Le Cronache Lucane

SUGGESTIONE PD: RESPINGERE DIMISSIONI POLESE

Assemblea dem: Giuzio (nonostante tutto) e Castelgrande puntano alla segreteria

Chi molla il potere è perduto. All’insegna di tale motto i renziani lucani, capitanati dall’ex governatore Pittella e dal suo “delfino” politico Polese, sono a lavoro per individuare il nome da eleggere all’Assemblea regionale del Pd. La quadra non si trova ed ecco spuntare la suggestione massima: respingere le dimissioni del segretario regionale Polese. Il commissariamento del Pd allo stato attuale delle cose non appare come ribelle, ma come rivoluzionario. Sicuramente non lascerebbe le cose così come le ha trovate. Ed ecco perchè col Commissario alle porte e la zattera del Pd lucano sempre più vuota, il vecchio regime a un passo dal grande appuntamento dell’Assemblea regionale, necessaria dopo le dimissioni di Polese, sta cercando in tutti i modi un inutile scossone alla navigazione per una inversione di rotta rispetto all’intervento del leader nazionale Zingaretti. Ad ogni modo sul tavolo dem giace un foglio con qualche nome scritto a matita: su tutti spiccano quelli di Vito Giuzio e di Carmine Miranda Castelgrande. Il problema oltre che politico è matematico: i numeri potrebbero mancare. Giuzio, è oltre il paradossale con le sue velleità di essere il segretario-traghettatore. poichè finge persino di dimenticare che da presidente regionale del Pd ha fatto, durante la corsa elettorale per l’elezione del sindaco di Potenza, propaganda per il figlio candidato con gli avversari della mini coalizione Tramutoli. L’ex assessore regionale, Castelgrande, invece da vice segretario provinciale del Pd ha ottenuto come costruttore politico un risultato disastroso alle amministrative di maggio svoltesi nel suo Comune: quello di Venosa. La sua eventuale elezione sarebbe solo una mera prova di forza, fine a se stessa, del parlamentare Vito De Filippo che farebbe eleggere un suo feticcio, politicamente inteso. Più che altro una sorta di curatore fallimentare. Gli unici a insistere sull’arrivo di un Commissario inviato da Roma, esterno e autorevole, sono gli iscritti della corrente di Vito Santarsiero. Quell’oltre il 70% con cui nel dicembre 2017 è stato eletto segretario regionale Mario Polese è costituito da varie correnti. Le quali se una volta andavano d’accordo, la torta del potere era grande e ce n’era per tutti, nello scenario attuale non sono più così in sintonia. E se pur il vertice piramidale del Pd di Basilicata, a partire dai renziani lucani per l’appunto, punta a non cedere un’oncia del potere interno acquisito, al di fuori della segreteria del partito c’è ben poco, per non dire nulla, da difendere. Mancano sindaci e iscritti, tanto per fare un esempio. Servirebbe un Commissario. Ma i rottamati hanno intenzione di resistere fino all’ultimo pur di non rottamarsi: preferiscono l’estinzione per naturale decorso delle cose.

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Ferdinando Moliterni

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