20ANNI CON UNA SONDA NELLO STOMACO

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Sembrerebbe una scena da film, di quelli che tengono col fiato sospeso invece, purtroppo è tutto vero: una donna sessantenne è arrivata al pronto soccorso del ‘San Carlo’ di Potenza con un pezzo di cute distaccato intorno all’ombelico. Di urgenza viene sottoposta ad una gastroscopia che ha permesso di individuare un tubo che faceva parte di un intervento di gastrostomia endoscopica percutanea, ossia una sonda che collega lo stomaco all’esterno attraverso la quale si somministra il cibo, posizionata durante un’operazione 20 anni prima per un pregresso problema neurologico. I medici però non hanno potuto rimuoverlo per via orale in quanto la paziente aveva avuto una tracheostomia con restringimento della parte alta della faringe e pertanto il direttore della struttura complessa interaziendale di Gastroenterologia ed endoscopia digestiva, Angelo Sigillito, e il chirurgo Giuseppe Tramutola, hanno deciso di effettuare una doppia procedura endoscopico-chirurgia. I chirurghi sono riusciti a intravedere nello stomaco il punto di passaggio della vecchia procedura –rende nota l’Azienda ospedaliera- e dall’interno è passato un catetere da estrazione verso l’esterno, con il quale il dottor Sigillito è riuscito ad afferrare il corpo estraneo, mentre il dottor Tramutola ha effettuato una incisione cutanea di solo 1,5 centimetri, grazie alla quale si è riusciti ad estrarre il tubo largo circa 2,5 centimetri e lungo circa 6. Il direttore generale del San Carlo, Massimo Barresi, in una nota, ha espresso le <<congratulazioni a Sigillito e Tramutola per l’esito di una procedura particolarmente complessa e riuscita grazie a una perfetta sinergia>>. La paziente dopo 48 ore si è alimentata senza alcuna complicanza legata alla procedura.

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