Guardia Perticara nell’ombra non ci è stato; esibizionista non lo è ma la sua caparbietà gli ha permesso quasi per caso di diventare un pugile e di coronare la sua carriera con il titolo di Campione D’Italia dei pesi leggeri. Un titolo vinto quando salire sul ring sia da dilettante che da professionista significava fare la gavetta per emergere; quando per diventare un prima serie dovevi vincere incontri e poi diventare un “prizefighter” come dicono gli americani  e lasciare la maglietta del dilettantismo non era carriera per tutti.  Come le querce ed i duri castagni nelle montagne di Gallicchio, sferzate dal vento, tenace come quella genia guerriera  enotria  ed osca  che la abitava, Massimo Conte ha affrontato i più forti dal suo tempo, dall’ex campione mondiale Stefano Zoff, ai fortissimi Silvano Usini e Prisco Perugino, ai duri Stefano Cassi, Antonio Strabello e Athos Menegola. Ora dopo 25 anni è ritornato alla sua Gallicchio e si racconta a Cronache Lucane Tv.

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Leonardo Pisani

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