MORTE di MARIA UNGUREANU: OGGI e DOMANI la 2ª AUTOPSIA

Condividi subito

Maria Ungureanu

Oggi e domani, il medico legale Fernando Panarese, insieme al difensore di Daniel Ciocan, l’avvocato Salvatore Nicola Verrillo, prenderà parte alle operazioni che si svolgeranno sui resti di Maria Ungureau.

Avvocato Salvatore Nicola Verrillo

Secondo l’avvocato Salvatore Nicola Verrillo, legale di Daniel Ciocan: “dopo tre anni la riesumazione non serve a nulla, né per stabilire l’ora della morte, né in relazione ad altre circostanze”

Tre anni fa, Maria Ungureanu, 9 anni, è stata trovata senza vita nella piscina di un casale a San Salvatore Telesino, sul suo corpo i medici legali hanno riscontrati gli esiti di violenze sessuali croniche. La procura ha da subito indagato Cristina e Daniel Ciocan. Nel giugno 2018, il professor Francesco Introna, medico legale chiamato ad esprimersi sul caso, ha escluso l’omicidio e proprio in seguito alla sua consulenza la Procura di Benevento ha chiesto l’archiviazione per i fratelli Ciocan.

La piscina dove è annegata Maria Ungureanu

Nel gennaio scordo il GIP Flavio Cusani ha archiviato la posizione della sorella di Daniel, Cristina Ciocan, imposto alla procura di Benevento l’iscrizione nel registro degli indagati dei genitori di Maria, Marius e Andrea Elena Ungureanu e il prosieguo dell’attività investigativa per altri sei mesi.

Genitori di Maria Ungureanu

Marius e Andrea Elena Ungureanu sono difesi dall’avvocato Fabrizio Gallo, i cui consulenti sono la famosa biologa Marina Baldi e la ancor più famosa psicologa Roberta Bruzzone.

Nel gennaio 2019, l’ex giudice del Tribunale del Riesame di Napoli, Nicola Quatrano, che si è occupato del caso, in merito alla causa di morte di Maria, ha dichiarato: “Non è successo quello che la Procura di Benevento riteneva fosse successo” e riguardo alle violenze sessuali che la bambina subiva: “Era un aspetto della questione che non è stato approfondito in quest’ansia di trovare degli elementi di prova contro le persone che si era deciso fossero colpevoli”

Nei giorni scorsi, l’avvocato Salvatore Verrillo, difensore di Daniel Ciocan, ha presentato un’istanza di avocazione dell’inchiesta sulla morte di Maria Ungureanu alla Procura generale di Napoli.

Del team difensivo di Daniel Ciocan fanno parte il medico legale Fernando Panarese e la criminologa Ursula Franco

URSULA FRANCO

La criminologa Ursula Franco ha dichiarato: ”La nuova autopsia non serve a nulla, non è umanamente possibile stabilire con esattezza l’ora della morte, Maria è morta mentre si trovava in compagnia di un’amica con la quale aveva fissato un appuntamento per quella sera, è a lei che gli inquirenti dovrebbero chiedere che ore fossero quando Maria annegò davanti ai suoi occhi, mentre, per quanto riguarda le violenze che Maria subiva, non solo nulla hanno a che fare con la sua morte, che è stata accidentale, ma il nome dell’autore di quegli abusi sessuali è agli atti dal luglio 2016 e si inferisce senza ombra di dubbio dalle risultanze delle analisi dei RIS e dalle intercettazioni. Lo ripeto, non c’è più nulla da scoprire, il caso Ungureanu è ormai un caso chiuso. La verità è negli atti d’indagine e nelle motivazioni delle sentenze del Riesame e della Cassazione. Nella mia consulenza, datata 27 marzo 2017, ci sono il nome di chi abusava della bambina e quello della ragazzina che si trovava con Maria la sera in cui morì. Per quanto riguarda il povero Daniel, non solo non è suo lo sperma trovato sulla maglietta in uso esclusivo a Maria e sulla coperta del suo lettino, ma il Ciocan non incontrò più la Ungureanu dopo averla accompagnata a casa intorno alle 20.00 del 19 giugno 2016. I fatti sono immarcescibili, non cambiano con il passare degli anni”.

Riguardo agli abusi sessuali, nel luglio 2016, i RIS di Roma hanno isolato lo sperma di Marius Ungureanu su una maglietta in uso esclusivo a Maria e sulla coperta del suo lettino e proprio in merito alla posizione dei genitori di Maria Ungureanu, i giudici del Tribunale del Riesame di Napoli si erano così espressi: “sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per ciò che concerne gli abusi sessuali”

Mentre, nel dicembre 2017, i giudici della Corte Suprema di Cassazione avevano così concluso:

“(…) omissione da parte del PM della valutazione probatoria in relazione all’accertata presenza di liquido seminale del padre della vittima sulla maglietta/reperto 27 (…) il pregiudizio aveva ispirato l’indagine e che un “colpevole” era stato suggerito fin dall’inizio dalla madre della bambina che aveva espresso labili sospetti sul Ciocan; che anzi sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per quanto concerne gli abusi sessuali (…) come fossero state trascurate importanti ipotesi investigative e come ci si fosse fidati senza alcun controllo delle dichiarazioni rese da Marius Ungureanu, pur a fronte di elementi preoccupanti quali le tracce di sperma appartenenti al predetto rinvenute su una maglietta e su una copertina sequestrate e il tenore di alcune conversazioni registrate (…)”

Condividi subito