Le Cronache Lucane

Gorizia 5luglio2019 Mai più muri ~ Nikoli več zidov ~ Piazza Transalpina

È il titolo dell’iniziativa di protesta che si svolgerà in piazza Transalpina venerdì sera, 5 luglio, a partire dalle 20: un no corale e transfrontaliero ai muri, passati, presenti e futuri, un no alle barriere che rinchiudono innanzitutto chi le erige , un no ai progetti che contraddicono con violenza quella stessa idea di Europa grazie alla quale è caduto il confine tra Gorizia e Nova Gorica e che azzerano le prospettive sulle quali le comunità locali lavorano da ben prima che la Slovenia entrasse nell’UE.

Mai più muri. Nikoli več zidov. Piazza Transalpina 5 luglio 2019. In difesa del nostro confine aperto…

Mai più muri
Nikoli več zidov
Piazza Transalpina Trg Evrope
Gorizia, 5 luglio 2019 ore 20

È il titolo dell’iniziativa di protesta che si svolgerà in piazza Transalpina venerdì sera, 5 luglio, a partire dalle 20: un no corale e transfrontaliero ai muri, passati, presenti e futuri, un no alle barriere che rinchiudono innanzitutto chi le erige , un no ai progetti che contraddicono con violenza quella stessa idea di Europa grazie alla quale è caduto il confine tra Gorizia e Nova Gorica e che azzerano le prospettive sulle quali le comunità locali lavorano da ben prima che la Slovenia entrasse nell’UE.

La manifestazione è stata organizzata in risposta alle recenti notizie sulla possibile creazione di barriere fisiche anti migranti lungo il confine e vuole esprimere una dichiarazione forte e chiara da parte dei cittadini, delle associazioni e della politica: indietro non vogliamo tornare.

Sono stati ufficialmente invitati a partecipare il Sindaco di Gorizia, la Giunta comunale e tutti i consiglieri comunali.
L’appuntamento, che è il primo di una serie di iniziative lungo l’ormai invisibile linea di confine, nasce dalla collaborazione tra Forum Gorizia, ANPI VZPI Gorizia–Gorica, Agore, Goriška si, Partito Democratico Gorizia San Floriano, Levica Goriška, Diem 25, Rifondazione Comunista Federazione di Gorizia, Circolo Arci Skianto, Verdi FVG, Potere al Popolo Isontino, SKGZ, Eko Štandrež,
Gorizia c’è, Socialni Demokrati Nova Gorica.

#NikoliVečZidov alle 20 del #5luglio2019 venite in #piazzaTransalpina – Trg Evrope a #Gorizia che #goriziani e #novagoriziani si riuniranno sul confine che non c’è più per dire forte e chiaro che ne abbiamo avuto a sufficienza, di muri muretti reti e filo spinato, e che è meglio nemmeno provarci, perchè noi resisteremo.
https://piazzatraunikgorizia.blogspot.com/2019/07/mai-piu-muri-nikoli-vec-zidov-piazza.html
MARINO CALCINARI

MARINO CALCINARI:

IL 5 LUGLIO SALVINI SARA’ A TRIESTE.
L’ occasione è la firma di un accordo economico con l’ Ungheria che riguarda il porto di Trieste , la motivazione piu’ verosimile è quella di una stetta securitaria sulla cosidetta rotta balcanica con la proposta choc di ripristinare barriere , controlli , anche filospinato in alcuni tratti dell’ (ex) confine italo-sloveno. Questa proposta Ha già ricevuto il sostegno di Luca Zaia e della deputata forzista Sandra Savino che sul quotidiano locale di Trieste del 29 c.m. ha dichiarato :” La UE si svegli e faccia la sua aprte per contrastare la rotta migratoria balcanica .Poi non si sdegni se i governi nazionali lasciati soli studiano soluzioni radicali come le grate metalliche con filo spinato lungo i tratti prescelti dalle rotte migatorie”.
Contro la presenza di Salvini e le sue aberranti ricette securitarie si stanno muovendo le organizzazioni democratiche , antirazziste ed antifasciste presenti in città .
Di seguito il contributo del Circolo del manifesto di Trieste

