ECCO IL GRUPPO: “AVANTI… IMPUTATI”

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Alla fine ce l’ha fatta. L’ex consigliere regionale Aurelio Pace, sonoramente bocciato alle regionali del 24 marzo scorso, è riuscito in poco più di due mesi a non esser più disoccupato. Uscito dalla politica dall’ingresso principale di via Verrastro, ci rientra ora dalla “porta di servizio” del magazzino. A consegnargli nelle mani un altro biglietto per un ulteriore giro in Regione, seppure in forma minus, proprio l’ex governatore Marcello Pittella. Stupisce, anche se analizzando i fatti forse neanche poi tanto, che ha mantenuto più la schiena dritta Carlo Trerotola che l’“animale da preferenze” lauriota. Il farmacista di Chianchetta si è rifiutato di assumere come portaborse, coi soldi pubblici dei lucani, Aurelio Pace. Mentre il nì iniziale di Pittella si è trasformato adesso in un sì. Se per Pace si tratta di un ritorno in tono minore, dai banchi del Consiglio a “portaborse” di Pittella, anche per l’ex governatore certe filiere politiche non sono più quelle importanti di una volta. Il contentino di Pittella per Pace si presta a essere interpretato come un “premio di consolazione”, che pagheranno i lucani, per vari eventi, non solo la non rielezione, occorsi nella legislatura trascorsa. Ad ogni modo con Pace nello staff il gruppo consiliare di Pittella, Avanti Basilicata, potrebbe metaforicamente cambiare nome: Avanti… imputati. I due eletti del gruppo, Marcello Pittella e Luca Braia, sono imputati nell’ambito della stessa maxi inchiesta, anche se in riferimento a circostanze diverse. In Sanitopoli, l’uno è, per l’accusa, «il deus ex machina» dei concorsi truccati, mentre l’altro compare nel registro degli indagati, insieme a Cifarelli, attuale capogruppo consiliare del Pd, e agli altri ex componenti della Giunta Pittella, per l’aver sottoscritto il Commissariamento, deciso senza «alcun fondamento giuridico», della sanità lucana. Ai due si aggiugerà Pace che ha un processo pendente, “Scontrinopoli” di cui l’ultima udienza è stata neanche dieci giorni fa, per le “spese pazze” alla Provincia di Potenza. Pace e altri quattro ex consiglieri provinciali sono accusati, a vario titolo, di falsità ideologica, truffa e peculato. Per quanto la legge lo consenta l’atto di Pittella è una sorta di aggiramento della stessa in quanto Pace per due anni, da ex amministratore regionale non può ricevere incarichi pubblici, ma pubblici incarichi, come quello di Pittella, remunerato coi soldi dei lucani, sì.

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Ferdinando Moliterni

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