RISIKO BASILICATA: ENI SI PRENDE ARPAB

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Risiko Basilicata: i “carri armati” Eni si prendono l’Arpab. Via Verrastro non può dare l’ok al bonifico milionario. Scaduto l’ultimatum di dieci giorni inviato dall’Arpab alla Regione per ottenere l’assegno da 10milioni di euro per evitare il rischio del blocco delle attività, il fiume di danaro non solo non è arrivato, ma neanche si comprende se e quando mai sarà messo in viaggio. Scorrendo i carteggi tra Regione e Arpab emerge chiaramente come il tappo ormai sia saltato. Solo “ora” e «per la prima volta dalla data di avvio, 26 aprile 2016, del progetto Masterplan»,  si scopre che quei soldi non ci sono. Il ping pong sul palleggio delle responsabilità condotto a botte di costanti reciproche accuse dimostra che la colpa è di tutti: il Dg Arpab Iannicelli da una parte e il “tecnico” Bernardo e il Dg regionale Manti dall’altra. A questo punto la questione sarà che l’assessore regionale all’ambiente Gianni Rosa e il governatore Bardi avranno l’obbligo morale e istituzionale di azzerare sia la governance dell’Arpab sia del Dipartimento programmazione e autorità di gestione PoFesr, la cui titolarità è in capo ad Antonio Bernardo. A tutto ciò si aggiunge, la prospettazione dell’inquietante soluzione secondo la quale sarà a Eni a finanziare l’Arpab, il personale e i controlli. «Una soluzione», così la chiamano in Regione, per altro più volte «ribadita», «potrebbe riguardare la riprogrammazione e l’utilizzo delle risorse rinvenienti da contributi Eni» detti royalty. Con le royalty dell’Eni si vorrebbe «convertire parte delle risorse alla copertura del Masterplan Arpab». Gli Uffici regionali, invocando la classica «ragione dell’urgenza», che permette di bypassare alcune procedure, si sono dichiarati disposti a portare in porto la trattativa col Cane a sei zampe avviando «una “procedura di consultazione scritta” volta a ricevere l’autorizzazione dell’Eni a riprogrammare le risorse necessarie per la copertura delle spese di personale del Masterplan e, di conseguenza, a predisporre una proposta di deliberazione che consenta l’allocazione contabile delle poste finanziare in questione». Di urgenza in urgenza a distanza di tre dall’avvio del Masterplan Arpab, finalizzato a risolvere le croniche «criticità» all’Arpab, per via «delle attività non svolte o svolte parzialmente a causa della carenza di risorse umane e strumentali», il risultato è che si va verso la consegna, sotto un governo di centrodestra, ad Eni dell’Ente chiave dell’assessorato all’Ambiente.

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Ferdinando Moliterni

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