Salvini non fa (solo) propaganda , ma politica nel senso piu’ “barbaro” del termine , poichè estraneo nelle sue concretizzazioni ai lògoi ed agli stili della dialettica democratica e pero’ , proprio per questo tanto più efficace . La risposta che serve è quindi non tanto la mera contestazione delle sue esternazioni politiche , ma la comprenzione e la messa fuoco degli obiettivi che la sua politica intende conseguire.
La recente affermazione sui “confini da blindare” non è una boutade , è una pericolosa minaccia e non ne vanno sottostimate le conseguenze.
Possiamo concordare sull’ opportunità o meno di preparare una manifestazione che ne contesti pretestuosità e demagogia , ma non possiamo far finta di non vedere l’ entità del pericolo con cui dobbiamo fare i conti,nè esimerci di riflettere di fronte allo scenario che potrebbe prefigurarsi . Cito per sommi capi e mi scuso della frettolosità con cui scrivo.

    1. La reiterata dichiarazione di Salvini di voler erigere muri o barriere di filospinato tra Italia e Slovenia , cioè tra paesi che condividono lo spazio Schengen e nel contempo stabilire un asse politico con la destra ungheresa al governo significa di fatto ROMPERE la UE sul versante piu' avanzato della sua fisionomia poltica , quella di uno spazio aperto alle persone, e di uno spazio che pratica accoglienza, inserimento, inclusione, democrazia.Il messaggio lanciato da Salvini, non è quindi solo una provocazione politica, ma l' aperta esplicitazione di una deriva securitaria che , da tendenza ideologica si fa prassi di aperta eversione contro gli assetti istituzionali europei che , per quanto criticabili, oggi però consentono aperture , incontri, scambi, contaminazioni, confronti e possibilità di reciproci e solidali mediazioni sulla base di un comune denominatore democratico.
    2.A questa rottura dell' Europa su basi pseudosovraniste in compagnia della peggior destra europa si lega-è il caso di dire-il disegno dell' autonomia regionale differenziata , difatto la rottura dell' Italia con una mappa geografica che ci riporterebbe alla stuazione preunitaria, ma non dell' 800 semmai del '600.
    3.La presenza di Salvini a Trieste è stata "preparata" da mesi di propaganda ed iniziative della destra locale che ha agito su terreni diversi, non solo quello dell' emigrazione , ma quello delle politiche sociali, della cultura ,della gentrificazione del Centro Storico,lasciando irrisolti i problemi quotidiani della pubblica ed ordinaria aministrazione ed inevase domande di  ascolto e sostegno ai bisogni sociali e collettivi o peggio aggravando situazioni di sofferenza e disagio , dalla  sanità ai trasporti, alla difesa del patrimonio pubblico,etc.
    4.Per reagire o quantomeno accennare ad una determinazione di volontà che esponga ed argomenti una netta opposizione a questo quadro, è vero che una manifestazione non basta. ..                                                   E che forse anche la sottoscrizione di un appello potrebbe risultare insufficiente , ma la gravità del momento che perdura non consente dilazioni, distrazioni e ritardi. E che dopo il 5 luglio l' iniziativa leghista potrebbe allargare le maglie di un già pericoloso disegno di involuzione e regressione democratica del paese dovrebbe far riflettere molti di noi sull' opportunità di lavorare naturalmente insieme alla costruzione di una alleanza sociale , laica democratica , plurale e progressista per contenere questa deriva ed i pericoli che essa fomenta.
 5.Sappiamo che nel caso della Sea watch non sono mancate espressioni di solidarietà da parte di molti personaggi politici , abbiamo visto esponenti della sinistra e del PD a fianco, in questa circostanza , dei migranti strenati dal lungo viaggio e da un piu' umiliante zigzagare prima di poter approdare, ma dobbiamo essere consapevoli che se l' esser presenti in situazioni di eccezionali accadimenti è certamente positivo , nella normalità quotidiana è ancora piu' importante , ed infine che essere assenti sarebbe un segnale facilmente interpretabile dall' opinione pubblica . Quindi valutiamo in quale forma e con quale modalità affrontare questo passaggio, anche sulla base di un appello che possiamo scrivere insieme ,e che in quel giorno aTrieste siano presenti esponenti delle istituzioni, dei partiti democratici, delle associazioni , dei sindacati - come ad esempio fece la Cgil nel 2004 a Gorizia quando infine sul piazzale della Transalpina il confine venne definitivamente cancellato.Che si ragioni su questa ed altre opzioni possibili, , si organizzi una conferenza stampa, un presidio di solidarietà con le rappresentanze delle tante comunità che vivono aTrieste , con i lavoratori transfrontalieri, con gli operatori dell' accoglienza ed integrazione. 

