Le Cronache Lucane

FORZA ITALIA BACCHETTA PITTELLA SU BANKITALIA

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di Maria FEDOTA

Il Rapporto della Banca d’Italia sull’economia regionale in qualche modo congela le polemiche sulle trivellazioni e mette in serie difficoltà tutti quelli che nella Regione più estrattiva d’Italia vorrebbero una moratoria. Soprattutto nella Val d’Agri dove le aziende oil sono impegnate in ulteriori programmi di ricerche. I buoni dati regionali riguardano però anche il manifatturiero e l’automotive. Ma i buoni dati regionali però non riguardano l’occupazione. La Giunta di centrosinistra – perdente alle ultime elezioni a vantaggio del centrodestra – leggendo i dati in modo approfondito, sembra aver fatto poco o niente per sostenere le imprese. Sono stati anni in cui la Regione, nel confronto con il resto d’Italia, ha avuto una “caduta più accentuata del valore aggiunto nella fase recessiva e una ripresa poco marcata nel periodo successivo”. L’occupazione è aumentata del 3 % rispetto al 2017, anche se non si è fermata l’ondata migratoria verso il Nord e l’estero. A livello macroeconomico regionale il tasso di occupazione è rimasto sostanzialmente stabile anche in rapporto ai valori medi del Mezzogiorno. Stabili i livelli di povertà diffusi nelle due province di Potenza e Matera. Insomma, resta che le estrazioni di petrolio e gas sono gli unici settori che nel governo passato hanno contribuiscono a tenere su l’economia della seconda più piccola Regione del Mezzogiorno. Una lettura approfondita evidenzia un’economia regionale che prosegue nella sua espansione, sottolineando però come l’effetto di questo trend positivo sia riconducibile al solo comparto estrattivo e automotive è stata effettuata dai consiglieri regionali Francesco Piro, Gerardo Bellettieri e Vincenzo Acito, del Gruppo regionale consiliare di Forza Italia. Piro, Bellettieri e Acito, in risposta al comunicato del già Presidente Pittella affermano che «il rapporto annuale di Banca d’Italia, parla della Basilicata con toni obiettivi ma non entusiastici. A sorpresa leggiamo invece che l’ex Presidente Pittella si attribuisce il merito di questo “segno più dell’economia lucana 2018”, facendolo ricadere su una fantomatica ricaduta positiva delle politiche regionali attuate dalla passata Giunta. È sotto gli occhi di tutti come la gestione dell’ex amministrazione abbia lasciato la nostra Regione in condizioni assolutamente deprecabili, senza che sia stato fatto nulla nella direzione del miglioramento delle reti infrastrutturali (materiali e immateriali) della Basilicata».

«I numeri sono sicuramente “degli argomenti testardi” -precisano ma per comprenderli basterebbero: competenza nelle materie economiche e buona fede, e queste doti, anche declinate insieme, non sono alla portata di tutti. Piuttosto che dipingere scenari idilliaci ma inesistenti, Pittella potrebbe spiegare come mai il Bilancio regionale sia in rosso, nonostante le royalties del petrolio, ad esempio, siano nettamente aumentate nel 2018 rispetto al 2017. Perché non siano state usate per migliorare la rete infrastrutturale lucana. O potrebbe farci comprendere meglio come si giustificano i continui e gravissimi rilievi fatti dalla Sezione regionale della Corte dei Conti per la Basilicata». «A ben guardare, il rapporto Bankitalia conta col segno meno il numero degli occupati – proseguono i consiglieri di Forza Italia – facendo registrare un calo, pur lieve, dell’occupazione, da associare al calo della popolazione attiva, da leggere in chiave di flussi migratori in partenza, fenomeno che interessa da troppi anni la Basilicata. In altre parole, la Basilicata a guida centrosinistra si è spopolata irreparabilmente. Sempre nel Rapporto, sono di assoluto interesse i dati relativi alla sanità, tema tanto caro al già Presidente Pittella: si registrano aumenti dei costi del settore per il 2.1% rispetto al 2017,senza contare il fenomeno della “migrazione sanitaria” che interessa la Basilicata, che registra un evidente saldo negativo della mobilità sanitaria verso altre regioni».
«Siamo fiduciosi del fatto che, con queste nuove chiavi di lettura, più concrete e basate su dati numerici, la lettura del Rapporto Bankitalia risulterà più semplice anche per Pittella» concludono Piro, Bellettieri e Acito.

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Maria Fedota

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