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CORTE EUROPEA DEI DIRITTI L’UOMO: L’ITALIA RISARCISCA AMANDA KNOX

Dottoressa, da dove nascono questi errori?
Dall’incompetenza, il peggior nemico della verità e della giustizia.

URSULA FRANCO

CORTE EUROPEA DEI DIRITTI L’UOMO: L’ITALIA RISARCISCA AMANDA KNOX

Il 24 gennaio scorso la Corte di Strasburgo aveva riconosciuto l’Italia colpevole della violazione del diritto alla difesa di Amanda Knox e ha chiesto allo Stato di risarcirla per i danni morali subiti, recentemente ha rigettato il ricorso del Governo italiano che chiedeva di pronunciarsi di nuovo sul caso.

Il legale della Knox, l’avvocato Dalla Vedova, aveva richiesto un indennizzo complessivo pari a 500 mila euro, la CEDU ha deciso per 10 mila e 400 euro, oltre agli 8 mila di spese legali.

Il legale della Knox ha precisato che la violazione del diritto alla difesa è stata riconosciuta perché Amanda Knox non fu avvertita di essere indagata, non le venne fornito un avvocato e nemmeno un interprete.

Ne abbiamo parlato con la criminologa Ursula Franco

  • Dottoressa Franco, che cosa pensa del risarcimento alla Knox?

È giusto, quando si indaga su un omicidio ci sono regole da rispettare, solo lavorando nel rispetto dei diritti di un indagato, un PM può farsi valere in dibattimento. Il rispetto delle regole, se un indagato è colpevole, permette di blindare il castello accusatorio; se invece è innocente, permette di scagionarlo. Purtroppo, e lo dico con rammarico, in Italia i diritti degli indagati vengono violati di continuo, questo modo di lavorare, non solo lascia spazio alla difesa di un colpevole, come nel caso della Knox, ma favorisce errori giudiziari ancora più dolorosi.

  • Dottoressa Franco, ci faccia qualche esempio di violazione del diritto alla difesa di un indagato?

Sono due le principali violazioni: molti PM non hanno idea di come si conduca un interrogatorio e molti altri si servono di consulenti partigiani capaci di falsificare per incastrare un indagato.

  • Dottoressa Franco, quanto è importante un interrogatorio ben condotto?

Se l’interrogato è colpevole, un interrogatorio ben condotto, sia che il soggetto falsifichi, sia che dissimuli, è estremamente utile per ricostruire i fatti; se invece è innocente, permette di escluderlo dalla cerchia dei sospettati. Vale lo stesso per le interviste televisive e le telefonate di soccorso, bravi giornalisti e bravi operatori del 118 sarebbero una manna per chi indaga.

  • Dottoressa Franco, quali sono i principali errori commessi dai PM durante un interrogatorio di un indagato?

Contaminano le risposte introducendo termini nuovi; fanno domande chiuse perché hanno fretta di veder confermata la propria ipotesi; fanno domande multiple che permettono ad un interrogato di scegliere a quale rispondere; interrompono, mostrando di ignorare che è proprio nelle tirate oratorie che si trovano più spesso incriminanti ammissioni; si sperticano in giudizi morali inducendo l’indagato a mettersi sulla difensiva; lo invitano a negare.

  • Dottoressa, da dove nascono questi errori?

Dall’incompetenza, il peggior nemico della verità e della giustizia.

AMANDA KNOX
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