6.Anche memori delle tragedie che su questi confini si sono consumate il secolo scorso, rendiamo evidente la volontà che altre non se ne ripetano. e che si dica no a Salvini ed alle sue politiche antieuropeiste , di disgregazione nazionale , di regressione democratica e culturale , di plebeismo razzista e xenofobo.

    Marino Calcinari 
    Circolo del Manifesto di Trieste

Come partecipare domani venerdi 5 luglio, ad una giornata di lotta e di mobilitazione democratica contro le politiche dei nazionalismi, dei confini, dell’ esclusione, del razzismo, dell’ antieuropeismo.. le occasioni non mancano. Ne segnalo alcune. Dalle ore 10 alle ore 12 Manifestazione e presidio in Piazza Libertà, evento organizzato da Trieste Antifascista Antirazzista Antisessista. Alle ore 11.30 al Knulp di via Madonna del Mare 7/a presentazione dell’appello “NO WALL ~ NO MURI” lanciato dall’ Associazione “Porto Futuro” di Monfalcone con le adesioni del circolo del Manifesto di Trieste “Raffaele Dovenna”, Libera. Circolo “Modotti”, Mediterranea Saving Humans cui parteciperà l’on Serena Pellegrino; dalle ore 17 in poi in Piazza della Borsa presidio di TAAA con interventi musicali e momenti di dibattito aperto ai presenti. Alle ore 18 al valico triestino di Rabuiese manifestazione con CGIL e sindacati sloveni a sottolineare la necessità di rafforzare i rapporti fraterni e di buona vicinanza con la Slovenia. Sarà quindi una giornata in cui si vorrà sottolineare di riflesso la necessità di praticare e sviluppare in modo allargato quelle politiche di solidarietà, accoglienza, integrazione di cui ha biosgno il nostro paese, ma anche l’Europa . Il Vecchio Continente non deve trasformarsi in una fortezza chiusa e militarizzata ma diventare uno spazio multietnico e multiculturale di convivenza e solidarietà non condizionato dalle politiche neoliberiste e securitarie, ma reso plurale anche dalla compresenza di diverse opzioni di sviluppo che non discendano da quelle. Questo obiettivo riguarda anche Trieste in cui vivono oltre 23 comunità etniche , città multietnica e quindi multiculturale la cui pluralità non può essere messa in discussione o ingabbiate tra le maglie di nessun nazionalismo gretto od ostile. Come le destre vorrebbero. È tempo invece di riprendere una battaglia per più avanzate e migliori condizioni materiali, di vita e di lavoro per tutt/e, e perciò l’opposizione a quelle politiche che -invece- la destra persegue non potranno non misurarsi col degardo e regresso di civiltà che esse stanno producendo. Così le iniziative di domani non sono che un punto di partenza per disobbedire, resistere, costruire e diffondere consapevoleza, per poter gettare le basi di una alternativa e quindi fare un muro di democrazia, questo sì necessario, contro la barbarie che avanza.

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