Le Cronache Lucane

REVOCA ORDINANZA SULL’ACQUA INDIGNA LOVALLO

Per l’ex consigliere «stimola all’uso improprio»

Era il 23 luglio quando il sindaco Mario Guarente invitava con una ordinanza «la cittadinanza a un utilizzo limitato, responsabile e razionale della risorsa idrica al fine di evitare inutili sprechi». Il provvedimento era stato assunto dall’amministrazione a seguito di una comunicazione di Acquedotto Lucano che segnalava «la situazione di criticità dell’approvvigionamento idropotabile e la necessaria razionalizzazione delle risorse disponibili». Così l’amministrazione pensò bene di risolvere con urgenza un «grave problema di pubblico interesse mediante emissione di un atto impositivo finalizzato a limitare e razionalizzare l’utilizzo dell’acqua potabile» fino al 30 settembre. La mancata osservanza alle disposizioni avrebbe comportato l’applicazione di sanzioni amministrative. Ma non sembra andata proprio così, l’ordinanza è stata vigente per una sola settimana e non per più di due mesi come era previsto.Questa decisione di revocare quasi immediatamente il provvedimento non sembra essere andata giù all’ex consigliere Nicola Lovallo che tuona contro la nuova amministrazione. «Consideriamo molto grave – sostiene – la marcia indietro del sindaco che lo scorso 29 luglio ha revocato, a distanza di soli 6 giorni e con motivazioni inconsistenti la propria ordinanza con cui si vietava l’utilizzo dell’acqua potabile per irrigazione e annaffiatura di orti, giardini, e prati, lavaggio di aree di pertinenze, lavaggio privato dei veicoli, riempimento di piscine e fontane ornamentali nonché per tutti gli usi diversi da quello domestico, alimentare e igienico-sanitario».

La revoca dell’ordinanza comunale è stata motivata dalla «necessità di avviare una interlocuzione con Acquedotto Lucano Spa per una verifica più puntuale delle zone della città che presentano maggiori criticità». Ma questa motivazione «inconsistente» non sembra soddisfare Lovallo, anzi lo indigna. «Francamente – aggiunge – non si comprende il senso di una iniziativa con la quale si favorisce, non solo una cultura dello sperpero di un bene primario qual è l’acqua potabile, ma addirittura si favorisce e stimola il suo utilizzo improprio».Secondo l’ex consigliere comunale il Comune di Potenza sembra andare controcorrente rispetto al tema delle risorse naturali, proprio in un momento storico in cui tutto il mondo urla al rispetto dell’ambiente.

Infatti spiega: «Mentre ovunque nel nostro Paese e nel mondo si affronta il tema di come tutelare un bene pubblico, prezioso e sempre più limitato come quello dell’acqua, nella nostra città per motivi ancora non ben chiari si giunge alla revoca di un atto che di fatto autorizza esplicitamente l’utilizzo improprio dell’acqua potabile con l’ulteriore rischio per i cittadini di vederla razionata». Lovallo quindi teme per la risorsa pubblica e vorrebbe sapere di più circa le ragioni che hanno spinto l’amministrazione Guarente a revocare, quasi immediatamente, l’ordinanza.

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